Anche i commercialisti entrano nel dibattito sul futuro del Mezzogiorno. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della circoscrizione del Tribunale di Patti ha partecipato ad Agorà Sud, l’iniziativa promossa da Quater il 12 settembre alla Terrazza Mercadante di Capo d’Orlando, accreditando l’evento e portando nel confronto il punto di vista di una professione che vive quotidianamente il rapporto con imprese, lavoro e territorio.
A rappresentare l’Ordine è stato il presidente Mario Sciacca, intervenuto nella sessione di apertura.
Al centro delle sue considerazioni uno dei temi portanti di Agorà Sud: il “diritto a restare”, soprattutto per le nuove generazioni.
«Come Ordine professionale abbiamo accolto con convinzione l’invito ad accreditare questa iniziativa – ha spiegato Sciacca – riconoscendo nei temi affrontati una forte coerenza con la funzione sociale delle professioni e con la responsabilità che esse sono chiamate ad assumere nei confronti del territorio e delle nuove generazioni».
Una presenza, quella dei commercialisti, che assume un significato particolare proprio per il ruolo svolto dalla categoria nel tessuto economico. Dietro la nascita e la crescita di un’impresa, un investimento, l’accesso a un finanziamento o la programmazione di nuove attività c’è spesso anche il lavoro dei professionisti. Un osservatorio privilegiato, dunque, sulle difficoltà ma anche sulle potenzialità del sistema produttivo locale. Ed è da questa prospettiva che Sciacca ha affrontato la questione dell’emigrazione giovanile.
«Il diritto a restare deve tradursi nella possibilità, soprattutto per i nostri giovani, di trovare nel Mezzogiorno opportunità, lavoro e concrete prospettive di futuro».
Per il presidente dell’Ordine, però, il tema non può essere ridotto semplicemente alla necessità di fermare le partenze.
«La vera sfida non è impedire loro di partire, ma creare le condizioni perché possano scegliere di tornare e perché chi decide di restare possa farlo senza sentirsi penalizzato». Una distinzione importante: partire può rappresentare un’esperienza di formazione e crescita; il problema nasce quando il ritorno diventa difficile o quando restare significa avere meno opportunità rispetto ad altri territori.
Sciacca ha quindi definito quella di Capo d’Orlando «una giornata di confronto, partecipazione e condivisione», sottolineando il valore dell’incontro tra istituzioni, professioni, imprese, università e giovani. Mondi diversi che, nella visione emersa durante Agorà Sud, devono riuscire a comunicare maggiormente se si vuole trasformare il dibattito sul Mezzogiorno in proposte concrete.
Particolarmente soddisfatta della partecipazione dell’Ordine dei Commercialisti anche Maristella Ridolfo, amministratrice unica di Quater, che ha evidenziato il valore dell’adesione delle categorie professionali al progetto, c’erano accreditati gli Ordini dei Giornalistidi Sicilia e quello dei Consulenti del Lavoro di Messina. Per lei la presenza dei commercialisti ha rafforzato quel collegamento tra formazione, sistema delle imprese e sviluppo territoriale che era tra gli obiettivi dell’iniziativa.
Per Quater, coinvolgere le professioni significa infatti portare dentro il confronto chi conosce direttamente i problemi delle aziende, accompagna nuovi progetti imprenditoriali e può contribuire a trasformare strumenti e opportunità di finanziamento in sviluppo reale. È forse proprio questo uno dei passaggi più concreti lasciati dalla giornata di Capo d’Orlando: parlare del diritto a restare significa parlare anche di economia.
Perché per scegliere di vivere nel proprio territorio servono lavoro, imprese capaci di crescere, investimenti e professionalità. E in questo percorso anche i commercialisti possono svolgere un ruolo che va ben oltre numeri, bilanci e adempimenti: essere parte attiva della costruzione delle condizioni che rendano possibile restare, oppure partire sapendo di poter tornare.
Ed è proprio dalla partecipazione degli Ordini che arriva uno dei messaggi della giornata: il futuro del Mezzogiorno non riguarda soltanto la politica. Riguarda chi amministra, chi fa impresa, chi informa, chi forma e chi ogni giorno accompagna cittadini e aziende nelle loro scelte. Perché il “diritto a restare” smetta di essere soltanto uno slogan, servono condizioni concrete. E costruirle significa mettere insieme competenze, responsabilità e capacità di fare rete.
da leggere
Si avvicina l’appuntamento in programma sabato 26 settembre a Gliaca di Piraino, una serata dedicata…
Il manager di Quater racconta il lavoro costruito attorno ad “Agorà Sud – Il luogo…
Storica collaboratrice delle scuole elementari di Brolo, insieme a donna Carmela fu molto più di…
Per quindici anni alla guida del Comune, accompagnò una stagione decisiva della crescita orlandina. Uomo…
“E TU CI CASCHI?” - All’Università degli Studi di Messina un seminario sui meccanismi dell’inganno…
FONDAZIONE FIUMARA D’ARTE - Al museo MAGMA di Librino nasce una nuova opera: “La Porta…