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Capo d’Orlando: a Villa Piccolo la magia della fioritura della Puja rinnova un appuntamento prezioso col fantastico mondo dei Piccolo di Calanovella.

di Ornella Fanzone


La 
Puja Berteroniana è una  Bromeliacea originaria del Cile, che produce una splendida spiga floreale alta due metri, coperta da decine e decine di fiori verde-blu metallico con vistosi stami arancioni. La pianta è dotata di  foglie argentate, strette e con i margini coperti di spine taglienti.

 

  Agata Giovanna Piccolo, sorella di Lucio e Casimiro, appassionata studiosa di botanica, aveva importato dall’America Latina questa pianta e l’aveva piantata nel parco della Villa. Presente insieme con svariate altre specie di piante altrettanto pregiate, la Puja, per la sua rarità in Europa e con la sua regale presenza, contribuisce al fascino, già di per sé misterioso, di tutto il parco di questa meravigliosa Villa.

Normalmente la sua fioritura dovrebbe essere biennale, ma non sempre la pianta rispetta quest’appuntamento. Recarsi in quest’occasione a Villa Piccolo offre l’opportunità, sempre preziosa e unica, di immergersi in un’atmosfera che di magico ha proprio tanto, se poi si riflette sul fatto che qui vissero tre fratelli in cui i talenti più disparati si espressero in maniera tanto sublime.

A cominciare da Lucio, il più noto sicuramente dei tre, che  era appassionato di letteratura e di poesia,elegantissimo poeta egli stesso; Casimiro, che coltivava con grande competenza l’hobby della fotografia, amava fotografare e sviluppare da sé  le foto, era appassionato d’arte figurativa e  ci ha lasciato dei deliziosi acquarelli che si ispirano a due ceppi f antastici, quello nordico –celtico dei fratelli Grimm e quello arabo-persiano de ”Le mille e una notte”, oltre a dedicarsi all’occultismo ed agli studi esoterici; infine Agata Giovanna che, appassionata di botanica, diede luogo ad un vero e proprio paradiso vegetale, con le Puje, le ninfee, tutte la varietà di cactacee e  di palme tra cui la pregiata Cycas e le molte altre varietà vegetali, alcune piuttosto rare.

Questi luoghi, inoltre, furono cari anche a Tomasi di Lampedusa, cugino dei Piccolo, figlio di Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, sorella appunto di Teresa, madre dei Piccolo. Proprio in questa villa il principe trascorreva lunghi periodi della sua vita e qui scrisse molte pagine del famoso romanzo “Il Gattopardo”.

“Anima loci” a tutti gli effetti dunque …. magici e fantastici luoghi.

Passeggiare tra i viali di Villa Piccolo, cattura l’anima, la trasporta in una dimensione che, immersi ormai, come tutti siamo, nei frenetici ritmi di un quotidiano che ci deruba del tempo e della nostra più elevata essenza, risulta un vero toccasana per tutti coloro che  desiderino “ricontattarsi” di tanto in tanto, godendo di una realtà dalle mille fantastiche suggestioni, donando ossigeno al proprio spirito.

Non è difficile immaginare che in simili luoghi, animi predisposti per nascita e dalla spiccata sensibilità, possano avere  potuto così mirabilmente esprimere ogni loro caratteristica intrinseca, e che da quella loro torre d’avorio, di aristocratico isolamento intellettuale, che  a tanta sdegnosa distanza dalla prosaica esistenza sembrava destinarli, abbiano  saputo regalare all’umanità, testimonianza esemplare della loro vita.

Intenti magari a parlare con gli spiriti, a fotografare gli ectoplasmi, a nutrirsi di letteratura e di poesia, ad amare  visceralmente i loro fedeli amici cani, ai quali dedicarono un curioso cimitero, dotato di lapidi e di nomi.

I Piccolo furono gli ultimi Gattopardi, ultimi rappresentanti di quella aristocrazia siciliana che ebbe contatti prolifici con la nobiltà di tutt’Europa  e che tanto ha arricchito di contenuti il panorama della cultura siciliana e italiana più in generale.

La Puja, in fiore, è visionabile sia nel giardino interno della Villa che nel parco.

 

 

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