Attualita

NON SOLO YOGA SULLA SPIAGGIA – A Testa di Monaco, ritrovarsi anno dopo anno e continuare a crescere

Il viaggio di Sabrina Provasoli

A Testa di Monaco si rinnova l’esperienza guidata dall’insegnante Sabrina Provasoli.

 

Un gruppo sempre più numeroso, le pratiche all’alba e al tramonto, il rapporto con il mare e una comunità cresciuta nel tempo. Ora il percorso si apre anche al mondo delle aziende, mentre ad ottobre Provasoli sarà relatrice al Convegno Nazionale YANI.

Ci sono luoghi nei quali si ritorna. E altri nei quali, tornando, si ha la sensazione di ritrovare anche una parte di sé.

Per Sabrina Provasoli, insegnante di Yoga, la spiaggia di Testa di Monaco, a Capo d’Orlando, è un luogo del cuore. Anche quest’anno il mare e la particolare atmosfera di questo tratto di costa hanno accompagnato gli incontri di Yoga che, stagione dopo stagione, stanno raccogliendo un numero crescente di partecipanti. Non è più soltanto un corso estivo. Nel tempo è diventato un appuntamento, quasi un piccolo rito collettivo. Ci sono persone che tornano, altre che arrivano per la prima volta. E intorno alla pratica sono nate relazioni, amicizie e collaborazioni.

«Ci sono luoghi in cui non si torna semplicemente: ci si ritrova», racconta Sabrina Provasoli. «Ritornare qui, anno dopo anno, ha per me un significato profondo. Nel tempo sono nate relazioni, amicizie, collaborazioni e una comunità che continua a riconoscersi attraverso la pratica».

A Testa di Monaco lo Yoga incontra una dimensione che difficilmente potrebbe essere ricreata tra quattro pareti. Le pratiche all’alba, il rumore del mare, il respiro che cerca il proprio ritmo, lo Yoga Nidra al tramonto. Elementi semplici che finiscono per costruire uno spazio fisico e interiore nel quale rallentare.

«È sempre una grande emozione ritrovare persone che scelgono di esserci ancora, insieme a chi si avvicina per la prima volta. Sono momenti nei quali fermarsi, respirare e ascoltarsi». Ed è forse proprio questa continuità a raccontare meglio l’esperienza. Non la ricerca episodica del benessere, ma un percorso che cresce insieme alle persone che lo attraversano. Per Provasoli, infatti, la conclusione degli appuntamenti sulla spiaggia non coincide con la fine del lavoro. Al contrario, apre una nuova stagione fatta di corsi in presenza, attività online e nuovi progetti.

C’è soprattutto una direzione professionale sulla quale l’insegnante sta investendo: portare alcuni strumenti dello Yoga anche nel mondo del lavoro e delle aziende. Non semplicemente lezioni organizzate all’interno degli uffici, ma percorsi pensati intorno alle persone, alla postura, al movimento, alla respirazione e alla capacità di recuperare concentrazione ed equilibrio durante la giornata lavorativa.

«L’obiettivo non è semplicemente fare Yoga in azienda. Vorrei contribuire a creare momenti nei quali le persone possano ritrovare presenza, energia, equilibrio e qualità della vita».

Una prospettiva che amplia il concetto stesso della pratica. Lo Yoga esce dagli spazi nei quali siamo abituati a immaginarlo e prova a confrontarsi con stress, sedentarietà, ritmi professionali e organizzazione del lavoro. È anche il risultato di anni di studio e insegnamento. Perché nella visione di Sabrina Provasoli la formazione dell’insegnante non può considerarsi mai definitivamente conclusa.

 

Un principio che troverà una nuova occasione di confronto dal 16 al 18 ottobre a Principina, in provincia di Grosseto, dove Provasoli sarà relatrice al prossimo Convegno Nazionale YANI, l’associazione nazionale degli insegnanti di Yoga. Un appuntamento dedicato alla formazione e allo scambio di esperienze tra insegnanti, che per lei assume un significato particolare.

«Essere chiamata a portare il mio contributo rappresenta un riconoscimento importante, ma soprattutto una nuova occasione per condividere ciò che ho imparato e continuare, a mia volta, ad imparare». È una frase che restituisce bene il senso di un percorso nel quale insegnare e apprendere rimangono due movimenti inseparabili.

Intanto resta l’immagine di Testa di Monaco. I tappetini sulla sabbia, le prime luci del mattino, il mare davanti e un gruppo che negli anni si è allargato senza perdere il piacere di riconoscersi. Alla fine rimane soprattutto una parola: gratitudine. «Per chi continua a scegliere di esserci. Per chi si affida alla pratica. Per chi torna, anno dopo anno. E per tutte le persone nuove che questo viaggio continua a portare nella mia vita».

Poi i tappetini vengono raccolti e la spiaggia torna alla sua quotidianità. Il corso finisce. Il viaggio, invece, continua.

Namaste.

Redazione Scomunicando.it

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