– di Saverio Albanese –
SANTA SEVERA (ROMA)— Prima della corona ci sono state le ore in piscina. Prima dei riflettori, il silenzio degli allenamenti. Prima della fascia di Miss Liguria, le gare, la Nazionale, le medaglie e una disciplina imparata giorno dopo giorno. È da lì che arriva Sarah Maria Rizea, 18 anni, la nuova Miss Italia. Nata a Moncalieri e cresciuta tra Piemonte e Liguria, Sarah– 174 cm di
–DALLA VASCA ALLA PASSERELLA. La storia di Sarah, però, comincia lontano dalle passerelle. Nel nuoto artistico, disciplina che un tempo veniva chiamata nuoto sincronizzato, ha costruito la parte più importante della sua formazione. Dopo gli inizi all’Aquatica Torino, è approdata alla Rari Nantes Savona, quindi alle Fiamme Oro della Polizia di Stato e al circuito della Nazionale, fino a misurarsi con le principali competizioni internazionali.
Il suo palmarès racconta un percorso di alto livello: nel 2024 ha conquistato l’argento ai Campionati Europei di Belgrado nel duo misto tecnico e il bronzo ai Mondiali Juniores di Lima. Nello stesso anno è arrivato il terzo posto nella Super Final di Coppa del Mondo a Budapest. Nel 2025 un altro podio in Coppa del Mondo, a Somabay. Nel 2026 è stata convocata per i Campionati Europei di Parigi, entrando nel gruppo azzurro come prima riserva per Enrica Piccoli e Lucrezia Ruggiero nel duo femminile, per il duo misto e per la squadra. «Non pensavo di vincere – ha detto Sarah a caldo, ancora emozionata – perché le mie favorite erano Michela Meli, che è arrivata seconda, e la veneta Silvia Cervellin. Lo sport che pratico sin da bambina mi ha insegnato a non mollare e a crederci sempre. E così ora posso esultare».
Nella sua bacheca, racconta, ci sono circa un centinaio di medaglie. «Sono una ragazza solare e sensibile. Sin qui ho pensato soprattutto alla piscina e spero che questa avventura a Miss Italia mi apra nuove prospettive. Le mie esperienze sportive sono però un tesoro che accompagnerà tutta la mia vita».
–UNA FAMIGLIA, TRE CITTÀ. Sarah è figlia di genitori rumeni. Il padre, Marian, lavora nel settore dell’edilizia; la madre, Alina, è consulente amministrativa presso la Questura di Savona. «Mi sono trasferita in Liguria per il lavoro di mio padre e perché lì potevo allenarmi alla Rari Nantes Savona», racconta. La famiglia resta il suo punto fermo. Accanto a lei, nella notte della vittoria, ci sono i genitori, mentre la sorellina Karina non era presente. Sarah ha voluto dedicare il titolo soprattutto ai nonni materni e paterni: «Tre su quattro sono ancora in vita e mi seguono sempre con affetto». Al concorso si è iscritta da sola, spinta dalla voglia di vivere un’esperienza nuova. «Volevo fortissimamente questa esperienza. La bellezza si esalta anche grazie ai valori dello sport». Fuori dalla piscina, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la moda, la comunicazione e naturalmente il calcio. Tifa Juventus (anche se il suo calciatore preferito è Paolo Dybala, che adesso militas nella Roma) – proprio come Cristina Chiabotto – anche lei Miss Italia tra le più belle della storia dello storico concorso nel 2004 e, come Sarah, nata a Moncalieri. Ma ora il sogno guarda soprattutto alla televisione: «Mi piacerebbe diventare una conduttrice sportiva».
Anche sul fronte sentimentale, per il momento, non ci sono storie da raccontare.
–SUL PODIO ANCHE LA CALABRIA. Dietro la nuova Miss Italia c’è anche il racconto delle altre finaliste. Il terzo posto di Sara Genova, Miss Calabria, completa un podio che fotografa tre storie diverse: la Liguria di Sarah, il Lazio di Michela e la Calabria di Sara.
Per Genova, la finale rappresenta comunque l’approdo di un percorso che l’ha portata tra le protagoniste dell’edizione 2026. «Il podio finale mi ripaga dei tanti sacrifici fatti nel corso dell’estate, che mi hanno fatto vivere questa fantastica esperienza», ha confidato. Nei ringraziamenti ha ricordato innanzitutto la madre, Lubica Prackova, definendola «il mio vero angelo custode», e ha rivolto un pensiero anche a Carmelo Ambrogio e Linda Suriano, organizzatori di Miss Italia in Calabria, per il sostegno ricevuto durante il concorso.
