La stanza del benessere
Il racconto di una madre e quello di un ragazzo che sognava una stanza del benessere narrano la quinta tappa di The Room of Feeling, azione ideata dal pittore di quartiere
Due funi che si intrecciano in un nodo, l’immagine di questa tappa. E la frase di una madre, pronunciata durante il laboratorio, diventata la bussola dei tre giorni di lavoro.
«Io spero che mio figlio veda la luce». Igor Scalisi Palminteri porta dentro sé questa frase, alla fine della seconda giornata di laboratorio, con le pareti della quinta The Room of Feeling definite. L’ha pronunciata una madre, in un circle time, raccontando il dolore di vedere il figlio cadere e rialzarsi, trascinato dalla dipendenza, e la speranza di vederlo rinascere. The Room of Feeling arriva così all’I.C. Terzo di Milazzo, diretto dal prof.
UNA SCUOLA CHE ASCOLTAVA GIÀ
A Milazzo l’ascolto dei ragazzi inizia prima. Lo racconta il dirigente Alessandro Greco. «L’anno scorso un ragazzino di seconda media si è avvicinato a me e mi ha detto che aveva un’idea: trasformare quello che era di fatto un magazzino in una stanza del benessere. “Abbiamo bisogno di una stanza in cui possiamo rilassarci”, mi ha detto. “Anche noi abbiamo diritto a rilassarci.” Ho preso sul serio l’idea, gli ho chiesto di portarmi qualcosa di pratico, e lui mi ha fatto il disegno, mi ha portato il progetto.
«La nostra scuola sta investendo da diversi anni sulla media education: l’abbiamo inserita, con una procedura tecnica che si chiama quota dell’autonomia, come disciplina a sé stante», racconta Greco. Durante il laboratorio di media education di IncontroSenso (Antonio Macaluso, Rossella Puccio, Costante La Bruna, Monica Ruffino), una studentessa ha chiesto cosa fosse uno psicologo. Le hanno risposto che aiuta a trovare le parole per un dolore che resta muto, non perché si sia sbagliato qualcosa. Lei ha risposto che allora, in quella stanza, uno psicologo dovrebbe esserci davvero. I ragazzi hanno lavorato anche su Padlet, bacheca digitale anonima. Tra i messaggi di questi giorni, uno dice: «Diventi dipendente se hai tanti vuoti da riempire e nessuno se ne accorge».
«La Bellezza diventa così uno strumento educativo e, insieme, una forma di cura. […] Una scuola nella quale nessuno debba sentirsi solo e nella quale ogni talento possa trovare uno spazio per
IL FENOMENO A MESSINA
A Messina i pazienti in carico ai Ser.D. sono circa 3.000 all’anno; il sommerso arriva a tre volte tanto. Per fasce d’età, nel 2025: 69 minori 14-17 anni, 148 nella fascia 15-19 (comparabile ai dati ESPAD), 213 tra 20 e 24, 336 tra 25 e 29. «Il dato più significativo non riguarda solo i numeri assoluti, ma la necessità di costruire una rete integrata e tempestiva per intercettare i bisogni espressi dai cittadini. In particolare sulle nuove dipendenze, occorre una sinergia tra istituzioni sanitarie, servizi sociali e prevenzione», dice il dottor Pietro Russo, direttore dell’U.O.C. Dipendenze Patologiche afferente al Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Messina.
«A Milazzo purtroppo la droga gira, e le dipendenze stanno prendendo piede soprattutto tra i ragazzi. Loro sono in una fase di transizione: vogliono sperimentare, provare, sentirsi grandi. E adesso è diventata accessibile anche a loro, con poco», denuncia la stessa madre. «I ragazzini sono a stretto contatto con il crack, che ce l’hanno facilmente accessibile, proprio vicino a noi. La sera c’è la possibilità di reperirlo a niente, molto facilmente. […] Ma adesso la cosa è più eclatante, perché è una sorta di fast food: sono lì, si sa chi sono, e ci si va a prendere con un’estrema leggerezza. Non devi andartela a cercare, te la portano. E questo è ancora più grave.»
Milazzo conta circa trentamila abitanti, famiglie di venti nazionalità. «Ci sono diverse zone della città di Milazzo e della limitrofa Barcellona che sono notoriamente luoghi di spaccio abituale, anche a prezzi molto bassi. L’accesso alle sostanze stupefacenti è diventato molto semplice», osserva il dirigente Alessandro Greco. Un’indagine 2025 dell’ASP di Messina su 1700 studenti ha rilevato che il 68% ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, il 75% di questi anche nell’ultimo anno. Nella secondaria di primo grado, l’indice di dispersione scolastica è salito da 0,64 a 0,94 in un anno (USR).
«La comunità è una soluzione: la comunità scolastica è una delle poche soluzioni», dice Scalisi Palminteri. La stessa madre gli fa eco: «Probabilmente non c’è altro che la comunità come soluzione. Tutti dobbiamo metterci in gioco per arginare il problema. Arrivare a eliminarlo è utopistico, ma dobbiamo tentare. Dobbiamo tentare per i nostri figli, per le famiglie, per un avvenire che deve ancora essere vissuto da tutti.».
L’INAUGURAZIONE
All’inaugurazione erano presenti Igor Scalisi Palminteri, pittore di quartiere ideatore del progetto The Room of Feeling; Antonio Macaluso, IncontroSenso; Daniela Cirino docente dell’I.C. Terzo, referente del progetto; Cinzia Catanzaro, vicepreside e responsabile scuola secondaria; il sindaco di Milazzo Pippo Midili; l’assessora alla Pubblica Istruzione Giulia Buono; il capitano Alberto Del Basso e il luogotenente Antonino Gringeri comandanti
Le prossime tappe di The Room of Feeling. Il progetto raggiungerà Agrigento il 28 settembre, poi Trapani, Caltanissetta, Enna, fino alla tappa conclusiva di novembre.
Si avvicina l’appuntamento in programma sabato 26 settembre a Gliaca di Piraino, una serata dedicata…
Il manager di Quater racconta il lavoro costruito attorno ad “Agorà Sud – Il luogo…
Storica collaboratrice delle scuole elementari di Brolo, insieme a donna Carmela fu molto più di…
Per quindici anni alla guida del Comune, accompagnò una stagione decisiva della crescita orlandina. Uomo…
“E TU CI CASCHI?” - All’Università degli Studi di Messina un seminario sui meccanismi dell’inganno…
FONDAZIONE FIUMARA D’ARTE - Al museo MAGMA di Librino nasce una nuova opera: “La Porta…