La Sicilia: Noi non siamo un territorio da saccheggiare, Pretendiamo risposte
Attesa spasmodica per l’audizione in Commissione. L’azienda dovrà spiegare la propria decisione e perché non ha cercato soluzioni alternative. Il numero 49 è solo l’inizio: a rischio un intero territorio
L’Indignazione Non Basta: L’ARS Deve Agire
Il conto alla rovescia è giunto al termine. Domani, mercoledì 29 ottobre , alle ore 11:00 , l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) ospiterà un incontro cruciale: i vertici di Cargill dovranno presentarsi davanti alla Commissione Attività Produttive per discutere la annunciata chiusura dello stabilimento di pectina di Giammoro (ME). Questa convocazione è stata fermamente richiesta dal deputato De Leo, che ha sollecitato l’intervento dell’Assessore Tamajo per garantire il confronto.
Questo non è un semplice adempimento formale, ma il giorno della verità in cui la multinazionale non potrà più sottrarsi alle proprie responsabilità, né nascondersi dietro asettici piani di riorganizzazione.
L’Accusa: Un Buco Nero nella Filiera Siciliana
Il territorio pretende risposte chiare e inequivocabili. La decisione di chiudere il sito non è solo una scelta aziendale, ma una vera e propria offesa per famiglie, territorio e comunità.
Cargill dovrà spiegare all’istituzione regionale e, soprattutto, alle famiglie coinvolte:
– Perché non c’è stato un confronto preventivo prima di annunciare una decisione che crea un “buco nero” nell’intera filiera agroindustriale siciliana.
– Perché ha scelto di affondare un’eccellenza produttiva , l’unica nel Mediterraneo per la pectina di alta qualità, senza esplorare seriamente alternative che garantissero la continuità produttiva.
– Perché si è preferito il mero calcolo di profitto a scapito dell’equilibrio e della stabilità di un intero territorio.
– Perché non ha consentito alla Regione un serio confronto con possibili soluzioni
– Perché ha detto di voler smantellare in tutta fretta
L’attenzione dell’ARS non può limitarsi al mero dato numerico dei 49 licenziamenti diretti. La vertenza Cargill rappresenta un potenziale disastro a cascata : si parla di un intero indotto e di una filiera di aziende agricole che fornivano materia prima, ora condannate senza possibilità alcuna a fronteggiare questo devastante impatto. La Sicilia non può accettare di essere saccheggiata e poi abbandonata con tale leggerezza.
L’Assemblea Regionale Siciliana e gli assessori presenti, l’intera Commissione, hanno il dovere istituzionale di trasformare l’indignazione in azioni concrete . La richiesta è perentoria:
1. Impedire il Saccheggio : Bloccare ogni tentativo di smantellamento degli impianti, che sono pronti a ripartire, e impedire la fuga dell’azienda che mira a lasciare solo macerie.
2. Tavolo di Crisi Istituzionale : Garantire l’apertura immediata e partecipata di un tavolo di crisi nazionale con il MIMIT e tutti gli attori sociali, che riconosca l’impatto totale, non solo quello diretto.
3. Favorire potenziali acquirenti: Verificare la presenza di trattative in corso e favorire la ricerca di potenziali acquirenti con la collaborazione di Sicindustria (precedentemente impegnatasi) e con il supporto di enti locali, sindaci e Regione stessa
Per il territorio e i lavoratori di Giammoro domani non è solo un altro incontro. È il momento in cui la politica deve dimostrare se è in grado di difendere le proprie eccellenze e di non tollerare che una multinazionale possa disporre del futuro di intere comunità in nome del solo profitto. La Sicilia aspetta risposte e pretenderà giustizia.
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