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MAX GARRUBBA ed è subito “Blue in Blues”

di Claudia Lentini

Appartiene a quella generazione di bluesman che sanno cosa vuol dire fare la gavetta, proviene da quell’angolo di mondo dove la lava incandescente accompagna il tempo, consuma il quotidiano facendone melodia, con la sua Band, i “Blue in Blues”, ha esplorato gli angoli nascosti del blues intesi come musica e luoghi della musica, bravo, generoso, showman, questo è Massimo Garrubba.

Lo abbiamo incontrato alla scuola di musica “Giuseppe Verdi” di Sant’agata Militello (ME), dove sta mettendo a punto i suoi nuovi lavori, due CD, uno che affronta con ritrovata energia i temi musicali di Jimi Hendrix, a dimostrazione che la vena rockettara non si è mia sopita in lui, il secondo CD, attraversa atmosfere Jazz, “ritmi e colori delle musiche del nuovo millennio”, come da biografia.
Massimo Garrubba è certamente innamorato della musica, basta ascoltare le sue canzoni per cogliere la passione e rimanerne coinvolti, è consapevole delle sinergie che questa crea, le amicizie, le emozioni condivise che fanno del blues, la più folk delle musiche.
Il legame con gli artisti che hanno condiviso con lui anche solo un piccolo pezzetto di strada, diventa per sempre, implacabile al momento del soundcheck, sempre alla ricerca del miglior suono possibile, istigatore di talento sul palco, allor quando spinge la band a tutta manetta per esaltarne il talento.
Possiede un curriculum di tutto riguardo, (vedi biografia), ma sembra quasi non accorgersene, salvo raccontare qualche simpatico aneddoto, magari un po’ sfigato, in perfetto stile blues.
Il suo linguaggio musicale, asciutto e rigoroso, sa essere, al momento giusto, morbido e sensualissimo, le note si impossessano degli ascoltatori senza lasciar scampo, si tratta della sua vena british, che consente arrangiamenti suadenti ma potenti, alla maniera delle grandi band degli anni ’60 e ’70 ed è proprio in quelle atmosfere cariche d’elettricità, che Max da il meglio di se.
Rhythm & Blues, Country e paludoso Delta, scandiscono i tempi di una carriera di successo, non senza difficoltà, va ricordato che in questo particolare ambito musicale, in Italia, non esistono major, piuttosto piccole etichette musicali che occupano una minuscola fetta di mercato spesso difficile da raggiungere, altrettanto problematico il circuito festivaliero nazionale, sempre affannato dalla ricerca di fondi per sostenere le attività promosse.
I Blue in Blues devono il loro successo certamente a Massimo Garrubba ma i musicisti che compongono la Band non sono certamente da meno, forse, solo in termini d’esperienza.
La batteria, interpretata con grande bravura da Domenico Mistretta, (in sostituzione di Puccio Panettieri), giovane talento nebroideo, lascia la sensazione di una potenziale ancora da tutto da scoprire, una crescita costante che si palesa concerto dopo concerto.
Il basso, nei Blue in Blues, rappresenta la pirandelliana corda pazza, il talento di Giuseppe Imbroscì, santagatese doc, riserva improvvise quanto piacevolissime sorprese, accordato l’estro, note calde riempiono, accompagnano, dirigono.
Joe Pedros è l’armonica, l’armonica è Joe Pedros, sottolinea, riempie arricchisce, fraseggi mai banali, uno stile personalissimo che però trova ispirazione nei grandi interpreti, un talento giovanissimo che a nostro giudizio può osare e vincere.
Tastiere, anzi per meglio dire, Organo Hammond, solo citare lo strumento la dice lunga sul talento di Francesco Balletti. L’hammond è uno strumento sensibilissimo, basti pensare che pochi in Italia si cimentano e Francesco Balletti riesce a trarne un suono pieno, così ricco di sfumature che anche orecchie meno esperte possono cogliere con facilità.
