dietro la narrazione del “grande successo amministrativo”
L’annuncio dell’accordo transattivo tra il Comune di Capo d’Orlando ed Eni Plenitude, salutato dall’Amministrazione comunale come “un risultato importantissimo”, suscita reazioni fortemente critiche tra i banchi dell’opposizione.
Secondo la consigliera comunale Linda Liotta, insieme ai colleghi Renato Mangano, Gazia e Truglio, dietro la narrazione del “grande successo amministrativo” si celerebbe invece la conclusione di un lungo periodo di cattiva gestione finanziaria, i cui effetti ricadono oggi sulla collettività.
“La verità è che ci si sta vantando di aver ridotto un debito da 4 milioni a 750 mila euro — da saldare in tre rate — come se si trattasse di un successo,” afferma Liotta. “Ma è come vantarsi di aver spento un incendio che ci si è appiccati da soli. Il vero merito non sta nella negoziazione, ma nell’essere riusciti a evitare un dissesto che sarebbe stata la conseguenza inevitabile di anni di illegittimità e mala amministrazione.”
L’accordo con la società energetica, che prevede un pagamento dilazionato fino al 2027, lascia inoltre in sospeso l’ultima rata da 250 mila euro, che — sottolineano i consiglieri — “sarà lasciata in eredità alla prossima amministrazione”.
Il caso arriva a poche settimane dalla decisione della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio finanziario del Comune, che prevede la copertura di 46 milioni di euro di debiti in vent’anni. Un piano che pesa sulle finanze e sui cittadini e che, secondo l’opposizione, “non può essere mascherato da una vittoria amministrativa”.
“Quando una famiglia o un imprenditore sprofonda nei debiti — scrive Liotta — non organizza conferenze stampa per vantarsene, ma si interroga sulle responsabilità e sulle scelte che lo hanno portato al baratro. Qui, invece, si celebra pubblicamente la chiusura di una ferita che è stata inferta dalla stessa mano che oggi pretende gli applausi.”
Le richieste dell’opposizione
Nel documento diffuso congiuntamente, i consiglieri di opposizione avanzano quattro richieste precise:
A. Trasparenza: pubblicazione integrale dell’accordo con Eni Plenitude e di tutti gli atti contabili collegati.
B. Chiarezza: ricostruzione pubblica dei bilanci degli ultimi dodici anni, per verificare in che modo i debiti non dichiarati abbiano inciso sui conti comunali.
C. Responsabilità: riconoscimento pubblico delle scelte amministrative che hanno generato la situazione debitoria.
D. Garanzie: adozione di misure stringenti affinché la contabilità comunale rispecchi in modo veritiero la reale situazione economica dell’ente.
“Serve una politica del rendiconto, non della propaganda”
“Capo d’Orlando non ha bisogno di trionfalismi, ma di una politica del rendiconto e della verità,” aggiungono i consiglieri d’opposizione. “Solo così si potrà restituire fiducia ai cittadini e dignità alla gestione pubblica. Occorre interrompere la spirale della teatralità politica e dell’autocompiacimento, che negli anni ha allontanato i cittadini dalla partecipazione attiva e dalla fiducia nelle istituzioni.”
L’opposizione chiede dunque che l’Amministrazione renda conto “fino in fondo” di ogni passaggio, per evitare che, dietro la celebrazione di un accordo, si nasconda l’ennesimo capitolo di una gestione poco trasparente.
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