Un nubifragio violentissimo, strade trasformate in torrenti, abitazioni allagate e il porto invaso dai detriti. L’isola si risveglia contando i danni.
È un’immagine che racconta più di tante parole la violenza del maltempo abbattutosi su Lipari.
Abbiamo scelta quella col mare sporco di fango, le imbarcazioni in difficoltà, i detriti trascinati fino alla costa. Sullo sfondo, il paesaggio familiare di un’isola improvvisamente ferita. Tra l’una e l’una e quaranta della notte, un nubifragio ha investito il centro abitato, provocando l’esondazione dei torrenti Ponte e Valle. Via Roma, via Tenente Mariano Amendola, via Vitale e la zona di Zinzolo sono state interessate da allagamenti, mentre acqua e fango hanno raggiunto corso Vittorio Emanuele e il porto di Sottomonastero, dove diverse automobili sono rimaste sommerse.
Decine le abitazioni invase dall’acqua. Vigili del fuoco e squadre di intervento sono stati impegnati nelle operazioni di soccorso e ripristino. La Città Metropolitana di Messina ha mobilitato uomini e mezzi per liberare dai detriti le strade provinciali, mentre il sindaco metropolitano Federico Basile ha espresso vicinanza alla comunità eoliana. Resta, oltre alla conta dei danni, una questione che riguarda molti territori siciliani: la vulnerabilità dei centri abitati di fronte a precipitazioni sempre più difficili da gestire. La sicurezza dei torrenti, la manutenzione delle vie di deflusso e la prevenzione del rischio idrogeologico non possono essere affrontate soltanto dopo un’emergenza.
Per Lipari è il momento degli interventi urgenti. Ma anche di una riflessione sulla sicurezza di un territorio tanto prezioso quanto fragile.
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