Il nostro racconto…
Per viaggiare non è sempre necessario uscire dalla propria terra, a volte è sufficiente osservarla con occhi diversi e percorrerla attraverso nuovi itinerari, per scoprirne un volto sconosciuto e affascinante…
Un gruppo ha percorso tutto l’itinerario – per un totale di oltre 100 km – e vari escursionisti si sono aggregati giorno per giorno, per condividere le singole tappe. È stata un’esperienza affascinante all’insegna della sostenibilitàambientale, sociale ed economica. L’ambiente, il protagonista assoluto del nostro viaggio, è stato rispettato e ammirato grazie alla condizione privilegiata di “camminatori†e tutti gli spostamenti necessari dal punto di vista logistico, sono stati realizzati con mezzi di trasporto di gruppo. La dimensione sociale è stata esaltata grazie all’affiatamento creatosi tra i diversi escursionisti, che lungo la strada si sono confrontati e arricchiti vicendevolmente e che hanno avuto modo di sperimentare la proverbiale ospitalitàsiciliana, durante i soggiorni presso le strutture ricettive dei centri attraversati, i cui abitanti si sono lasciati coinvolgere e hanno coinvolto in maniera vitale e affettuosa i visitatori. Infine bisogna considerare un importantissimo obbiettivo di questo viaggio: l’attenzione all’economia locale. La realizzazione del trekking ha visto la collaborazione di numerose realtàterritoriali, quali strutture ricettive, esercizi di ristorazione, centri di produzione di prodotti tipici, fornitori di servizi, associazioni ambientaliste…
Abbiamo attraversato paesaggi favolosi, boschi lussureggianti, ampie aree pascolive, costeggiato torrenti impetuosi e specchi d’acqua d’alta quota, ci siamo ristorati presso le freschissime fontane, ammirato incantevoli campi di orchidee selvatiche e splendide peonie a bordo dei sentieri, sostato sotto faggi e cerri monumentali, osservato numerosi insediamenti rurali e pastorali, pernottato in graziose strutture di montagna, scalato i vulcanetti dei Monti Sartorius sull’Etna, circondati dalle Betulle e dai Pini larici, ci siamo rinfrescati nelle gelide acque dell’Alcantara…
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Arrivo e trasferimento a Castelbuono.
Il rifugio Crispi di Piano Sempria.
Il gruppo di escursioniste che percorreràa piedi l’intero itinerario, giunge all’aeroporto di Palermo da diverse destinazioni (Milano, Verona, Cagliari). Le accogliamo e nel pomeriggio ci trasferiamo a Castelbuono, nel cuore del Parco delle Madonie. Cena e pernottamento sono presso il caratteristico Rifugio Crispi, situato a circa 1200 m s.l.m. a Piano Sempria, base dei principali itinerari escursionistici delle Madonie. Il rifugio è gestito dal CAS (Club Alpino Siciliano). Rimane il tempo per una breve passeggiata nei dintorni. La prima serata è dedicata alla distribuzione dei materiali informativi e cartografici predisposti dall’agenzia, allo studio degli itinerari consigliati per il giorno dopo e alla saporitissima cena di montagna.
Escursione lungo il sentiero degli agrifogli giganti e lungo il vallone Maria degli angeli.
Il Parco delle Madonie, gli ampi pianori, gli agrifogli e l’Abies nebrodensis.
La giornata di preannuncia splendida e così si parte presto per le escursioni tanto attese. Dopo un’abbondante colazione al rifugio, forniti di acqua e di pranzo a sacco, ci si inoltra lungo il famoso sentiero degli agrifogli giganti, che giunge fino a Piano Pomo per poi inerpicarsi in alta quota fino a Cozzo Luminario e alla Croce di Monticelli, da cui si gode di un panorama favoloso in alta quota.
Nel pomeriggio, dopo un breve incontro con alcuni rappresentanti dell’Ente Parco delle Madonie, che ci donano libri e materiale promozionale, ci spostiamo a Polizzi Generosa, lungo il Vallone Santa Maria degli Angeli, attraverso un itinerario che in circa 8 km, permette di osservare una specie endemica di enorme importanza: l’ Abies nebrodensis, un abete presente allo stato naturale solo ed esclusivamente in questa piccolissima area della Sicilia. I singoli alberi sono protetti e individuati da tabelle numerate. L’Abies è oggetto di un progetto di salvaguardia e ridiffusione. Gli esemplari (una trentina in tutto), crescono anche in condizioni estreme, persino sulle pietraie e lungo i versanti completamente scoperti. Dopo una giornata stupenda, ma impegnativa, un’ottima cena al rifugio e un sonno ristoratore sono una degna conclusione.
