Fotonotizie

POLITICA – «Oggi torno a Itaca». Calderone lascia Forza Italia, il passaggio che agita il centrodestra siciliano

Calderone sceglie Vannacci: tra consensi e critiche

«Oggi torno a Itaca».

Tommaso Calderone ufficializza l’ingresso in Futuro Nazionale e rivendica le proprie radici nella destra. Per il movimento di Roberto Vannacci è il nono deputato alla Camera e il terzo proveniente da Forza Italia. Miccichè saluta con parole di stima l’ex azzurro, mentre il nuovo approdo riapre il confronto sugli equilibri del centrodestra e sulla capacità del progetto vannacciano di radicarsi in Sicilia.

«Oggi torno a Itaca». Tommaso Calderone sceglie un’immagine evocativa per spiegare il passaggio da Forza Italia a Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci. Il deputato di Barcellona Pozzo di Gotto ha ufficializzato il nuovo percorso politico alla Camera. Con il suo ingresso, Futuro Nazionale arriva a nove deputati a Montecitorio. Calderone è inoltre il terzo parlamentare proveniente da Forza Italia ad aderire al movimento, dopo Attilio Pierro e Davide Bergamini. Una scelta che ha un peso particolare in Sicilia. Calderone non è infatti un parlamentare alla prima esperienza: avvocato penalista, vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, ha alle spalle un lungo percorso politico, iniziato nel Movimento Sociale Italiano e proseguito in Alleanza Nazionale, nella Destra di Francesco Storace e successivamente in Forza Italia. Nel 2019 era diventato capogruppo degli azzurri all’Assemblea regionale siciliana. Il riferimento a Itaca sembra dunque voler rappresentare, nella lettura dello stesso Calderone, non tanto l’adesione a qualcosa di completamente nuovo quanto un ritorno alle proprie origini politiche.

Ed è proprio su questo terreno che il passaggio suscita letture differenti.

Da una parte Futuro Nazionale presenta l’arrivo del parlamentare messinese come il rafforzamento di un progetto che sta progressivamente costruendo una propria presenza nelle istituzioni. Dall’altra, l’uscita di un esponente radicato come Calderone apre inevitabilmente interrogativi dentro Forza Italia, soprattutto sul versante siciliano.

Miccichè: «Vannacci guadagna tanto, Forza Italia perde tanto»

Tra le reazioni favorevoli alla figura di Calderone c’è quella di Gianfranco Miccichè, oggi deputato regionale di Grande Sicilia e per anni uno dei principali protagonisti della storia di Forza Italia nell’Isola. Miccichè ha rivolto a Calderone gli auguri per il nuovo percorso, definendolo uno dei parlamentari più preparati incontrati nella propria esperienza politica. La sua valutazione sul peso del trasferimento è netta: secondo l’ex coordinatore azzurro, Vannacci acquisisce una risorsa importante mentre Forza Italia perde un esponente di rilievo. È un giudizio politico che fotografa uno degli aspetti centrali della vicenda: Futuro Nazionale non sta cercando soltanto adesioni numeriche, ma esponenti con esperienza parlamentare e radicamento territoriale. Calderone, in questo senso, porta con sé soprattutto il rapporto costruito negli anni con l’elettorato messinese. Le cronache nazionali e regionali sottolineano infatti il suo peso elettorale nel territorio e ricordano le migliaia di preferenze ottenute nelle precedenti competizioni regionali.

Vannacci: «Siamo arrivati a nove»

Roberto Vannacci non nasconde la soddisfazione per l’allargamento della propria pattuglia parlamentare. Commentando proprio l’ingresso di Calderone, ha ricordato che Futuro Nazionale è arrivato a nove deputati, aggiungendo però che l’obiettivo prioritario non sarebbe la costituzione di un gruppo autonomo, quanto la possibilità di incidere sull’attività parlamentare attraverso risoluzioni ed emendamenti. Il movimento sta del resto cercando di strutturarsi anche fuori dal Parlamento. In Lombardia ha recentemente costituito il suo primo gruppo autonomo in un Consiglio regionale e Vannacci ha dichiarato di voler rendere Futuro Nazionale protagonista dei prossimi appuntamenti politici. La Sicilia diventa così un altro territorio sul quale misurare questa strategia. Secondo indiscrezioni giornalistiche circolate prima dell’ufficializzazione, per Calderone sarebbe stata ipotizzata anche una futura responsabilità nell’organizzazione regionale di Futuro Nazionale. Si tratta, allo stato, di un’ipotesi riportata dalla stampa e non di un incarico formalmente assegnato.

