«Ho deciso di dirvelo io, prima che lo sappiate dalla stampa».
È il sindaco di Patti Gianluca Bonsignore ad annunciare pubblicamente, ieri, di aver ricevuto, nel tardo pomeriggio, la notifica della propria iscrizione quale persona sottoposta ad indagine nell’inchiesta sul grave incidente che sabato 3 ottobre ha coinvolto un bambino di sei anni a Patti Marina. Una comunicazione affidata direttamente ai cittadini, mentre dalla Terapia intensiva pediatrica del Policlinico di Messina arrivano notizie finalmente incoraggianti sulle condizioni del piccolo Andrea.
Il bambino è stato estubato, ha ripreso conoscenza e ha parlato, cercando subito la mamma. La prognosi resta riservata, ma il quadro clinico mostra segnali di miglioramento. Secondo quanto riferito nelle ultime ore, potrebbe essere trasferito dalla terapia intensiva alla semi-intensiva.
Ed è proprio da Andrea che Bonsignore parte nel suo intervento.
Bonsignore: «Un sindaco ha il dovere del primato della verità»
Il primo cittadino non nasconde la difficoltà del momento e sceglie di rendere nota personalmente la notifica ricevuta. «Un Sindaco ha sì il dovere della responsabilità, rispetto alla quale, in tutti questi anni, non mi sono mai lontanamente sottratto, ma ha anche il conseguente dovere del primato della verità, dell’onestà e della trasparenza nei confronti della città che mi onoro di rappresentare». Poi l’annuncio dell’indagine e subito il ritorno alle condizioni del bambino. «In questo momento, certamente di poca serenità, mi confortano solo le notizie che arrivano dal Policlinico, dove, forse già oggi, il piccolo Andrea lascerà la terapia intensiva per essere trasferito in quella semi-intensiva». Il messaggio si conclude senza riferimenti alla propria vicenda giudiziaria: «Il mio pensiero, così come le mie preghiere, continuano a essere rivolti ad Andrea, ai suoi genitori e alla sua famiglia. Forza, Campione».
L’inchiesta sull’incidente di Patti Marina
L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio di sabato 3 ottobre, nella piazzetta dei Marinoti sul lungomare di Patti Marina. Il bambino si trovava in bicicletta quando, per cause che dovranno essere definite dall’inchiesta, è precipitato da una struttura modulare utilizzata nei giorni precedenti per le premiazioni del Tindari Rally e rimasta montata nella piazza. Dopo i primi soccorsi e il passaggio dall’ospedale Barone Romeo di Patti, il piccolo è stato trasferito d’urgenza al Policlinico di Messina, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per un’emorragia cerebrale. Il palco è stato posto sotto sequestro e gli accertamenti sono affidati alla Polizia di Stato sotto il coordinamento della Procura. Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, sono quattro le persone interessate dagli avvisi nell’ambito dell’indagine per lesioni colpose: oltre al sindaco, il titolare della ditta proprietaria della struttura e due organizzatori della manifestazione. Gli investigatori stanno ricostruendo la catena amministrativa e organizzativa relativa all’allestimento, alle autorizzazioni, alla permanenza della struttura nella piazza e alle condizioni di sicurezza. La Procura ha disposto il sequestro del palco. L’iscrizione del sindaco nel registro degli indagati non equivale, naturalmente, all’accertamento di una responsabilità diretta su quanto accaduto. L’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari e dovrà stabilire ruoli, condotte ed eventuali responsabilità individuali.
Cipriano: «Ti voglio bene fratello»
Alla comunicazione di Bonsignore ha fatto seguito l’intervento del sindaco di Piraino Salvatore Cipriano, che ha scelto parole molto personali per manifestare vicinanza al collega. Cipriano parte dal peso quotidiano della carica di primo cittadino: «Ogni giorno i cittadini, entrando dalle porte dei Palazzi Municipali, affidano ad ogni Sindaco i propri problemi, le loro angosce e spesso anche il loro destino». Descrive quello del sindaco come un ruolo nel quale responsabilità amministrative e rapporto diretto con i cittadini finiscono spesso per sovrapporsi alla vita personale. «Questo ruolo a volte assume le sembianze di un fardello che porta solo umiliazioni, accuse e responsabilità legate al rapporto empatico che si instaura con i propri cittadini». La conclusione è rivolta direttamente a Bonsignore: «Ma noi tutto questo lo sapevamo già…! Ti voglio bene fratello. Andrà tutto bene. Forza Andrea».
Lucio Melita: «Adesso Patti protegga il bambino e la sua famiglia»
Su un altro versante arriva la presa di posizione di Lucio Melita, che interviene duramente contro alcuni commenti e giudizi rivolti in questi giorni ai genitori del bambino. Melita sposta completamente l’attenzione dalla discussione sulle responsabilità, che appartiene agli inquirenti, alla dimensione umana della vicenda. «Un bambino di sei anni sta lottando per la vita. Una mamma e un papà vivono ore che nessun genitore dovrebbe mai conoscere. Davanti a una tragedia così, una comunità dovrebbe fermarsi, stringersi, proteggere, pregare». Dice di avere inizialmente scelto il silenzio per rispetto della famiglia, ma di aver deciso di intervenire dopo aver letto commenti che considera offensivi nei confronti dei genitori.
«Chi attacca dei genitori in un momento così non sta esprimendo un’opinione: sta infierendo». Il suo appello è netto: «Oggi Patti deve essere una sola cosa: una protezione attorno a questo bambino e ai suoi genitori».
Le indagini e una città che aspetta soprattutto Andrea
Adesso ci sono due piani che devono rimanere distinti. Il primo è quello giudiziario. Spetterà alla Procura accertare perché quella struttura fosse ancora presente nella piazza, quali fossero le condizioni di sicurezza, quali soggetti avessero competenze e obblighi e se esistano condotte penalmente rilevanti. La stampa locale riferisce che sono già stati acquisiti elementi documentali e che l’inchiesta riguarda anche autorizzazioni, allestimento e successiva gestione della struttura. Il secondo riguarda Andrea. Per lui la prognosi resta riservata e la prudenza è ancora necessaria. Ma oggi, rispetto alle drammatiche notizie arrivate nella notte tra sabato e domenica, c’è finalmente qualche ragione in più per sperare.
La normativa: cosa significa ricevere un’informazione di garanzia
L’iscrizione nel registro delle notizie di reato e la qualità di persona sottoposta alle indagini non costituiscono una dichiarazione di colpevolezza. Le responsabilità dovranno eventualmente essere accertate nel corso del procedimento e, se si arriverà a un processo, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza sino a condanna definitiva. L’informazione di garanzia è disciplinata dall’articolo 369 del Codice di procedura penale. Viene comunicata quando il pubblico ministero deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere e serve, appunto, a garantire l’esercizio del diritto di difesa. Resta quindi essenziale, in questa fase, utilizzare il termine “indagato” nel suo significato processuale corretto: indica una persona nei cui confronti vengono svolte indagini e alla quale l’ordinamento riconosce precise garanzie difensive. Non indica una persona riconosciuta responsabile dell’accaduto.
Portare il mare tra i giovani studenti, trasformandolo in un’occasione di conoscenza e scoperta. È…
undici Comuni già coinvolti, altre due tappe a dicembre (altro…)
Il Comune di Brolo promuove tre giornate dedicate alla prevenzione del tumore al seno (altro…)
«La città ha smarrito la sua direzione. Ma prima dei nomi servono idee» (altro…)
Antonio Morello e la macchina che trasforma la ricchezza in morte (altro…)
Una lettera aperta solleva il caso dei 30 euro richiesti alle famiglie per il nuovo…