Per la delegazione calabrese, tuttavia, il sogno era arrivare fino alla corona. «Ci avevamo creduto e sperato fino alla fine che potessimo riportare la corona e la fascia nella nostra amata Calabria», raccontano Ambrogio e Suriano. «Dopo dodici anni speravamo di vincere».
–IL FUTURO OLTRE LA CORONA. Per Sarah, intanto, comincia un anno completamente nuovo. Ci sono da proseguire gli studi in Psicologia, da coltivare il rapporto con lo sport e da affrontare un mondo, quello della televisione e della comunicazione, che ora la guarda con interesse.
«Sono due cose profondamente diverse», dice quando le chiedono se preferisca l’evoluzione in piscina o la passerella sul palco. «La piscina è il mio mondo, ma ora sono pronta ad affrontare anche altre situazioni che mi faranno crescere e completare il mio bagaglio».
La corona, in fondo, arriva alla fine di un percorso ma apre immediatamente un’altra strada. La piscina le ha insegnato a resistere alla pressione, l’università le sta costruendo una nuova prospettiva e Miss Italia le consegna una platea molto più grande.
E così, nella notte di Santa Severa, la ragazza che per anni ha cercato l’equilibrio nell’acqua ha trovato il suo nuovo centro sotto i riflettori.
Sarah Rizea è Miss Italia 2026. La Liguria ritrova la corona dopo mezzo secolo. Per la Calabria resta un terzo posto che racconta sacrifici e speranze. Per Sarah, invece, si apre adesso la sfida più grande: trasformare tutto quello che ha imparato nello sport in una nuova storia, questa volta lontano dalla piscina e davanti alle telecamere.
–PATRIZIA MIRIGLIANI: «Miss Italia, lo sport non ci guarda più con diffidenza».
Dalle atlete protagoniste dell’edizione all’incontro con la campionessa paralimpica Giulia Ghiretti: il concorso registra un rapporto sempre più stretto con il mondo dello sport. La patron: «Quest’anno di sportive ce ne sono state un numero incredibile». E sul futuro di Miss Italia aggiunge: «È ancora un modo pulito per entrare nel mondo dello spettacolo».
C’è un’immagine di questa edizione di Miss Italia che più di altre racconta il cambiamento: quella di ragazze abituate alla disciplina, alla fatica e alla competizione sportiva che scelgono di salire anche sul palco del concorso. Atlete con storie e percorsi diversi, accomunate dalla stessa determinazione. Un fenomeno che Patrizia Mirigliani osserva con particolare attenzione e che, secondo la patron di Miss Italia, racconta anche un’evoluzione nel rapporto tra il concorso e il mondo dello sport.
L’Academy ha dedicato una delle sue giornate proprio allo sport, con l’incontro con la campionessa paralimpica Giulia Ghiretti. E tra le finaliste non sono mancate ragazze con importanti esperienze agonistiche.
Parole che segnano una distanza rispetto al passato e che Mirigliani legge come il risultato di un rapporto ormai più aperto tra due mondi apparentemente lontani, ma in realtà accomunati da valori come disciplina, impegno e determinazione.
Ma Miss Italia, nelle parole della sua patron, non è soltanto una gara per conquistare una corona. È soprattutto un’esperienza che può rappresentare un punto di partenza. «A Miss Italia vincono tutte, anche quelle che non vincono».
Una convinzione sostenuta dalla lunga storia del concorso e dai nomi di molte donne che, dopo aver partecipato a Miss Italia, hanno costruito percorsi importanti nel mondo dello spettacolo soprattutto nell’ultimo quarto di secolo: Maria Grazia Cucinotta, Simona Ventura, Ilary Blasi, Anna Falchi, Elisabetta Gregoraci, Caterina Murino, Serena Autieri e Caterina Balivo.
Tra le protagoniste della serata anche Giulia Salemi, che ha saputo interpretare il ruolo di conduttrice con eleganza, naturalezza e sicurezza, dando ritmo alla serata e dimostrando una padronanza della scena capace di accompagnare la serata con ritmo e personalità.
Per Mirigliani, dunque, il concorso continua ad avere una funzione precisa: offrire un’occasione, aprire una porta, permettere a giovani donne di mettersi alla prova davanti a un pubblico e a un settore, quello dello spettacolo, nel quale molte di loro potranno poi costruire il proprio percorso.
«Il concorso – conclude Patrizia Mirigliani – resta un modo pulito per entrare nel mondo dello spettacolo. Ed io continuerò a difenderlo».
Una frase che racchiude la sua idea di Miss Italia: una manifestazione che attraversa il tempo, cambia insieme alla società e cerca nuove forme di dialogo, senza rinunciare alla propria identità.
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MISS ITALIA E SPORT - Patrizia Mirigliani: “E’ finita la diffidenza”