Ma il passaggio divide

L’arrivo di Calderone può essere letto favorevolmente da chi considera Futuro Nazionale uno spazio politico capace di raccogliere una parte dell’elettorato della destra che non si riconosce più pienamente negli attuali partiti della coalizione. La lettura critica è diversa. Il trasferimento di parlamentari eletti sotto altre insegne riapre infatti il consueto dibattito sui cambi di gruppo durante la legislatura e sulla corrispondenza tra mandato parlamentare e scelta compiuta dagli elettori. Alcune testate hanno utilizzato esplicitamente l’espressione “cambio di casacca” per descrivere l’operazione. C’è poi una questione più strettamente politica. Futuro Nazionale si colloca nello stesso spazio elettorale occupato dalle forze del centrodestra e sta sottraendo rappresentanti soprattutto a Lega e Forza Italia. Dei nove deputati indicati dalle cronache come appartenenti alla pattuglia vannacciana, diversi provengono proprio dai due partiti. Il rapporto con il centrodestra diventa quindi uno dei nodi destinati ad accompagnare la crescita del movimento.

La scelta di Calderone assume una rilevanza ulteriore perché arriva mentre Futuro Nazionale cerca di misurare il proprio spazio elettorale nel Mezzogiorno. In Calabria il movimento affronta autonomamente le elezioni suppletive di Reggio Calabria-Locri del 26 e 27 settembre, una competizione osservata anche per le possibili conseguenze sui rapporti interni all’area di centrodestra. Lo stesso Vannacci sta definendo in maniera sempre più esplicita l’identità della formazione. Al Forum dell’indipendenza italiana di Orvieto ha indicato nell’AfD tedesca un’esperienza politica da studiare, sostenendo l’esistenza di diversi punti programmatici comuni tra le due formazioni. Sono posizioni che contribuiscono a spiegare tanto i consensi quanto le critiche che accompagnano la crescita del movimento: per i sostenitori rappresentano la ricerca di una destra più riconoscibile e identitaria; per i critici segnano invece uno spostamento verso posizioni più radicali rispetto all’attuale equilibrio del centrodestra italiano.

Il passaggio di Tommaso Calderone, dunque, va oltre il semplice cambio di gruppo di un parlamentare.

Redazione Scomunicando.it

Recent Posts

GLIACA DI PIRAINO – Sabato 26 settembre una serata dedicata alla scoperta e alla valorizzazione del pesce locale

Si avvicina l’appuntamento in programma sabato 26 settembre a Gliaca di Piraino, una serata dedicata…

10 minuti ago

AGORA’ SUD – Piero Ridolfo: «Dietro il successo c’è una rete di imprese e istituzioni che ha creduto nel progetto»

Il manager di Quater racconta il lavoro costruito attorno ad “Agorà Sud – Il luogo…

1 ora ago

SCUOLE BROLESI – Addio a Basilia, la “maistra” di generazioni di bambini brolesi

Storica collaboratrice delle scuole elementari di Brolo, insieme a donna Carmela fu molto più di…

1 ora ago

ADDIO A NINO MESSINA – Il sindaco della Capo d’Orlando che diventava città

Per quindici anni alla guida del Comune, accompagnò una stagione decisiva della crescita orlandina. Uomo…

2 ore ago

“E TU CI CASCHI?” – All’Università degli Studi di Messina un seminario sui meccanismi dell’inganno digitale

“E TU CI CASCHI?” - All’Università degli Studi di Messina un seminario sui meccanismi dell’inganno…

4 ore ago

FONDAZIONE FIUMARA D’ARTE – Al museo MAGMA di Librino nasce una nuova opera: “La Porta di Pegaso”

FONDAZIONE FIUMARA D’ARTE - Al museo MAGMA di Librino nasce una nuova opera: “La Porta…

4 ore ago