Per tanti a Brolo era semplicemente Biagio, pochi lo hanno chiamato Andrea. Per tutti, quasi affettuosamente, era “Vezzari”. Un cognome che univa il nome, lo identificata, lo catalogava nella grande famiglia che dai Vezzari\ Castorino si diramava e si ramificava, anche per le parentele derivanti da matrimoni in altre. Da giovane aveva guardato oltre, andando all’estero, costruendovi una parte importante della propria vita senza però allontanarsi davvero dal paese dove era nato.
Biagio Andrea Vezzari è morto oggi, 7 ottobre, all’età di 79 anni. Era nato il 1° dicembre 1946.
La notizia della sua scomparsa ha attraversato rapidamente Brolo, accompagnata da tanti messaggi che raccontano, meglio di qualsiasi biografia, chi fosse quest’uomo elegante, sorridente, disponibile, capace di mantenere vivi rapporti e amicizie anche a distanza di tanti anni. Amici che rivedeva soprattutto durante le vacanze estive. C’è chi oggi, incredulo per una morte difficile da accettare, preferisce ricordarlo proprio così: giovane, elegante, affascinante, mentre durante le ferie girava per le strade del paese con la sua moto o l’auto fiammante. Un’immagine che appartiene alla memoria di una Brolo sia recente che di tanti anni fa.
Tra i luoghi ai quali era maggiormente legato c’era il campo da tennis, era una delle sue grandi passioni e, quando rientrava dalla Germania, difficilmente mancava l’occasione per passare dal campo, incontrare gli amici, osservare una partita, giocare – anche nei doppi – e dispensare qualche consiglio. Uno dei ricordi affidati in queste ore ai social lo descrive come una persona «meravigliosa, solare, disponibile, simpatica e di gran classe».
E ancora: «Arrivava ogni estate dalla Germania nella sua amata Brolo e passava spesso dal campo da tennis, dove non mancava mai di regalarmi consigli con passione e competenza». A dirlo è il Maestro di Tennis Carmelo Arasi che aggiunge su come il tennis diventava così occasione per ritrovarsi. Si parlava di tecnica, giocatori e partite, ma inevitabilmente la conversazione finiva per attraversare la vita e i ricordi. Tra questi ce n’erano legati agli anni della sua giovinezza e al vecchio centralino telefonico del paese, vicino al quale Biagio era cresciuto. Aneddoti di una Brolo ormai lontana che continuava a raccontare agli amici più giovani.
Accanto al tennis arrivò il golf.
Una passione coltivata negli anni con competenza e con quello stile che sembra tornare praticamente in ogni ricordo pubblicato dopo la sua morte. Eleganza, infatti, è forse la parola che più frequentemente viene associata al nome di Biagio Vezzari. Non semplicemente quella dell’abbigliamento o del portamento. Era soprattutto un modo di stare con gli altri. Un vero gentleman, lo definisce chi lo conosceva. Una persona attenta anche a chi aveva maggiormente bisogno di essere difeso, capace di prendere posizione senza perdere misura e rispetto. «Con il tuo sorriso trasmettevi amicizia e simpatia», scrive un amico. Un altro ricordo parla della sua «straordinaria umanità e bontà» e di «un amico di tutti». Sono parole diverse che finiscono per restituire lo stesso ritratto.
Vezzari e la sua storia diventa uguale alle tante storie di quella generazione che partiva portando con sé poco e lasciando a casa moltissimo. Forse per questo la sua morte viene avvertita oggi con particolare tristezza anche da persone che non lo incontravano quotidianamente. Era uno di quei brolesi che potevano vivere lontano per gran parte della loro vita e continuavano comunque a far parte del paese.
Tra i tanti pensieri che stanno accompagnando queste ore ce n’è uno che riesce a racchiudere la dimensione più personale del ricordo: «Non è facile accettare che sei andato via così. Per me sei sempre stato più bello, l’eterno giovane, elegante e fascinoso. Tra i ricordi con te adesso scelgo di pensare a quando, venendo in ferie a Brolo, giravi con la moto. È proprio così che ti voglio immaginare adesso». A scriverlo è la nipote Claudia. Ed è forse questa l’immagine con cui tanti amici potranno continuare a ricordarlo.
I funerali saranno celebrati giovedì 8 ottobre, alle ore 16.30, nella Chiesa Madre di Brolo. Dopo il rito funebre si proseguirà per il tempio crematorio.
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