– di Corrado Speziale –
Un corteo partecipatissimo, di rilevanza nazionale, diviso in due tronconi, ha percorso le vie di Messina mostrando tutto il dissenso possibile
Il corteo, partito da piazza Cairoli, dopo aver percorso le vie cittadine, si è concluso a piazza Duomo dove dal palco sono intervenuti rappresentanti politici e delle numerose associazioni che hanno aderito all’iniziativa. Tra gli altri, presenti i parlamentari nazionali Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde, Sandro Ruotolo del Pd e Barbara Floridia del M5S.
Migliaia di persone, ieri pomeriggio, hanno invaso e colorato le vie di Messina con una manifestazione imponente, tra le più partecipate di sempre, per urlare a gran voce il proprio No al ponte sullo Stretto,
Un No, deciso, fragoroso e potente, l’ennesimo, dopo anni di lotte, per interrompere il procedimento rimesso in piedi dal governo Meloni, con un cronoprogramma che tra propaganda politica e trame sottotraccia lascia ben poco spazio alla speranza che entro la prossima estate a Torre Faro il ministro Salvini non compi il tanto agognato gesto simbolico di “posa della prima pietra” con tanto di passerella e quant’altro.
Il corteo, partito da piazza Cairoli, ha percorso viale San Martino, via S. Cecilia, via Cesare Battisti e si è concluso a piazza Duomo,
Il corteo, stavolta come non mai, si è presentato diviso in due parti, proprio come in atto si rivela il movimento No Ponte: davanti, partiti, associazioni civiche e ambientaliste e i comitati No Ponte Capo Peloro e Invece del Ponte; dietro, l’ala antagonista, Spazio No Ponte, con un secondo camion che anticipava e distingueva quel tratto di corteo. Con tutto ciò, i cittadini liberi da simboli, non appartenenti a gruppi o associazioni, si sono presentati in varie migliaia distribuendosi per tutto il percorso in maniera autonoma.
“Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina è la risposta sbagliata, inutile, dannosa ai problemi del meridione e del Paese. Un Governo non perde occasione per enfatizzare la sua utilità presentandola come un’opera green sicura, moderna, un acceleratore di sviluppo per l’intero meridione, fondamentale per migliorare la rete dei trasporti.
Al corteo erano attese personalità della politica nazionale, leader come Elly Schlein e Giuseppe Conte, entrambi assenti, la prima per sopraggiunti impegni, mentre il capo dei 5 Stelle, che la sera precedente a Villa San Giovanni aveva partecipato alla conferenza “Oltre il ponte” in collegamento video, a Messina non è stato possibile ospitarlo con lo stesso mezzo.
A sorreggere lo striscione in testa al corteo, dopo anni si è rivisto in prima fila Renato Accorinti. Accanto a lui, due personalità di rilievo: l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano e padre Alex Zanotelli. Nel corso del corteo, si è avvicinato a loro anche Vincenzo Agostino, genitore e uomo coraggio antimafia. Presente al corteo anche Fabio Granata, ex parlamentare, storico attivista della destra “green”, attuale assessore alla Cultura di Siracusa.
In rappresentanza della segreteria nazionale dem ha partecipato il senatore Sandro Ruotolo, che abbiamo avvicinato. Su quanto margine ci sia ancora in Parlamento per fermare la mega opera ha risposto così: non solo ponte. “Intanto, le opposizioni devono stare insieme, la battaglia che stiamo facendo sul salario minimo si fa in Parlamento ma non basta, ci vuole la mobilitazione della gente.
A seguire, abbiamo interpellato la senatrice Barbara Floridia, la quale sul margine che resta in Parlamento non ha usato mezzi termini: “Speriamo ce ne sia in questa Legge di Bilancio. Ho fatto un emendamento per abrogare questo schifo e ho fatto anche un emendamento per spostare i 700 milioni, gli unici veri soldi che esistono, per l’attraversamento dinamico dello Stretto. Così risolviamo il problema. Speriamo ci sentano, sennò sventreranno una città per non realizzare nulla. Questo è gravissimo. Stiamo presentando gli emendamenti, ma la maggioranza deve votarli…”.
L’altro parlamentare, Angelo Bonelli. Che speranze ci sono in Parlamento di salvare lo Stretto? “Non è solo una speranza – ci dice il portavoce di Europa Verde – è un dovere morale, etico, politico battersi contro questa opera che è una forma predatoria di risorse del sud. Lo dobbiamo fare, ce la faremo, vinceremo”. A livello legislativo ci saranno altri passaggi in Parlamento per bloccare quest’opera? “Come Alleanza Verdi e Sinistra stiamo preparando un’imponente offensiva legale e giuridica contro la società Stretto di Messina e contro il ponte sullo Stretto. Hanno iniziato dichiarando guerra, non dandoci dati, segretando le relazioni sul progetto,
Dal camion che apriva il corteo, Pietro Patti, segretario provinciale della CGIL, organizzazione presente in maniera massiccia alla manifestazione, si è rivolto direttamente al ministro. “Salvini, precetta questa piazza se ne sei capace! Noi, oggi cambieremo la storia: lo Stretto non si tocca! Vogliamo sviluppo per i nostri ragazzi, gli ospedali per curarci, il tempo pieno per i bambini nelle scuole, altro che ponte sullo Stretto.
Antonio De Luca, deputato regionale 5 Stelle: “Non avrei mai creduto che nel 2023 mi sarei trovato ancora una volta insieme a tutti voi in piazza a gridare contro l’opera più inutile e costosa della storia. Ero convinto che l’unica cosa che Mario Monti avesse fatto di buono fosse stato lo scioglimento di quell’inutile società mangiasoldi, mentre questi l’hanno ricostruita. Ma non ricostruiranno altro. Glielo impediremo in Parlamento e nelle piazze. Non ci faremo passare questa colata di cemento sulla testa. Una cosa hanno fatto questi politici di destra: ci hanno unito”.
Nel contempo, nei pressi di Spazio No Ponte, si espongono foto di personaggi poco graditi: “In tutte le battaglie politiche, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle città, una delle cose importanti quando si prova a dire qualcosa di diverso, smontare credenze a riprodurre soggettività altre, è quella di riconoscere innanzitutto i propri nemici, sapere di chi si parla quando li vediamo in tv, quando vediamo le interviste sui giornali di Ciucci, Salvini, Meloni e i loro amici, i lacchè locali che non menzioniamo sennò dobbiamo perdere tempo pure con loro…”
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