L’ispezione regionale sui permessi di costruire riapre il confronto sull’urbanistica orlandina.
Il gruppo consiliare chiede l’audizione del responsabile dell’Area Urbanistica e del segretario generale. Sullo sfondo una questione più ampia: una costa che per decenni ha dovuto fare i conti con abusivismo, sanatorie e contenziosi edilizi.
San Gregorio torna al centro del dibattito urbanistico. Questa volta non si tratta soltanto di interrogazioni o polemiche consiliari: il Dipartimento regionale dell’Urbanistica ha disposto un accertamento ispettivo sui titoli edilizi relativi a un intervento nel borgo, dopo aver ritenuto non esaustiva la documentazione trasmessa dal Comune. Su questo passaggio interviene CambiAmo Capo, con i consiglieri Renato Carlo Mangano, Sandro Gazia, Teodolinda Liotta e Giuseppe Truglio. Il gruppo ha chiesto di integrare l’ordine del giorno della Conferenza dei Capigruppo del 6 ottobre e di convocare il responsabile dell’Area Urbanistica e il segretario generale. Al centro ci sono i permessi di costruire n. 71/2023 e n. 50/2024 e una serie di questioni sulle quali sarà l’ispezione a dover fare chiarezza: volumetrie, altezza dell’edificio, distanze dal torrente Milio, fascia dei 150 metri dalla battigia e applicazione delle norme urbanistiche.
Sono, è bene precisarlo: questioni sottoposte a verifica.
L’avvio di un’ispezione non equivale all’accertamento di un abuso né consente, allo stato, di definire illegittimo l’edificio. Proprio per questo servono documenti e risposte tecniche, evitando sentenze anticipate. CambiAmo Capo sostiene di avere sollevato parte delle criticità già nella Conferenza dei Capigruppo del 7 aprile 2025. Adesso chiede di conoscere perché le risposte comunali non siano state considerate sufficienti dalla Regione e se esistano i presupposti per intervenire in autotutela sui titoli rilasciati.
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