Teatro Vittorio Emanuele: CGIL CISL UIL e CISAL dichiarano lo stato di agitazione contro il taglio ai finanziamenti e la mancata approvazione pianta organica.
La vertenza del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, da anni con un finanziamento regionale esiguo e fermo ai tempi delle lire, recentemente decurtato di 500mila euro, diventa unitaria.
Cgil Cisl Uil e Cisal fanno quadrato, proclamano lo stato di agitazione di tutto il personale, stabile e precario, e chiedono un’audizione alla Commissione cultura all’Ars per cercare di salvare la principale istituzione culturale cittadina. Al centro della protesta la sensazione crescente che in sede regionale il Vittorio Emanuele di Messina sia sempre più emarginato a favore dei Teatri di Catania e Palermo.
“I numeri sono chiariâ€Â, commentano Biagio Oriti segretario generale della Slc Cgil, Domenico Allegra della Fistel Cisl, Nicola Alessi della Uilcom Uil e Antonino Giuffrè della Fials Cisal. Nel 2008 i finanziamenti per i teatri siciliani ammontavano a 31milioni400mila euro per Palermo, 26milioni per Catania e 6milioni660mila per Messina, importo quest’ultimo che nel 2009 è stato decurtato di 540mila euro. “Somma che quasi interamente viene invece dirottata sul Biondo di Palermo che quest’anno riceverà500mila euro in piùâ€Â, spiegano i sindacalisti. Accanto alla questione finanziamenti, SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL hanno evidenziato nella richiesta di audizione anche il nodo della mancata approvazione da parte della regione della Pianta organica del teatro. “A distanza di oltre 10 anni dalla sua costituzione, l’Ente Teatro di Messina non si è ancora dotato di una Pianta organica ma due anni fa, l’Ente, d’accordo con le OOSS ha approvato uno schema di PO che è rimasta insabbiata sul tavolo dell’assessorato competente, con buona pace della legge regionale che prevede la stabilizzazione dell’Orchestraâ€Â.
Cgil Cisl Uil e Cisal lanciano l’allarme anche sulla gestione del teatro: “Senza il rinnovo degli organismi di guida del teatro, e con la presenza occasionale del Commissario straordinario, non si sta predisponendo il cartellone per il prossimo anno. Se Provincia e Comune ai quali compete la nomina del CdA non si muoveranno in fretta in difesa della principale istituzione culturale cittadina, presto in cittànon ci sarànemmeno più un teatro di cui parlareâ€Â, osservano Oriti, Allegra, Alessi e Giuffrè che concludono: “Dopo una stagione brillante il Vittorio Emanuele rischia, il prossimo anno, di non avere affatto una stagione a causa delle scelte fatte a Palermo ma anche dell’inerzia delle nostro istituzioniâ€Â.
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