Alla Galleria d’Arte Moderna (Via Sant’Anna 21, Palermo)
Fino all’8 dicembre 2025 – Curatore: Giovanni Bonanno – Organizzazione: Comune di Palermo insieme all’associazione Pulchra e con il supporto della GAM
L’esposizione nasce con l’obiettivo di tracciare “in chiave storico-critica e con visione unitaria” il percorso dei principali pittori siciliani del secondo Novecento, quei maestri che dalla fine degli anni ’40 al termine del secolo hanno interpretato le tensioni sociali, esistenziali e politiche dell’isola attraverso il linguaggio pittorico. La Sicilia diventa così “specchio di una realtà più vasta”, come suggeriva lo scrittore Leonardo Sciascia: nel suo crogiolo di luce, ombre, mare e terra, gli artisti siciliani hanno trovato storie da raccontare e forme da sperimentare.
Sono 22 gli artisti selezionati, con circa 76 opere in esposizione. Tra i nomi spiccano: Renato Guttuso, Salvatore Fiume, Aldo Pecoraino, Fausto Pirandello, Gigi Martorelli. L’elenco completo comprende maestri storicizzati come Bruno Caruso, Mario Bardi, Lia Pasqualino Noto e molti altri. Le opere spaziano attraverso correnti differenti — neorealismo, neoespressionismo, informale, astrazione — testimoniando la varietà e la ricchezza del linguaggio artistico siciliano nel secondo Novecento.
Il visitatore viene accompagnato in un viaggio che attraversa decenni e stili: La fase immediatamente post-bellica, con l’impegno sociale e la pittura di denuncia. I linguaggi più sperimentali degli anni ’60–’70, con contaminazioni astratte e visioni interiori. Le opere più “mature” che reinterpretano paesaggio, memoria, identità isolana
Il catalogo della mostra, di 216 pagine, curato da una équipe di storici e critici dell’arte (tra cui Maurizio Karra, Maria Francesca Martinez Tagliavia, Elena Pontiggia) funge da vero e proprio saggio critico. Prefato dal sindaco di Palermo e dall’Assessore alla Cultura, è rivolto in modo particolare alla scuola e all’università, affinché la conoscenza di questi maestri non resti confinata al turismo ma diventi strumento di approfondimento.
L’allestimento alla GAM sottolinea il valore culturale dell’evento: la mostra non è solo una vetrina, ma un momento di riflessione sull’identità siciliana, sul suo ruolo nell’arte moderna italiana, e sulla possibilità di coniugare radici locali e apertura internazionale. In un momento storico e sociale complesso, il messaggio che emerge è che l’arte abbia ancora la forza di interpretare e raccontare il nostro tempo.
Sede: Via Sant’Anna 21, Palermo (quartiere Kalsa)
Orari: tutti i giorni 09:30–18:30 (ultimo ingresso ore 17:30)
Ingresso: consultare sito GAM per tariffe e riduzioni
Consigliato per: appassionati d’arte, studenti, turisti culturali, chiunque voglia conoscere meglio l’arte siciliana del Novecento
“Secondo Novecento in Sicilia” è più di una mostra: è una mappa emozionale di un’isola che ha saputo raccontarsi attraverso l’arte. È un’occasione per riscoprire autori forse meno noti al grande pubblico, ma fondamentali per la storia dell’arte italiana. È un invito — a chi vive in Sicilia e a chi viene da fuori — a guardare con occhi nuovi, a cogliere il legame tra paesaggio, memoria e pittura e a interrogarsi sul ruolo dell’arte come specchio critico della società.
In rapporto con in 22 Maestri e Artisti di Secondo Novecento in Sicilia si pongono critici e scrittori, impegnati nell’esegesi di un iter creativo, manifesto nelle 76 opere in esposizione alla GAM di Palermo. Ciò risulta evidente nel catalogo di 216 pagine, a colori e bianco e nero, prefato dal Sindaco, Roberto Lagalla e dall’Assessore alla Cultura Pietro Cannella.
Il volume, rivolto soprattutto al mondo della scuola e della cultura, intende, con la pregnanza dei testi, mettere in luce la complessità di una forma pittorica, non asettica, sviluppatasi da inizio quaranta sino a fine novanta e oltre, coinvolgendo l’incipit del XXI secolo. Una forma, meglio una pluralità di forme linguistiche, connessa non solo all’estetica, ma alla quotidianità di uomini e donne, al caos di storia, società, politica, alle ragioni filosofiche, esistenziali, poetiche. Pittura gravata, nella sua articolazione, di problemi reali, capace di esprimere drammi e sogni della gente di Sicilia lungo un periodo segnato da divisioni e guerre.
