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OLIVERI RIVIVE LA PASSIONE – Il borgo si fa Gerusalemme, la fede diventa teatro e cammino

Domenica 29 marzo

Dopo anni di silenzio e di attesa, Oliveri si prepara a rivivere uno degli appuntamenti più intensi e identitari della sua storia recente: la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo.

Domenica 29 marzo, nella Domenica delle Palme, il borgo si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, dove fede, arte e comunità si intrecceranno in un’unica, potente narrazione: “Jesus”, opera teatrale musicata ispirata ai Vangeli, che racconta gli ultimi giorni della vita di Cristo, dall’arresto alla Crocifissione.

A promuovere l’evento è la Parrocchia San Giuseppe, guidata dal parroco Don Antonio Di Bella, con la regia di Franco Orlando, già anima delle precedenti edizioni, l’ultima delle quali risale al 2018. Fondamentale anche il patrocinio del Comune di Oliveri, a testimonianza di un’intera comunità che si riconosce e si ritrova in questo evento.

Non sarà soltanto uno spettacolo. Sarà un’esperienza.

Alle ore 19.00, sul sagrato della Chiesa di San Giuseppe, si alzerà idealmente il sipario. Da lì, il pubblico inizierà un percorso itinerante che attraverserà Piazza Dante, Piazza Roma e Via Garibaldi, in un suggestivo viaggio che trasformerà il paese nell’antica Gerusalemme. Scene, costumi, musiche e interpretazioni accompagneranno gli spettatori dentro il cuore del dramma: il tradimento, il processo, il dolore, la salita al Calvario.

Il momento culminante si vivrà ai piedi del Castello, dove lo spazio naturale diventerà il Golgota. Qui, sotto il cielo di primavera, si consumerà il momento più alto e struggente della rappresentazione: la Croce. Non come simbolo di condanna, ma come segno di amore che salva.

Decine di figuranti, attori e volontari daranno corpo e voce al Vangelo, rendendo ogni scena viva, vibrante, autentica. Non ci sarà distanza tra chi guarda e chi interpreta: ognuno sarà chiamato a sentirsi parte della storia. Perché la Passione non è solo memoria di un evento lontano, ma racconto eterno di sofferenza, misericordia e speranza.

In un tempo segnato da incertezze e fragilità, questa rappresentazione si propone come un ritorno all’essenziale. Un invito a fermarsi. A riflettere. A lasciarsi toccare.

È la preghiera che diventa gesto. È la comunità che si fa corpo vivo. È la fede che esce dalle mura della chiesa per camminare tra le strade del paese, incontrando volti, storie, ferite.

Oliveri, per una sera, non sarà soltanto un luogo geografico. Sarà un cammino. Sarà una domanda. Sarà un abbraccio.

L’appuntamento è per domenica 29 marzo, alle ore 19.00. Non per assistere semplicemente a uno spettacolo, ma per vivere un’esperienza che parla al cuore.

Redazione Scomunicando.it

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