Cronaca

CONSULTORIO FAMILIARE – A Capo d’Orlando cresce la mobilitazione politica e civile sulla paventata chiusura del presidio

prese di posizione nette da parte del Partito Democratico e del gruppo consiliare CambiAmo Capo, oltre al sostegno di sindacati, associazioni e comitati civici.Anche il cosniglio comunale si è espresso in merito

Il Consultorio Familiare di Capo d’Orlando rischia la chiusura a partire da gennaio 2026. Un’ipotesi che sta generando forte preoccupazione sul territorio e che ha già innescato una mobilitazione politica e civile trasversale, con prese di posizione nette da parte del Partito Democratico e del gruppo consiliare CambiAmo Capo, oltre al sostegno di sindacati, associazioni e comitati civici.

Alla base dell’emergenza vi è una situazione strutturale ormai critica, figlia – secondo quanto denunciato – di una politica di progressivo sottodimensionamento dei consultori siciliani, che negli anni ha ridotto personale e servizi essenziali. Il Consultorio di Capo d’Orlando serve un bacino di circa 26.000 abitanti e opera attualmente con un’equipe multidisciplinare ridotta all’osso: una ginecologa, una psicologa, un’ostetrica e un’infermiera.

Il punto di rottura è fissato a gennaio 2026, quando l’unica ginecologa in servizio andrà in pensione.

In assenza di una sostituzione immediata, l’attività del Consultorio sarebbe di fatto compromessa, con il concreto rischio di interruzione dei percorsi socio-sanitari già avviati e la perdita di un presidio che garantisce gratuitamente livelli essenziali di assistenza.

Il Partito Democratico di Capo d’Orlando lancia un appello diretto all’ASP di Messina e alle istituzioni competenti affinché si intervenga senza indugi: «La chiusura del Consultorio priverebbe la cittadinanza di un servizio fondamentale che assicura integrazione socio-sanitaria, tutela della maternità e paternità, sostegno alla famiglia, prevenzione, promozione della salute e cura della donna in ogni fase della vita». Il PD annuncia inoltre di essere pronto a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per scongiurare questa prospettiva.

Sul fronte istituzionale, il gruppo CambiAmo Capo chiede che l’emergenza Consultorio diventi tema centrale del Consiglio Comunale del 29 dicembre 2025, sollecitando una discussione che vada oltre la denuncia e si traduca in atti concreti. «Il diritto alla salute e all’assistenza socio-sanitaria gratuita è a un bivio drammatico – dichiarano –. Non permetteremo lo smantellamento della sanità di prossimità».

Secondo CambiAmo Capo, la crisi è annunciata: il Consultorio opera già in condizioni di precarietà, con personale spesso “a scavalco” tra più comuni. La perdita della figura ginecologica rappresenterebbe il colpo definitivo, soprattutto se si considera che la chiusura di altri consultori nel comprensorio, come Sant’Agata di Militello e Tortorici, ha già ridotto drasticamente l’offerta sanitaria territoriale.

«Il Consultorio non è solo un presidio medico, ma una conquista sociale – sottolineano i rappresentanti del gruppo –. È l’unico luogo dove prevenzione, assistenza alla maternità, sostegno psicologico e tutela dei minori sono garantiti senza barriere economiche o burocratiche».

Tra le richieste avanzate all’ASP di Messina e alle istituzioni figurano:

  • la programmazione immediata della sostituzione della ginecologa prima del pensionamento;

  • un impegno formale dell’Amministrazione Comunale a farsi portavoce presso la Regione Siciliana per il potenziamento degli organici;

  • la piena operatività dell’equipe multidisciplinare, con adeguate ore di servizio per psicologi, ostetriche e infermieri.

A sostenere la vertenza anche una petizione popolare, promossa da CGIL, Rete Civica della Salute, PD, Sindacato Pensionati e Associazione Homo Faber.

«La salute non è un lusso, ma un diritto costituzionale – conclude il capogruppo di CambiAmo Capo, Renato Carlo Mangano –. Non resteremo a guardare mentre la politica dei tagli cancella i diritti fondamentali dei cittadini».

La partita si giocherà ora nelle prossime settimane: gennaio è vicino e il futuro del Consultorio di Capo d’Orlando resta appeso a decisioni che, per la comunità, non possono più attendere.

Il consiglio comunale di Capo d’Orlando ha chiesto un impegno da parte dell’esecutivo di Franco Ingrillì ed un sollecito intervento dell’Asp di Messina e della Regione impegnando il  direttore generale dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì, affinché proceda con estrema urgenza alla pubblicazione dei bandi o all’utilizzo di graduatorie esistenti per la copertura a tempo pieno del posto di Dirigente Medico Ginecologo presso il CF di Capo d’Orlando.

Redazione Scomunicando.it

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