3° giorno: Giovedì 21 maggio 2009.
Prima tappa della Dorsale dei Nebrodi: Serro Merio – Portella dell’Obolo.
L’ingresso nel territorio del Parco dei Nebrodi è all’insegna dell’accoglienza.
Ci apprestiamo a lasciare il Rifugio molto presto, poiché ci aspetta il trasferimento nel territorio del Parco dei Nebrodi. Per cui alle prime luci dell’alba facciamo colazione e poi partiamo.
Lungo tutta la nostra permanenza nel Parco ci è stata garantita l’assistenza del personale dell’Ente, che oltre a fornire materiale informativo per gli escursionisti, ha curato anche il sopralluogo per verificare la fruibilitàdi tutto il percorso.
La “Dorsale dei Nebrodi†parte in corrispondenza di Serro Merio, a pochi Km a sud di Mistretta, si inoltra immediatamente in uno splendido paesaggio e dopo circa 1 km e mezzo giunge al delizioso laghetto “Urio Quattrocchiâ€Â. I volontari della Proloco di Mistretta, da poco entrata a far parte della rete Nebrodi Outdoor, dimostrando una grande disponibilitàe un interesse particolare, ci accolgono con una splendida “seconda†colazione a base di frutta fresca, succhi e the. Ci invitano a percorrere il breve sentiero che circonda il laghetto per osservare la flora acquatica e per scovare le tartarughe lacustri. Siamo fortunati. Ne troviamo una ben visibile e incontriamo anche il primo ramarro, il rettile dal corpo verde brillante e la testa di colore blu intenso.
Lasciamo i ragazzi della Proloco continuare le loro attivitàdi educazione ambientale insieme ai bambini delle scuole di Mistretta, mentre uno di loro prosegue con noi l’escursione giornaliera.
Il primo tratto è abbastanza scoperto e la strada sterrata è circondata da ampi pascoli e macchia mediterranea. Lungo il percorso possiamo sostare presso numerose fontane, ammirare il panorama fino alla costa e sulle Isole Eolie, osservare Mistretta in lontananza… Prima di inoltrarci nel bosco di faggi, ci fermiamo per il pranzo a sacco, in corrispondenza di un edicola votiva dedicata a S. Antonio, meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli di Capizzi.
L’ultimo tratto della tappa è caratterizzato da una particolare formazione vegetale, unica nel sud Italia: il bosco di tasso, la cosiddetta “Tassitaâ€Â. Il tasso (Taxus baccata) è una conifera “relitta†dell’era terziaria che si è conservata in questa area per via delle ideali condizioni climatiche.
Nel tardo pomeriggio giungiamo a Portella dell’Obolo (sede del breve ma suggestivo sentiero tematico del carbone), sulla provinciale che collega Caronia a Capizzi. La “Portella†è un valico tra due versanti montani, spesso caratterizzata dalla presenza di un crocevia. Ad accoglierci e a curare il trasferimento a Capizzi, è il gestore della struttura ricettiva che ci ospiterà.
La cena presso la trattoria “Piro†nel centro storico è decisamente superba, ricchissima e abbondante, accompagnata dagli allegri racconti della simpaticissima signora Piro e dagli aneddoti degli altri ospiti del ristorante. Una menzione speciale va alla zuppa di legumi che invito tutti a provare!
4° giorno: Venerdì 22 maggio 2009.
Seconda tappa della Dorsale dei Nebrodi: Portella Ruetto – Portella Miraglia.
L’esuberante sorgente Nocita e gli immensi panorami.
Concludiamo la nostra particolare esperienza di “Ospitalitàdiffusa†a Capizzi con una buona colazione in un bar del centro, salutati affettuosamente da diversi abitanti del posto, incuriositi dalla presenza tanto insolita di escursionisti che attraversano la Sicilia a piedi. Veniamo accompagnati a Portella Ruetto, ingresso del secondo tratto della Dorsale dei Nebrodi. Lungo l’itinerario incontriamo un’area attrezzata che verràinaugurata a breve, diversi insediamenti rurali e la sorgente Dugo.
La prima sosta importante è presso l’area attrezzata di Nocita al cui interno ci rinfreschiamo all’esuberante sorgente Nocita, un getto d’acqua fresco e potentissimo. Proseguiamo fino alla caserma Mafauda e poi ci inoltriamo nuovamente nelle faggete. Pranziamo a sacco in corrispondenza di portella del ceramese.
