Cultura

SINAGRA – Legalità e rispetto delle donne: il premio agli studenti nel nome di Antonio Pagliaro

L’8 ottobre a Palazzo Salleo la terza edizione di “Emancipazione femminile e legalità: la violenza di genere in Sicilia”. Durante la manifestazione un riconoscimento ricorderà il grande penalista siciliano, professore tra Messina e Palermo e Accademico dei Lincei

Parlare ai ragazzi di violenza di genere, rispetto, regole e responsabilità e farlo ricordando un giurista che allo studio del diritto penale e alla formazione di generazioni di studenti ha dedicato la propria vita.

Avrà anche questo significato la terza edizione del concorso “Emancipazione femminile e legalità: la violenza di genere in Sicilia”, in programma giovedì 8 ottobre, alle 10, nella sala conferenze di Palazzo Salleo a Sinagra. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Sinagra insieme al Comune, al Rotary Club Patti-Terra del Tindari e all’associazione Raggio di Luce di Sant’Angelo di Brolo, coinvolge gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il concorso nasce per affrontare con i più giovani il tema della violenza sulle donne e, insieme, quello della legalità, intesa come rispetto delle persone, delle regole e delle differenze. Gli elaborati degli studenti diventano così il punto di partenza per una riflessione che coinvolge scuola, istituzioni e società civile.

Il premio in memoria di Antonio Pagliaro

Quest’anno la premiazione avrà un momento particolare: un riconoscimento sarà assegnato in memoria del professor Antonio Pagliaro, una delle figure più autorevoli della scuola penalistica italiana. Nato a Mistretta il 6 luglio 1932, Pagliaro si laureò in Giurisprudenza all’Università di Palermo nel 1954 con Giovanni Musotto. Il rapporto con Messina arrivò presto: nel 1961 iniziò a insegnare Diritto penale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina e nel 1964 divenne professore ordinario. Quattro anni dopo si trasferì all’Università di Palermo, dove avrebbe sviluppato gran parte della sua lunga attività scientifica e accademica. Markdown incollato Legare il suo nome a un premio destinato agli studenti acquista quindi un significato preciso. Pagliaro fu prima di tutto un uomo dell’università e dello studio, ma il suo lavoro uscì dalle aule accademiche per confrontarsi direttamente con uno dei temi centrali della vita civile: quale diritto penale debba avere una società democratica.

Nel 1988 il ministro della Giustizia Giuliano Vassalli lo chiamò infatti a presiedere la Commissione incaricata di elaborare una riforma organica del Codice penale. I lavori portarono nel 1991 a uno schema di legge-delega per un nuovo codice. Il progetto non arrivò alla realizzazione prevista, ma il cosiddetto “Progetto Pagliaro” rimase un riferimento nel dibattito sulla riforma del sistema penale. Markdown incollato La sua autorevolezza scientifica gli valse nel 1998 l’ingresso tra i soci corrispondenti dell’Accademia dei Lincei, della quale divenne socio nazionale nel 2007. Nel 2001 ricevette il Premio internazionale “Empedocle” per le Scienze Umane, dedicato alla memoria di Paolo Borsellino, e nel 2015 il Premio della Fondazione Pastore.

Imponente anche la produzione scientifica. I suoi studi hanno attraversato pressoché l’intero campo del diritto penale, arrivando alla criminologia e alla procedura penale. Nel 2009 una parte consistente dei suoi lavori venne raccolta nei quattro volumi de “Il diritto penale fra norma e società – Scritti 1956-2008”.  Ma accanto allo studioso emerge anche il profilo umano. Chi ne ha ricostruito la figura lo ricorda come un uomo «schivo ma non chiuso, riservato ma accogliente, ironico ma comprensivo, rigoroso ma aperto al dialogo e al confronto», con uno stile sobrio e una forte integrità intellettuale e morale.  Ed è forse proprio questa dimensione a rendere particolarmente adatto il suo ricordo in una giornata rivolta ai ragazzi: la legalità non come parola astratta, ma come responsabilità, metodo, rispetto dell’altro e capacità di confrontarsi.

Studenti protagonisti a Palazzo Salleo

La mattinata dell’8 ottobre si aprirà con i saluti e gli interventi del sindaco di Sinagra Antonino Musca, della presidente della Pro Loco Vincenza Mola e dell’assessore alla Cultura Marzia Mancuso. Interverranno inoltre Lina Ricciardello, governatrice del Distretto Rotary 2110 per l’anno 2026/27; Fabio Crescenti, presidente del Rotary Club Patti-Terra del Tindari; Paola Radici Colace, ordinario di Filologia Classica e madrina della manifestazione; e la giornalista Letizia Passarello, direttrice de “L’Avvenire di Sicilia”.

La giuria è composta dalle professoresse Cettina Parafioriti e Rosetta Vitanza e dal maestro Antonio Presti, presidente di Fiumara d’Arte. Prevista anche la presenza di rappresentanti delle Forze dell’Ordine. A moderare sarà Giuseppina Laguidara, scrittrice e giornalista. Al centro resteranno comunque gli studenti e i loro lavori. Saranno loro a dare voce, attraverso gli elaborati presentati al concorso, a temi che chiedono di essere affrontati già tra i banchi di scuola: la dignità della persona, il rifiuto della violenza e della sopraffazione, il rispetto delle differenze.

E in questa terza edizione ci sarà anche il nome di Antonio Pagliaro a legare idealmente scuola e diritto, studio e coscienza civile. Un professore che ha trascorso una vita interrogandosi sulle regole e sulla responsabilità dell’uomo di fronte alla legge, ricordato a Sinagra proprio attraverso un premio consegnato a chi quelle regole dovrà imparare a far vivere nella società di domani.

Redazione Scomunicando.it

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