Max Garrubba ed i “Blue in Blues” hanno un calendario zeppo d’appuntamenti, uno su tutti il “Capo d’Orlando in Blues”, a fine luglio si esibiranno sul palco di della prestigiosa rassegna blues in formazione allargata, la band si avvarrà della suadente voce di “Dilù” Miller”, cantante giamaicana, dai colori vocali tipicamente caraibici e di J.E.Green, la cui peculiarità è un’elegante stile “Otis Redding”.
BIOGRAFIA:
I BLUE IN BLUES nascono a Catania nel 1987, grazie ad un idea di Massimo Garrubba, chitarrista, bassista e cantante, abile e carismatico showman, nonché storico leader del gruppo.
Sin dagli inizi, il repertorio della band prevedeva sia classici del blues opportunamente interpretati con stile originale (ma rispettoso della tradizione), sia brani di propria composizione, scommessa difficile in un territorio musicale così vario e contaminato.
Il movimento musicale originato dai Blue in Blues attorno alla musica blues in Sicilia, può sicuramente paragonarsi, con le dovute distanze di tempi, luoghi e talenti, con i fermenti del British blues della Londra degli anni ’60, quella dei “blues guru” Alexis Corner e John Mayall, leaders di bands aperte a collaborazioni con talentuosi musicisti, tutti accomunati dall’amore per questa musica.Esattamente ciò che è successo durante la fine degli anni’80, nell’isola, con svariati musicisti a ruotare attorno al gruppo catanese (talvolta fin troppo imitato!) che ancora oggi influenza svariate bands!
Durante i primi anni di attività musicale, dunque, il normale avvicendarsi di elementi alla ricerca di un organico stabile ha portato ad un consolidamento dello stile del gruppo che, oggi, nella sua formazione definitiva, si esprime al meglio collezionando consensi entusiastici ad ogni performance!.
Nelle esibizioni dal vivo, infatti, si susseguono momenti di intensa emozione musicale, storie di blues coinvolgenti ed a tratti anche divertenti che attanagliano lo spettatore, spesso trascinato dalla esuberante “verve” scenica e sonora dei  BLUE IN BLUES !
Durante questi anni non sono mancate prestigiose apparizioni: nel 1991 aprono, come gruppo-spalla, l’unico concerto siciliano di quell’anno dei  BLUES BROTHERS; si esibiscono, nel corso di innumerevoli serate e festivals prestigiosi al fianco di artisti come Guido Toffoletti, Michael Allen, Nick Becattini, Deitra Farr, Chicken Shack, tutti  nomi ben conosciuti nell’ambito del panorama blues internazionale!
Centinaia di concerti e prime incisioni ufficiali:
Blue Kitchen (1992) e Non ci resta che il blues (1994).
Dal 1997 al 1999 il gruppo si esibisce dal vivo con meno frequenza,visto un importante impegno artistico del leader, Massimo Garrubba: egli infatti collabora, come bassista, con l’orchestra  del teatro della Munizione di Messina per portare in scena tre famosissimi musicals: JESUS CHRIST SUPERSTAR, EVITA (di A.L.Webber) e TOMMY (opera del gruppo rock inglese The who), toccando, nel corso di tre estenuanti tournèes, i teatri più prestigiosi d’Italia (Teatro Sistina in Roma, Teatro Smeraldo di Milano, ecc…).
Proprio in questo periodo prende vita il terzo lavoro discografico della band: da alcuni nastri registrati in concerti precedenti a questa pausa nasce “Living in pubs”(1999), primo live in assoluto per un gruppo siciliano di blues, considerato già un “cult” fra i sempre più numerosi fans !
Gli anni 2000 ed il 2001 segnano, per i BLUE in BLUES,  il ritorno all’attività live.In occasione di alcuni festival blues (Alcamo, Capo d’Orlando, Licata), essi aprono le serate di Laurie Bell, Jaimie Dolce e Popa Chubby, riscuotendo un grandissimo successo personale.
Nel novembre del 2000 tre componenti della band partono alla volta degli Stati Uniti per incontrare e stabilire un contatto artistico con diversi nomi dell’area blues di Washington DC e del Maryland, sotto l’egida della “Washington Blues Society”; il risultato sono alcune esibizioni “live on stage” ospiti di  Mary Ann Redmon, eccezionale interprete molto conosciuta negli States, ed un paio di “jams” con Phil Wiggins, del duo Cephas & Wiggins, autentiche leggende del blues east-coast, oltre a innumerevoli improvvisazioni con artisti locali.
