Cronaca

AFFITTI BREVI A MESSINA – “Serve legalità, non nuove tasse”

Franco Tiano: “Oltre 240 strutture non dichiarate, così si penalizza chi lavora onestamente”

Nel capoluogo peloritano cresce l’allarme per il boom di affitti brevi non registrati. Secondo i dati elaborati da operatori del settore, a Messina risultano attualmente oltre 500 alloggi pubblicati su piattaforme digitali come Airbnb e Booking, ma solo circa 280 risulterebbero regolarmente registrati presso il Comune.

Un divario di oltre 240 strutture potenzialmente abusive, che si traduce in una perdita economica stimata in almeno 250.000 euro l’anno di imposta di soggiorno non versata — risorse che, sottolineano gli operatori, potrebbero essere destinate a riqualificare il lungomare, migliorare le spiagge, potenziare i servizi ai turisti e sostenere la cultura urbana.

“Non si tratta di tassare di più — precisa Franco Tiano, operatore turistico messinese — ma di garantire le stesse regole per tutti. Chi lavora in regola non può essere penalizzato da chi evade. Messina ha bisogno di legalità, non di nuove tasse.”

Il quadro normativo: obbligo di CIR per tutti

In Sicilia il Codice Identificativo Regionale (CIR) è obbligatorio per tutte le strutture ricettive, comprese le locazioni turistiche brevi, e deve essere esposto in modo visibile su ogni annuncio pubblicato online.
La mancata indicazione del CIR comporta sanzioni che vanno da 500 a 5.000 euro. Eppure, scorrendo i portali più noti, molti annunci messinesi risultano ancora senza codice identificativo o con dati incompleti.

Le proposte: controlli, trasparenza e regolarizzazione

Tiano propone che il Comune di Messina avvii un piano immediato di verifica e regolarizzazione, articolato in cinque punti:

  1. Controllo degli annunci online su Airbnb, Booking e piattaforme analoghe;

  2. Incrocio automatico con l’elenco delle strutture già registrate;

  3. Azioni coordinate tra Polizia Municipale e Guardia di Finanza;

  4. Campagna di regolarizzazione volontaria, con tempi e procedure chiare;

  5. Report pubblico trimestrale, per monitorare in modo trasparente i risultati e il gettito reale.

Un atto di responsabilità verso la città

“Rimettere ordine nel settore degli affitti brevi — conclude Tiano — è un atto di responsabilità verso la città, il turismo e le imprese che rispettano la legge. Messina non ha bisogno di nuove tasse, ma di equità e trasparenza, perché solo un mercato pulito può sostenere un turismo sano e duraturo.”

Redazione Scomunicando.it

Recent Posts

PATTI – Gli studenti del “Lombardo Radice” alla scoperta del mare

Portare il mare tra i giovani studenti, trasformandolo in un’occasione di conoscenza e scoperta. È…

12 ore ago

SENTIERI DI MARE – Il festival del GAC Golfo di Patti attraversa il territorio

undici Comuni già coinvolti, altre due tappe a dicembre (altro…)

12 ore ago

BROLO – Ottobre rosa

Il Comune di Brolo promuove tre giornate dedicate alla prevenzione del tumore al seno (altro…)

13 ore ago

VERSO LE ELEZIONI… A PATTI – Mauro Aquino torna al centro della partita elettorale?

«La città ha smarrito la sua direzione. Ma prima dei nomi servono idee» (altro…)

13 ore ago

GRAFICA SUI SOCIAL – “Bruciare oro in piombo”

Antonio Morello e la macchina che trasforma la ricchezza in morte (altro…)

14 ore ago

BROLO – Catechismo e quote d’iscrizione: i genitori chiedono trasparenza, don Enzo Caruso risponde e invita al dialogo

Una lettera aperta solleva il caso dei 30 euro richiesti alle famiglie per il nuovo…

15 ore ago