Nuccio Ricciardello, l’assessore che oltre al Turismo mantiene tra le altre le deleghe al Verde e Decoro Urbano e Ambiente dice: “i lavori per la pulizia del Torrente Pozzo era un impegno oltre che tecnico anche morale e civile per la sicurezza di tutto il quartiere”.
Non rimane traccia, ma in alcuni atti, si rammenta di come venissero stabili i giorni in cui le famiglie dei notabili brolesi poteva accedere alle “pietre” dei lavatoi, ed il popolo poteva lavare le “robbe” solo negli spazi sottostanti, prendendosi e utilizzandosi solo l’acqua sporca, di cenere e sapone, dei panni dei “nobili”.
C’era stato nel tempo un progetto denominato “le vie dell’acqua” teso a riportare in auge fontane, rii, ed anche il lavanaro di Brolo e delle sue contrade (la Cuba, Mersa, a Iannello e Lacco per fare un esempio). Luoghi di ricordi e di fatti..
Sarebbe il tempo di riesumarlo. E le recenti affermazioni dell’assessore Maria Vittoria Cipriano, commentando le foto di una vecchia senia, fanno ben sperare che questo avvenga.
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