Nel pomeriggio il sentiero ci conduce attraverso i boschi per poi sfociare in aree pascolive e zone aperte con Monte Soro e l’Etna all’orizzonte.
La tappa di conclude a Sella Maria, in corrispondenza della quale la dorsale intercetta la strada statale 289 (S. Fratello – Cesarò). Ci spostiamo fino a Portella Miraglia e ci sistemiamo nel famoso rifugio di Villa Miraglia, immerso nel bosco.
Gustiamo un’ottima cena a base di prodotti tipici e ci riposiamo nelle deliziose stanze arredate con gusto particolare.
Terza tappa della Dorsale dei Nebrodi: P.lla Miraglia/P.lla Calacudera – P.lla Dagara/P.lla Mitta/S.Domenica Vittoria.
Lungo la via dei laghi circondati dalle cime più alte.
Al mattino veniamo raggiunti a colazione da un nutrito gruppo di escursionisti che, approfittando del fine settimana, si aggregano per la tappa più impegnativa ma al contempo più affascinante dell’intero percorso che costeggia ben 5 laghi d’alta quota e diverse zone umide effimere, snodandosi alla base di Monte Soro, la cima più alta dei Nebrodi, e affiancando il massiccio delle Rocche del Crasto (sede di nidificazione di aquile e grifoni) e che nel contempo si avvicina al maestoso vulcano, attraversando boschi lussureggianti e prati invasi da coloratissime orchidee selvatiche e profumatissimi fiori di campo.
Il gruppo numeroso si affiata immediatamente e giunge in fretta al lago Maulazzo, immerso nella faggeta di Sollazzo verde. Percorrendo altri 6 km si arriva a quello che è considerato uno dei simboli del Parco: il Biviere di Cesarò. Il lago di offre una cartolina di impareggiabile bellezza, con i faggi che si specchiano nelle sue acque e l’Etna alle spalle. Una sosta al ricco fontanile di “Acqua fridda†è d’obbligo. La dorsale prosegue intercettando diversi itinerari secondari che conducono a Militello Rosmarino, Alcara li Fusi, Longi e Galati Mamertino. A Portella Scafi inizia invece il sentiero escursionistico del bosco di Mangalaviti.
La camminata è molto piacevole e divertente, si chiacchiera, si scherza, ci si confronta e ci si sostiene a vicenda nei tratti più faticosi.
Pranziamo presso Sorgente Balestra, un fresco getto d’acqua che scaturisce dalla roccia.
Nel pomeriggio il percorso prosegue in uno dei boschi più fitti fino ad uscire in corrispondenza di un ampio pianoro con vista sulle Isole Eolie.
Giungiamo ai bivi per i laghi Cartolari e Trearie (il primo ben visibile dalla strada sterrata) e ci fermiamo presso il prato più bello che ci sia capitato di incontrare in questi giorni: sono milioni le orchidee selvatiche di varie specie che colorano il paesaggio e ci lasciano incantati.
Giungiamo fino a Portella Dagara. Gli 8 km che ci separano da Portella Mitta (punto conclusivo della Dorsale sulla strada statale 116 Capo d’Orlando-Randazzo) li percorriamo con il minibus che ci accompagna anche fino a Santa Domenica Vittoria, presso l’Agrihotel da Marianna, dove ceneremo ottimamente e dormiremo.
Escursione da S. Domenica Vittoria a Randazzo.
Dal Parco dei Nebrodi al Parco dell’Etna.
Quella di oggi è una tappa più breve e paesaggisticamente molto diversa dalle precedenti. Da Santa Domenica Vittoria parte una stradella lastricata che conduce al parco suburbano. Superato questo primo tratto si incontra il sentiero che da Floresta (Portella dello zoppo) conduce a Randazzo via S. Maria del Bosco. Noi ci dirigiamo verso il cancello Baiardo e camminiamo lungo un semplice itinerario che costeggia dall’alto il fiume Alcantara e che scende a valle abbastanza rapidamente. Siamo circondati da profumatissimi cespugli di ginestra odorosa, coloratissime ginestre spinose e valeriane rosse, incontriamo anche un raccoglitore di fiori che ci spiega la sua tecnica di lavoro e ci racconta che la ginestra verràinviata presso industrie calabresi per l’estrazione degli oli essenziali.