Un’esperienza che si ripeterà certamente  visto il consenso e la curiosità destati dal gruppo siciliano!  
Nel luglio 2002 i Blue in Blues aprono le due date siciliane del leggendario B.B.King ! Grandi  gli apprezzamenti espressi dall’entourage del più grande bluesman vivente di tutti i tempi: egli li chiama sul palco per ringraziarli, complimentandosi, assieme al suo personal manager, per l’alta qualità dell’esibizione d’apertura e per l’ottimo lavoro svolto!!
Nell’agosto dello stesso anno il gruppo divide la scena con un grande uomo di soul, blues e black music, conosciuto durante alcune jam-sessions effettuate ad Amsterdam: Julius E.Green, amico e collaboratore di Otis Redding, nonchè ex vocalist dei Platters. Julius è un’autentica bomba sul palco…e i Blue in Blues gli offrono l’opportunità di esprimersi al meglio coinvolgendo le platee in uno spettacolo incredibile! E’ l’inizio di una grande, futura collaborazione.
Infatti, nel corso del Natale 2002, e i Blue in Blues realizzano “Blue Christmas”, spettacolo natalizio dove canzoni classiche della tradizione italiana ed internazionale vengono affiancate a famosi gospels, tutto arrangiato in uno stile ispirato allo Stax sound di Otis Redding e Booker T & Mg’s.L’anno dopo ecco uscire  il cd “We wish you a Merry Christmas” (2003), resoconto sonoro di questo repertorio senza tempo.
Ma tutto questo non poteva finire qui; nell’estate 2003 la stessa “crew” arricchita da una potente sezione fiati, sfrutta lo stesso potente ound proponendo al pubblico il “The Otis Redding Tribute”, che riscuote un enorme successo.Non capita spesso di vedere, in Italia, il pubblico cantare e ballare i classici del rhythm&blues del grande ed indimenticato vocalist americano, purtroppo, come tutti sanno, scomparso in un incidente aereo dopo averci lasciato un patrimonio musicale di enorme valore!Uno spettacolo che sicuramente tornerà in giro per le piazze di tutta Europa.
Degna di nota, nello stesso periodo, nel corso della notte di S.Lorenzo a Ragalna (CT), un’esibizione dei BlueinBlues con una delle star televisive più famose e belle d’Italia: Alba Parietti.Non sarà proprio “blues delle radici” ma…non si può dire di no ad una così bella donna!
Nel 2004, un’altra perla si aggiunge alla storia del gruppo; in ottobre due concerti dei Blue in Blues in Sicilia hanno come ospite e protagonista la celebre cantante di colore, jamaicana, Scheol “Dilù” Miller, già nota per essere un componente dell’”All Black Choir”, un ensamble gospel, e per aver collaborato, come corista di lusso, con Mariah Carey.Spettacoli di altissimo livello e gran gusto musicale.Due eventi che hanno aperto una nuova collaborazione tra cd e nuovi live concerts.                                                                                                                                          
Il resto è storia di oggi, visti i numerosi progetti creativi che vedranno la luce entro il 2009: tra i tanti, un nuovo album, rivoluzionario ed innovativo, al passo con i ritmi ed i colori delle musiche del nuovo millennio ed un cd-tributo ad un altro grande personaggio della musica internazionale: Jimi Hendrix!

DISCOGRAFIA
1992  BLUE KITCHEN  (Musical Dreams)
1994  NON CI RESTA CHE IL BLUES  (Studio Tape)
1998  JCS & EVITA Highlights  (Planet Musical)
1999  LIVING IN PUBS  (Argante)
2003  WE WISH YOU A BLUES XMAS  (Agorà)
www.blueinblues.com

La Band

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenico Mistretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Balletti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Peppe Imbroscì

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Joe Pedros

 

 

 

 

 

 

 

 

Puccio Panettieri

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