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LEGA, PONTIDA & SICILIA – La Lega siciliana a Pontida:  Germanà: «La Sicilia dentro una nuova stagione di investimenti»

La Sicilia arriva numerosa sul pratone di Pontida e porta dentro il tradizionale raduno della Lega uno dei temi centrali del confronto che attraversa oggi il partito: come tenere insieme le storiche rivendicazioni del Nord e una presenza politica ormai radicata anche nel Mezzogiorno.

Parlamentari regionali e nazionali, dirigenti, militanti e amministratori locali siciliani hanno partecipato all’edizione 2026 del raduno, in una giornata segnata dal richiamo all’unità lanciato da Matteo Salvini ma anche da un dibattito interno tutt’altro che nascosto.

Sul pratone si sono confrontate apertamente la linea nazionale sostenuta dal segretario e quella di quanti chiedono di riportare maggiormente l’attenzione sulle originarie istanze settentrionali. Salvini ha risposto annunciando la proposta di un congresso straordinario della Lega nel mese di ottobre. Ed è proprio in questo scenario che assume un significato politico particolare la presenza della delegazione siciliana

Per il senatore Nino Germanà, segretario regionale della Lega in Sicilia, Pontida dimostra il percorso compiuto dal movimento verso una dimensione nazionale. «Essere a Pontida con parlamentari, dirigenti, militanti e tanti amministratori siciliani significa ribadire che oggi la Lega è un partito nazionale, profondamente radicato nei territori e capace di portare le esigenze delle comunità nei luoghi delle decisioni», afferma Germanà.

La posizione della componente siciliana è chiara: la trasformazione della Lega passa dalla capacità di rappresentare territori molto differenti tra loro, facendo convivere autonomia e attenzione al Mezzogiorno. Un’impostazione che trova conferma anche nell’attuale struttura siciliana del partito: oltre a Germanà, la Lega conta nella Regione esponenti come il vicepresidente Luca Sammartino, l’assessore Girolamo Turano e i deputati regionali Vincenzo Figuccia e Giuseppe Laccoto, mentre la struttura territoriale comprende segreterie provinciali nelle nove province dell’Isola.

Uno dei temi portati a Pontida dalla delegazione siciliana è quello delle infrastrutture.

Germanà e la Lega Sicilia rivendicano una stagione di investimenti che interessa strade, autostrade, ferrovie, porti, aeroporti e il Ponte sullo Stretto, indicando in oltre 40 miliardi di euro il valore complessivo dei cantieri considerati nel loro bilancio politico. «Per troppo tempo il Mezzogiorno ha dovuto assistere a promesse rimaste sulla carta. Oggi invece parliamo di risorse, progettazione, cantieri e opere», sostiene la Lega Sicilia.

Quella dei 40 miliardi è dunque una cifra rivendicata dal partito e va letta come tale. Separatamente, i dati della Regione Siciliana sul Fondo sviluppo e coesione mostrano una crescita dei cantieri finanziati con quello specifico strumento: nel primo semestre del 2026 gli interventi con lavori o forniture in corso sono passati da 526 a 857 milioni di euro, per 155 interventi.

Germanà rilancia anche l’autonomia differenziata, sostenendo che debba servire a responsabilizzare i territori e ad avvicinare le decisioni ai cittadini. Per il segretario siciliano, la specialità statutaria dell’Isola e la posizione nel Mediterraneo dovrebbero consentire alla Sicilia di giocare un ruolo specifico in questo processo.

Sammartino: «Questione meridionale e settentrionale non sono in contrasto»

Sul rapporto tra Nord e Sud interviene anche il vicepresidente della Regione Siciliana Luca Sammartino. «La questione meridionale e la questione settentrionale non sono in contrasto, ma sono due facce della stessa sfida, quella di dare risposte concrete ai cittadini ovunque vivano».

Sammartino individua negli amministratori locali il punto di raccordo tra il partito e le comunità, definendoli «sentinelle delle reali istanze dei territori» e interpreti dei loro bisogni. È una risposta politica anche al confronto emerso durante il raduno.

Luca Zaia, pur precisando che la Lega ha già un segretario, ha infatti ribadito che i territori di riferimento storico restano quelli del Nord e che, accanto alla questione meridionale, esiste una «questione settentrionale» alla quale occorre dare risposte. Posizioni differenti che Pontida non ha nascosto. Anche Massimiliano Romeo ha chiesto maggiore collegialità e la prosecuzione della battaglia federalista, precisando di non considerarla un’operazione nostalgica.

Il congresso di ottobre diventa il prossimo passaggio

È in questo quadro che l’annuncio di Salvini di proporre un congresso straordinario per ottobre assume un peso che va oltre l’organizzazione interna.

Pontida 2026 ha mostrato una Lega nella quale convivono sensibilità diverse: la memoria della Lega Nord di Umberto Bossi, al quale è stato intitolato il pratone, la richiesta di una rinnovata attenzione alle regioni settentrionali e la strategia nazionale costruita negli anni della segreteria Salvini. Persino tra i militanti sono comparse magliette di segno opposto, alcune a sostegno dell’attuale leader e altre legate alla vecchia identità della Lega Nord.

Salvini ha scelto di rispondere insistendo sull’unità del movimento da Nord a Sud. Già alla vigilia del raduno aveva affermato che la Lega può vincere se resta «forte, unita, libera e coraggiosa da nord a sud».

Sammartino accoglie favorevolmente l’ipotesi del congresso straordinario e lo considera «un’opportunità per rilanciare le tematiche del partito a partire proprio dalle istanze del Mezzogiorno».

Per la Lega siciliana, dunque, Pontida non è soltanto il luogo simbolico nel quale confermare l’appartenenza al movimento. Diventa il luogo nel quale rivendicare uno spazio nel confronto sulla sua futura identità.

La fotografia che arriva dal pratone è così quella di un partito che continua a interrogarsi sul rapporto tra le proprie radici settentrionali e la dimensione nazionale acquisita negli ultimi anni. La folta presenza siciliana è una delle espressioni più evidenti di questa trasformazione; il congresso annunciato per ottobre sarà il passaggio nel quale le diverse sensibilità torneranno a confrontarsi.

Ma intanto chi osserva la plolitica da altre prospettive è certo che sul prato di Pntida molti politici leghisti già pensano di migrare in altri lidi, alla ricerca di conferme elettorali, visto il momento, stando ai sondaggi, non felice per Salvini. Infatti nell’ultimo sondaggio della SWG la Lega subisce la flessione più accentuata della settimana tra i partiti principali, perdendo lo -0,2% e scivolando al 5,5%. Il Carroccio sembra risentire in maniera diretta della concorrenza interna nell’area della destra identitaria e sovranista, dove l’ascesa di Futuro Nazionale rischia di drenare consenso al bacino storico leghista.

Redazione Scomunicando.it

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