Venerdì 14 dicembre 2025 il suggestivo borgo dei Nebrodi ospiterà un evento speciale dedicato ad una delle tradizioni musicali più profonde e radicate della Sicilia: la zampogna. Il Teatro “D. Popolo” sarà sede della nuova “scuola della zampogna”, con l’obiettivo di tramandare un patrimonio culturale e musicale che ha segnato per secoli la vita delle comunità montane dell’Isola.
Zampogna: un suono che viene dal passato
La zampogna è un tipo di cornamusa tradizionale diffusa nelle regioni montane del Centro e Sud Italia, Sicilia compresa. Caratterizzata da due chanters per la melodia e da uno o più drones — alimentati da una sacca di pelle di capra o pecora — la zampogna produce un suono ricco, grave e avvolgente. Ogni chanter è suonato con una mano, mentre i droni forniscono armonia e ritmo continuo. Storicamente questo strumento era legato alla transumanza: pastori e montanari lo suonavano nelle montagne portando con sé tradizioni, canti e attese stagionali. Con l’avvento della società moderna, l’uso della zampogna ha rischiato l’oblio. Eppure, grazie a iniziative culturali, festival e associazioni dedicate, lo strumento conosce oggi un rinnovato interesse, soprattutto durante le feste natalizie
A Montalbano Elicona, la zampogna è vita del borgo
Montalbano Elicona — autentico borgo medievale immerso nella natura dei Nebrodi — rappresenta un contesto ideale per mantenere viva questa tradizione: il territorio è ricco di legname pregiato, tra cui l’erica arborea, da sempre usata dai costruttori locali per realizzare le canne e le pipe delle zampogne. Questa peculiarità ha favorito, nel tempo, la presenza di artigiani e maestri costruttori, in grado di tramandare la lavorazione dello strumento. Per queste ragioni, l’evento del 14 dicembre assume un valore doppio: da un lato celebra una delle tradizioni più antiche dell’Isola; dall’altro crea le basi per un progetto di formazione e trasmissione culturale attraverso la scuola della zampogna.
L’evento: tradizione, musica e rinascita
Durante la serata al Teatro D. Popolo, la “scuola della zampogna” si presenterà ufficialmente, con attività previste per avvicinare giovani e appassionati a: apprendere la costruzione e manutenzione dello strumento; studiare la tecnica musicale; trasmettere repertori tradizionali, natalizi e pastorali; valorizzare il patrimonio culturale locale.
In parallelo, l’iniziativa si inserisce nella rassegna “Cunti e Canti – La tradizione di ieri e oggi del Natale in Sicilia”, promossa da associazioni culturali e sostenuta dal patrocinio di diversi comuni tra cui Montalbano Elicona, alla quale partecipano comunità impegnate nella salvaguardia della memoria, delle musiche popolari, dei canti tradizionali e delle feste religiose.
L’iniziativa propone un “ponte ideale” tra passato e presente: antichi canti natalizi, zampogne e ciaramedde si fondono con espressioni artistiche contemporanee — teatro, musica, cultura — per rinnovare lo spirito del Natale isolano in chiave autentica e partecipata.
Perché la zampogna è ancora importante
Identità e memoria: la zampogna è parte integrante della cultura delle montagne siciliane e meridionali, simbolo di radici pastorali e comunitarie. Ogni percorso di suono racconta una storia di terra, lavoro e devozione. Wikipedia+2MariaSaracino’s Blog+2
Spiritualità e condivisione: durante il periodo natalizio gli “zampognari” — spesso accompagnati da un piffero o friscalettu — percorrono vicoli e piazze annunciando con musica la nascita di Cristo, secondo antica tradizione. ITALY Magazine+2Wikipedia+2
Rinascita culturale: nelle regioni dove era quasi sparito, lo strumento oggi viene riscoperto grazie a festival, eventi, musei (come il Museo Internazionale della Zampogna) e iniziative di bottega; un’occasione per valorizzare artigiani, musica e turismo culturale. Museo Internazionale della Zampogna+2https//www.turismo.it+2
Con l’evento del 14 dicembre, Montalbano Elicona compie un passo deciso: non solo preservare un’eredità, ma farla vivere. La scuola della zampogna rappresenta un impegno concreto verso la trasmissione culturale, l’educazione musicale e la valorizzazione del territorio.
In un’epoca in cui le tradizioni rischiano di essere dimenticate, questa iniziativa è un segnale forte: il passato non è un museo — è un tesoro da custodire e condividere.
Il borgo invita dunque appassionati, curiosi, famiglie e giovani musicisti a partecipare: la zampogna non è solo uno strumento, è un canto di comunità, è un pezzo di storia che merita di risuonare anche oggi.
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