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FORUM MEDITERRANEO – A Napoli due giorni di confronto su sovranità e autodeterminazione dei popoli

Il 16 e 17 ottobre, negli spazi di “In Arte Vesuvio”, il primo appuntamento nazionale del Forum Mediterraneo. Quattro incontri dedicati al futuro del Mediterraneo, alla Palestina, all’eredità federiciana e ai temi dell’indipendenza e della sovranità. Tra gli ospiti Eugenio Mazzarella, Franco Cardini, Marcello Taglialatela, Fabio Granata, Pino Cabras, Angelo D’Orsi, Francesco Toscano, Andrea Zhok e Ray Bondin.

Riportare il Mediterraneo al centro del dibattito politico, culturale e geopolitico.

Non soltanto come confine meridionale dell’Europa o teatro delle crisi internazionali, ma come spazio nel quale tornare a discutere di popoli, sovranità, identità, pace e rapporti tra Stati. È l’obiettivo dichiarato del Forum Mediterraneo – Idee per l’indipendenza e l’autodeterminazione dei popoli, in programma a Napoli il 16 e 17 ottobre 2026, presso “In Arte Vesuvio”.

Il Forum nasce con una posizione politica ben definita. I promotori indicano nella «frenesia del riarmo», nella guerra e nella perdita di sovranità nazionale alcuni dei temi sui quali aprire il confronto. Sulla Palestina utilizzano esplicitamente il termine “genocidio”, una qualificazione al centro di un rilevante confronto giuridico e politico internazionale e che, nel programma dell’iniziativa, diventa uno dei punti attorno ai quali discutere il presente e il futuro del Mediterraneo. L’appuntamento napoletano mette insieme personalità provenienti da esperienze politiche, accademiche e culturali differenti. Alcuni dei protagonisti hanno già condiviso negli ultimi anni iniziative sui temi della sovranità, della guerra e dell’indipendenza nazionale: tra questi Luigia Passaro e Marcello Taglialatela, dirigenti del Movimento Indipendenza, e Francesco Toscano.

Quattro incontri

Il programma si sviluppa attraverso quattro momenti.

Il primo, “Palestina, patrimonio dell’umanità”, venerdì 16 ottobre alle 19, sarà coordinato da Luigia Passaro. Interverranno Ray Bondin, Eugenio Mazzarella e Salvo Ardizzone. Un confronto che, già dal titolo, vuole allargare il tema palestinese oltre la cronaca della guerra, portandolo sul terreno della storia, della cultura e della tutela di un patrimonio considerato parte della civiltà mediterranea.

Sempre venerdì, dalle 17, è previsto “Patria Mediterranea – Da Federico II ai diritti dei popoli”. Coordinerà Fabio Granata, con gli interventi di Marcello Taglialatela, Marco Carnelos, Amilcare Troiano, Ruggero Cappuccio, Daniele Tranchida, Antonio Arena e Francesco Capasso. La scelta di partire dall’eredità federiciana non è casuale. Federico II viene assunto dai promotori come riferimento storico per ragionare su un Mediterraneo attraversato nei secoli da culture, religioni, commerci e poteri diversi, e sul rapporto tra identità e apertura.

Un altro momento centrale sarà “Idee per l’avvenire – Contro il riarmo, contro la guerra, per l’indipendenza dei popoli”.

A coordinare sarà Marcello Taglialatela. Il parterre annunciato comprende Pino Cabras, Fabio Granata, Andrea Zhok, Fabio Filomeni, Angelo D’Orsi, Luigia Passaro, Beatrice Marinelli, Francesco Toscano, Francesco Capasso e Bruno Laganà. Il titolo chiarisce l’impostazione dell’incontro: una critica alle politiche di riarmo e una riflessione sulla possibilità per l’Italia e per l’Europa di recuperare maggiori spazi di autonomia nelle proprie scelte internazionali.

Non sarà quindi un convegno esclusivamente dedicato alla crisi mediorientale. L’ambizione degli organizzatori è più ampia: utilizzare Napoli e il Mediterraneo come punto di osservazione per discutere quale collocazione politica, economica e culturale possano avere l’Italia e i Paesi dell’area nel nuovo scenario internazionale.

Anche la scelta di Napoli assume un valore simbolico. Una città che storicamente guarda al Mediterraneo e che diventa, per due giorni, il luogo nel quale mettere a confronto letture anche diverse sul rapporto tra Oriente e Occidente, sul destino dei popoli mediterranei e sul ruolo dell’Italia. Il Forum si presenta come un appuntamento aperto al pubblico e punta a dare continuità a un’area di discussione che negli ultimi anni ha riunito esponenti politici, studiosi, intellettuali e associazioni attorno ai temi della sovranità nazionale, della critica alla guerra e degli equilibri geopolitici.

Nel materiale di presentazione compaiono, tra gli altri, anche i nomi di Franco Cardini, Adolfo Morganti, Francesco Rovella e altri ospiti che dovrebbero arricchire il programma complessivo della due giorni. Il filo conduttore resta quello indicato dagli organizzatori: tornare a pensare il Mediterraneo come soggetto politico e non soltanto come spazio geografico.

Due giorni che non nascondono l’impostazione politica dei promotori, ma che intendono trasformarla in occasione di confronto: Napoli, il Mediterraneo e una domanda che attraversa l’intero programma: quale spazio rimane oggi ai popoli per decidere autonomamente il proprio futuro?

Redazione Scomunicando.it

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