Nelle pagine vergate dagli autori – Giovanni Bonanno, Aldo Gerbino, Maurizio Karra, Maria Francesca Martinez Tagliavia, Massimo Naro, Elena Pontiggia, Salvatore Rizzuti, Giuseppe Roccaro, Tommaso Romano, Giovanni Scaletta, Giuseppina Torregrossa, Filippo Tripoli, Violante Valente – rimbalzano, in connessione con l’opera dei 22 protagonisti, il sentimento della vita, l’ardore dell’eros, l’inquietudine della mente nello scenario di una Sicilia che appare, secondo Leonardo Sciascia, metafora del mondo.
Un catalogo che si accompagna alla mostra e ne prolunga il senso divenendo, nel tempo, memoria viva della bellezza, quale energia interiore dell’esistenza.
FAUSTO PIRANDELLO (1899-1975)
Questo artista (figlio del famoso scrittore Luigi Pirandello) amava usare colori come la polvere, i “colori calcinosi”, per dipingere figure che sembrano sole e piene di mistero.
GIUSEPPE MIGNECO (1908-1997)
Migneco usava uno stile espressionista con colori aspri. Voleva mostrare la fatica della vita in Sicilia.
LIA PASQUALINO NOTO (1909-1998)
Questa artista di Palermo era una donna molto importante. La sua pittura è piena di “trepidante poesia” e “calore umano”, e cerca di infondere “semi di speranza”.
GIANBECCHINA (1909-2001)
Chiamato il “poeta della campagna”, dipingeva la vita semplice e il lavoro degli umili.
RENATO GUTTUSO (1912-1987)
Guttuso, nato a Bagheria, è famoso in tutto il mondo. Usava la sua pittura “per lottare per la giustizia” e per opporsi agli eventi politici.
SALVATORE FIUME (1915-1997)
Fiume era un artista che amava i miti e la sensualità. La sua pittura è un mix di “calcolo e invenzione”.
SEBASTIANO MILLUZZO (1915-2011)
Pittore di Catania che unisce l’armonia di Matisse alla forza di Picasso, creando un’arte di “eleganza, modernità, armonia”.
SISTINA FATTA DELLA FRATTA (1917-2012)
Artista palermitana con un’anima gioiosa. Creava immagini serene, piene di primavera, usando colori acquarellati.
MARIO BARDI (1922-1998)
Bardi fondeva realismo e fantasia (immaginifico), ritraendo Palermo in una visione barocca.
BRUNO CARUSO (1927-2018)
Caruso era famoso per il suo disegno “lineare e tagliente”. Ritraeva persone piene di “maschere e follie”, influenzato da grandi espressionisti come Grosz e Dix.
ALDO PECORAINO (1927-2017)
Questo artista palermitano usava “impasti lavici”, cioè colori spessi come la lava, per celebrare la natura e la sensualità.
TOTÒ BONANNO (1928-2002)
Il suo tema principale era la città di Palermo, specialmente i “palazzi devastati dai bombardamenti”.
MARIO PECORAINO (1930-2019)
Scultore e pittore, la sua arte è legata a una “spiritualità esistenziale”, con colori tenui e trasparenti.
PIERO GUCCIONE (1935-2018)
Originario di Scicli, la sua arte è come una “contemplazione trascendente spazio e tempo”, immersa nell’azzurro.
GIGI MARTORELLI (1936-2015)
Artista palermitano che amava stupire e ironizzare, usando forme illusorie e geometriche.
TANO BRANCATO (1937)
Pittore molto colto, che celebra la classicità e il mistero.
TOGO (Enzo Migneco) (1937)
Nipote di Giuseppe Migneco, Togo porta a Milano i colori e la luce dello Stretto di Messina con geometrie piene di energia.
CARLA HORAT (1940)
La sua arte è una poetica di una natura stregata da paesaggi marini. Si concentra sul tema delle Eolie e dello Stretto di Messina, pieno di sensi emotivi. La pittura è piena del mare azzurro dello Stretto, con geometrie dai “toni febbrili e incandescenti”. Nata a Basilea, Horat è la pittrice che traduce la musica in colore.
MAURILIO CATALANO (1942-2022)
Figlio d’arte, ritraeva la “favola del mare” con ampie stesure di colore, usando lapislazzuli,rosso e bianco brillanti.
SALVATORE PROVINO (1943)
Nato a Bagheria, la sua pittura è un astrattismo espressionista che rappresenta “universi fantastici in espansione”.
FRANCO NOCERA (1948)
Pittore di Monreale, noto per il suo neo-espressionismo con colori densi e squillanti, che esaltano la figura femminile.
GIUSEPPE MODICA (1953)
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