“Mentre a Palermo e a Roma si litiga su coalizioni e rimpasti, i piccoli comuni siciliani rischiano di affogare.
L’applicazione del patto interno di stabilità, anche per i comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti, avrà effetti paralizzanti e penalizzanti per le amministrazioni comunali e, di fatto, impedisce ai comuni di spendere somme anche se dispongono di un saldo attivo all’interno dei propri bilanci”.
“La nuova norma provocherà anche il blocco dei residui passivi e non consentirà, pur avendo gli enti locali i fondi per poterlo fare, di pagare le imprese che hanno già svolto un lavoro. Stessa situazione anche per quanto riguarda il blocco del personale: qualora vi fossero i fondi per procedere a nuove assunzioni queste non sarebbero consentite”.
“L’impegno sarà totale – preannuncia la Grasso – affinchè la Regione chieda immediatamente al governo nazionale la deroga al patto di stabilità per i comuni con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti.
Altrimenti sarà la paralisi delle gestioni comunali e l’ennesimo blocco, soprattutto nel meridione, di interventi importanti come le opere di prevenzione dei dissesti idrogeologici e consolidamento.
Per questo incontrerò presto l’Anci Sicilia per chiedere un suo coinvolgimento in una battaglia per la sopravvivenza dei Comuni”.
queste le dichiarzzioni del sindaco di Caprileone. fonte Gazzetta del Sud.
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