Il “diritto a restare” non è più solo uno slogan burocratico, ma una possibilità concreta che si costruisce unendo formazione e territorio.
Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto Agorà Sud – Il Luogo del Dialogo del Mezzogiorno, tenutasi nella splendida cornice di Villa Piccolo, gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Brolo (facente parte dell’Istituto Superiore “F. P. Merendino”) sono stati i veri protagonisti operativi del pomeriggio.
Coordinati dai loro docenti ( tra questi Francesco Campisi, Ignazio Santangelo e Emanuela Faranda), i ragazzi hanno curato con impeccabile professionalità l’After Work Drink, traducendo nei fatti il concetto di “collaborazione didattica”.
Il momento conviviale, interamente offerto dall’azienda Computers Parts Messoanuovo.it guidata dal titolare Nino Onofaro, ha rappresentato il perfetto connubio tra teoria e mercato del lavoro, dimostrando l’importanza di creare reti solide tra istituzioni, imprese e terzo settore per valorizzare i giovani talenti locali e contrastare lo spopolamento.
La dirigente scolastica Maria Ricciardello ha sottolineato la necessità di una visione d’insieme: «Per i nostri ragazzi il diritto a restare può diventare qualcosa di concreto. Ma formazione e lavoro da soli non bastano: serve un approccio globale allo sviluppo del territorio».
Questa sinergia dimostra come la scuola possa entrare da protagonista in uno dei temi centrali del progetto Agorà Sud e quanto la formazione riesca realmente a incontrare il mercato del lavoro e quanto possa contribuire a creare le condizioni affinché un giovane possa scegliere di rimanere nel proprio territorio.
L’obiettivo cardine espresso dalla dirigente Maria Ricciardello e dai promotori del progetto è chiaro: lo spopolamento si combatte solo trasformando la didattica in un ponte diretto con l’impresa, inserendo l’istituzione scolastica al centro di una strategia di sviluppo condivisa, capace di generare un ecosistema dinamico e di valore reale per tutto il Mezzogiorno.
A parlarne è stata la dirigente scolastica Maria Ricciardello, intervenuta al convegno e chiamata a confrontarsi sul rapporto tra scuola, competenze e occupazione.
L’INTERVISTA
Dirigente, formazione e mercato del lavoro riescono realmente a incontrarsi o esiste ancora una distanza da colmare?
«Non sempre la formazione scolastica riesce a rispondere immediatamente alle richieste del mondo del lavoro. È quello che tecnicamente viene definito mismatch e le scuole stanno lavorando per ridurlo, sia nell’istruzione tecnica sia in quella professionale. L’Alberghiero rappresenta certamente uno degli esempi nei quali le competenze acquisite dagli studenti riescono ad avvicinarsi maggiormente a quelle richieste dalle imprese.»
E nel territorio dei Nebrodi questa corrispondenza sembra essere particolarmente evidente.
«Sì. Nel settore della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera registriamo una domanda di personale superiore all’offerta che noi stessi riusciamo a garantire come scuola. I nostri ragazzi lavorano praticamente tutti. Molti, già dai sedici anni compiuti, fanno esperienza durante i fine settimana e anche nel corso dell’anno scolastico. Questo permette loro di acquisire progressivamente una professionalità che ritengo di alto livello.»
Ad Agorà Sud si parla di “diritto a restare”. Per l’Alberghiero sembra quasi un principio che viene già sperimentato concretamente.
«È proprio così. Per i nostri studenti il diritto a restare può smettere di essere uno slogan e diventare un fatto concreto. Un ragazzo che conclude il percorso alberghiero, se desidera rimanere, può trovare opportunità di lavoro sul territorio. Purtroppo non accade nella stessa misura per tanti altri giovani che si specializzano in settori differenti o per molti laureati costretti a cercare altrove una possibilità professionale.»
La scuola può quindi diventare uno degli strumenti per contrastare lo spopolamento?
«Certamente, soprattutto attraverso una formazione sempre più collegata alle esigenze produttive. In questa direzione vanno anche i percorsi quadriennali della filiera tecnico-professionale 4+2: quattro anni di scuola seguiti da due anni negli Istituti Tecnici Superiori. L’obiettivo è creare competenze elevate e favorire un collegamento più diretto con il lavoro.»
Il territorio ha quindi bisogno di qualcosa in più rispetto a una buona scuola?
«Assolutamente. Noi possiamo preparare bene gli studenti, ma in un territorio ad alta vocazione turistica questo da solo non basta. Servono infrastrutture e una viabilità più efficiente. Non è pensabile, per esempio, impiegare tre ore per raggiungere un aeroporto e poi un’ora per arrivare in aereo a Roma. Quello che manca, a mio avviso, è un approccio globale che sappia mettere insieme tutte le risorse del territorio e coinvolgere anche i decisori politici.»
Se mancano collegamenti, servizi e una strategia capace di accompagnare lo sviluppo economico, anche le migliori competenze rischiano prima o poi di prendere la strada della partenza.
Non soltanto Alberghiero
La sfida riguarda però l’intera offerta formativa dell’istituto. Quali altre opportunità vengono proposte agli studenti?
«L’offerta è molto ampia. Nell’istruzione professionale abbiamo l’Alberghiero e l’Agrario, quest’ultimo particolarmente importante per le caratteristiche e le possibilità del nostro territorio. C’è poi il Liceo Musicale, una realtà ancora giovane ma che ci sta regalando grandi soddisfazioni e che partecipa alla formazione dell’orchestra dei licei siciliani.»
A Capo d’Orlando l’istituto comprende inoltre l’istruzione tecnica con il CAT, l’ex Geometra, e l’AFM, l’ex Ragioneria, con le diverse articolazioni.
«A Brolo – prosegue Ricciardello – abbiamo inoltre il Liceo Scientifico con sperimentazione Cambridge International, una scuola che offre una preparazione molto importante sia nel campo scientifico sia in quello linguistico. Gli studenti già dal secondo anno possono conseguire la certificazione Cambridge di livello B2. È una realtà che continua a crescere e della quale siamo molto soddisfatti.»
Agorà Sud, così, ha offerto anche una fotografia di quello che il territorio possiede già.
Da una parte imprese che chiedono professionalità; dall’altra una scuola che quelle competenze prova a costruirle. In mezzo rimane la questione decisiva: creare un territorio sufficientemente competitivo da trasformare un diploma, una qualifica o una specializzazione nella possibilità concreta di costruire qui il proprio progetto di vita.
A Villa Piccolo gli studenti dell’Alberghiero lo hanno raccontato senza bisogno di molte parole: divisa, professionalità, organizzazione e capacità di accogliere.
Il loro After Work Drink: un momento di networking inserito in un progetto che guarda avanti, con l’obiettivo di ‘costruire per il futuro’.”
Perché il diritto a restare comincia anche così: imparando un mestiere, facendolo bene e trovando, fuori dalla porta della scuola, un territorio pronto a riconoscere quel valore.
MSM
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