Prima di intercettare nuovamente la strada statale 116, sostiamo a bere dell’acqua fresca offertaci da un contadino che ci “presenta†orgoglioso il suo bellissimo orto e ci mostra i tradizionali sgabelli realizzati artigianalmente con la ferula, i cosiddetti “fellizziâ€Â, leggerissimi e resistenti.
Il sentiero finisce poco prima del ponte in pietra lavica sull’Alcantara (che proseguiràil suo percorso in direzione delle Gole). Entriamo nel centro di Randazzo, particolarmente vitale di domenica per via del mercato settimanale. Prima di spostarci al B&B Ai Tre Parchi, presso cui soggiorneremo per 3 giorni, facciamo un “giro turistico†tra le bancarelle.
Nel pomeriggio visitiamo il bellissimo centro storico di Randazzo, caratterizzato dalla tipica architettura medievale in pietra lavica. Ceniamo presso il ristorante “La Bifora†insieme a un altro gruppo di escursionisti che ci ha raggiunto per condividere con noi la tappa del giorno dopo. L’Ente Parco dell’Etna e dell’Alcantara ci fanno trovare dei materiali informativi presso lo stesso B&B.
7° giorno: Lunedì 25 maggio 2009.
Escursione ai Monti Sartorius.
Gli incantevoli betulleti dell’Etna, i maestosi Pini larici e i vulcanetti a bottoniera.
Dopo una ricca colazione al B&B, il gruppo rinfoltito dai nuovi arrivati, si appresta a cambiare ancora paesaggio e a percorrere l’interessantissimo itinerario naturalistico dei Monti Sartorius (Etna Nord), un sentiero ad anello che attraversa gli unici boschi di Betulla (Betula aetnensis) presenti nel centro-sud Italia. I loro fusti bianchi e la loro chioma delicata contrastano fortemente con il nero terreno lavico. I betulleti si alternato a insediamenti di Pino laricio, pianta pioniera che per prima colonizza le rocce laviche dopo le eruzioni. A conclusione del sentiero ci arrampichiamo sulla “bottoniera†dei Monti Sartorius (dal nome del vulcanologo che per primo descrisse questa tipologia eruttiva), 7 vulcanetti allineati, originatisi con l’eruzione del 1865.
Pranziamo a sacco presso il Rifugio Citelli e nel pomeriggio ci trasferiamo al leggendario “Castagno dei 100 cavalli†, uno degli alberi monumentali della Sicilia, nel territorio di S. Alfio.
In serata continuiamo la nostra visita a Randazzo e ceniamo ottimamente alla Bifora.
8° giorno: Martedì 26 maggio 2009.
Escursione alle Gole dell’Alcantara.
I canyon di basalto scavati dalle acque gelide e impetuose.
L’ultimo giorno di escursioni è dedicato all’imperdibile passeggiata naturalistica presso le Gole dell’Alcantara, le cui acque gelide e impetuose, scorrendo su tre differenti colate laviche provenienti da crateri secondari dell’Etna, hanno scavato degli impressionati canyon nel basalto, caratterizzati da rosette laviche, pareti colonnari, torciglioni e piscine.
Inizialmente percorriamo il “sentiero dall’alto†che, attraversando un orto botanico con tabelle didattiche, ci permette di sostare presso “balconi e terrazze panoramicheâ€Â, che affacciano sul fiume. In seguito scendiamo alla spiaggia che si è formata alla fine delle gole e trascorriamo parecchio tempo nelle freddissime ma benefiche acque del fiume. Il livello idrico è ancora troppo alto per cui non è consentito fare trekking fluviale o canyoning (attivitàdi escursionismo fluviale da realizzare con attrezzature particolari messe a disposizione dai gestori del Parco botanico e geologico delle Gole).
Sia il trasferimento da Randazzo alle Gole che il ritorno avviene con i bus di linea che attraversano paesaggi incantevoli i quali, per effetto dei policromici cespugli di euforbia, ginestra, citiso e valeriana, appaiono simili ai quadri dei macchiaioli.
Ultimo tardo pomeriggio dedicato alla visita dei musei archeologico e di scienze naturali di Randazzo e cena finale al ristorante La Bifora.
9° giorno: Mercoledì 27 maggio 2009.
Trasferimento agli aeroporti e rientro alle sedi di provenienza.
L’arrivederci.
La meravigliosa esperienza si conclude con la promessa di rivedersi e con l’invito, da parte dell’agenzia Nebrodi&olie, a chiunque volesse vivere questo straordinario Trekking dei quattro Parchi Siciliani a contattarci!
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