Attualita

OTTOBRANDO 2026 – Floresta apre le porte all’autunno dei Nebrodi

quattro domeniche dedicate ai sapori della montagna

Vasola a crucchittu, Suino Nero dei Nebrodi, funghi e provola. Quattro domeniche, quattro prodotti simbolo e un intero paese che si trasforma in una grande vetrina delle eccellenze del territorio. Dal 4 al 25 ottobre torna a Floresta “Ottobrando”, uno degli appuntamenti che meglio raccontano l’autunno sui Nebrodi.

 

A 1.275 metri di altitudine l’autunno arriva prima e si sente di più. Cambiano i colori, si abbassano le temperature, i boschi regalano profumi diversi e sulle tavole ritornano quei prodotti che raccontano la storia agro-pastorale della montagna. È questo lo scenario nel quale Floresta si prepara ad accogliere l’edizione 2026 di Ottobrando, la rassegna che per tutte le domeniche di ottobre trasformerà il comune più alto della Sicilia in un grande percorso tra gastronomia, artigianato, tradizioni e cultura.

Le date sono il 4, 11, 18 e 25 ottobre, con appuntamenti a partire dalle 10 e un centro urbano pronto ad accogliere visitatori provenienti da diverse aree dell’Isola.

Una manifestazione che negli anni ha superato la semplice dimensione della sagra. Ottobrando è diventato soprattutto un modo per raccontare Floresta e, attraverso Floresta, una parte importante dell’identità dei Nebrodi.

Si comincia con i “Vasola a Crucchittu”

La prima domenica, 4 ottobre, sarà dedicata alla Sagra dei Vasola a Crucchittu, giunta alla diciannovesima edizione. È forse l’appuntamento che più direttamente richiama la cucina contadina e il rapporto tra le famiglie e ciò che un tempo veniva prodotto per il consumo quotidiano. Un prodotto semplice che diventa elemento identitario e memoria gastronomica. Proprio da qui parte idealmente il viaggio di Ottobrando: dalle radici della cucina di montagna e da un patrimonio di ricette tramandate nel tempo.

L’11 ottobre protagonista il Suino Nero dei Nebrodi

Domenica 11 ottobre toccherà invece a uno dei prodotti maggiormente identificativi dell’intero comprensorio: il Suino Nero dei Nebrodi. La sagra dedicata a questa eccellenza raggiunge la diciassettesima edizione e porta al centro della manifestazione una filiera strettamente legata all’ambiente montano. Carni, salumi e preparazioni della tradizione diventano così anche uno strumento per raccontare allevamenti, produttori e saperi che continuano a rappresentare una componente importante dell’economia rurale nebroidea.

Il profumo dei boschi con la Sagra dei Funghi

La terza domenica, 18 ottobre, sarà quella dei funghi. La Sagra dei Funghi, arrivata alla ventitreesima edizione, richiama forse più di ogni altra giornata l’immagine classica dell’autunno sui Nebrodi. Boschi, foglie, terra umida e prodotti stagionali entrano idealmente nel centro di Floresta, dove gli stand gastronomici accompagneranno una giornata dedicata ai sapori tipici della montagna. Ed è proprio in questo periodo dell’anno che una visita a Floresta acquista un fascino particolare. Ottobrando può diventare il punto di partenza per scoprire non soltanto ciò che viene portato sulle tavole, ma anche il paesaggio dal quale quei prodotti provengono.

Gran finale con la Provola

La chiusura, domenica 25 ottobre, sarà affidata alla Sagra della Provola. È uno dei prodotti che più immediatamente rimandano alla vocazione casearia di Floresta, nata da una storia fatta di pascoli, allevamento e lavorazione del latte. Non è casuale che proprio alla provola venga affidato l’ultimo appuntamento della rassegna. I formaggi rappresentano infatti una delle espressioni più riconoscibili della cultura gastronomica di questo territorio e raccontano un mestiere che continua a essere custodito da allevatori e casari.

Ridurre Ottobrando soltanto a ciò che si mangia sarebbe però limitativo.

Durante le quattro domeniche il paese diventa una mostra mercato diffusa, con prodotti tipici, artigianato, esposizioni e momenti di animazione. Piazza Umberto I e le vie del centro entrano a far parte di un percorso nel quale il visitatore può fermarsi agli stand, assaggiare, acquistare e soprattutto incontrare direttamente chi produce. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti che hanno consentito alla manifestazione di consolidarsi nel tempo: il prodotto non viene separato dal luogo nel quale nasce. Chi arriva per assaggiare un formaggio o un piatto tradizionale scopre contemporaneamente un piccolo comune di montagna, il suo centro urbano, i suoi paesaggi e la comunità che continua ad abitarlo. In occasione della prima domenica, inoltre, sono previste anche iniziative dedicate alla natura e alla biodiversità, ampliando ulteriormente il racconto del territorio oltre l’aspetto esclusivamente gastronomico.

 

Redazione Scomunicando.it

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