Un evento, la mostra di disegni, alcuni inediti di Bruno Caruso, da non perdere, dal carattere europeo, tipico da Villa Piccolo, un evento di quelli che la Fondazione sa ben “confezionare†e proporre.
La rassegna di Caruso intitolata “Disegni della cultura sicilianaâ€Â, comprende molti inediti ( 38+ 1 i lavori esposti) ed è stata curata dal gallerista orlandino Calogero Collovà.
Tra i tanti disegni esposti anche quello che l’artista ha disegnato e personalizzato, dedicandolo a Bent Parodi, pochi attimi prima dell’inaugurazione della rassegna che per le opere esposte, tra le più significative del percorso artistico di Caruso, definibile come il cantore di una sicilianitàdavvero universale, può inserisri, a livello nazionale, tra gli eventi culturali-artistici dell’anno.
Disegni, chine acquerellate, matite dove il bianco e nero o il monocromatico si alterna ai colori decisi e accesi dal caratteristico “taglioâ€Â, rappresentano in questa mostra davvero unica e completa i temi sociali e la “dimensione archetipica del mito – come sottolinea lo stesso Partodi – in cui anche la stessa storia siciliana si stempera nell’intemporaleâ€Â.
La rassegna potràessere visitata da martedì a domenica dalle ore 9,30 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00. Ingresso libero. Per informazioni 0941957029 Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella
BRUNO CARUSO
sotto la guida del padre copiando i disegni degli antichi maestri, ed eseguendo
soprattutto copie di disegni di Leonardo, di Pisanello e del Mantegna. Ha
compiuto gli studi classici e dopo la laurea in Giurisprudenza ha frequentato
la facoltàdi Lettere e Filosofia. Nell’immediato dopoguerra, ancora viva
l’impressione delle devastazioni e dei disastri, tiene a Palermo la sua prima
personale con una raccolta di disegni sulle periferie segnate dalla violenza
della guerra, le case diroccate e i quartieri poveri della città. Nel 1946
soggiorna in varie cittàitaliane fermandosi a Milano e nel 1947 a Praga a
Monaco e a Vienna; a Praga esegue in quel periodo un ciclo di disegni sulla
occupazione nazista che intitola, ispirandosi a George Grosz “Deutschland uber
alles”. A Vienna esegue numerosi studi sull’opera di Klimt e Schiele, e studia
le opere della Secessione e dell’Espressionismo.
tratto dal sito della libreria cavallotti
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