Il “racconto” della conferenza stampa dell’11 settembre a Villa Piccolo per la presentazione progettuale di Agorà Sud
La conferenza stampa ha avuto un filo narrativo molto chiaro: dalla presentazione dell’idea alla sua verifica pubblica, attraverso il confronto con istituzioni, amministratori, imprese, università e professionisti che ha condotto all’evento del giorno successivo alla Terrazza Mercadante, al porto di Capo d’Orlando.
Due giornate, un unico filo conduttore: provare a capire quale Sud resterà dopo la stagione straordinaria del PNRR e quali condizioni occorra costruire perché partire sia una scelta e restare possa tornare a essere un diritto.
Agorà Sud, il progetto promosso da Quater Srl a Capo d’Orlando, ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, amministratori, università, imprese, professionisti e mondo dell’informazione, spostando il confronto dalla semplice capacità di utilizzare le risorse alla necessità di costruire una strategia duratura per il Mezzogiorno.
Il percorso è cominciato venerdì 11 settembre a Villa Piccolo, con la conferenza stampa di presentazione, per entrare nel vivo sabato 12 alla Terrazza Mercadante della Marina di Capo d’Orlando. Due momenti diversi ma strettamente collegati: il primo dedicato alla filosofia e all’architettura del progetto, il secondo al confronto sui contenuti, sulle politiche e sugli strumenti che possono trasformare quella visione in una prospettiva concreta.
Il titolo scelto, “Il diritto a restare in un territorio che cresce”, ne contiene il punto politico e sociale essenziale. Non mettere in discussione la libertà dei giovani di partire, studiare e costruire esperienze altrove, ma creare le condizioni perché l’emigrazione non rappresenti l’unica strada possibile e perché chi è partito possa avere anche una ragione per tornare. È quella che Agorà Sud definisce “restanza attiva”, collegandola a formazione, lavoro qualificato, infrastrutture, innovazione, capacità amministrativa e programmazione europea.
Il punto di partenza è anche temporale.
Il Mezzogiorno si trova davanti alla conclusione progressiva della stagione straordinaria del Next Generation EU e del PNRR e deve già guardare alla programmazione europea 2028-2034. La domanda, dunque, non è soltanto quante risorse saranno state spese, ma che cosa resterà sui territori quando quella stagione sarà terminata: infrastrutture, competenze, imprese più forti, pubbliche amministrazioni più efficienti e nuove opportunità di lavoro oppure soltanto una lunga contabilità di finanziamenti. È su questa differenza che Agorà Sud ha costruito il confronto.
A Villa Piccolo il progetto è stato presentato come qualcosa destinato ad andare oltre la dimensione del convegno: uno spazio permanente nel quale far dialogare istituzioni, università, imprese e giovani, fino alla costruzione di una “Agenda Agorà Sud” capace di raccogliere proposte nate dal territorio e portarle all’attenzione delle istituzioni.
Il giorno successivo quella “piazza” si è materializzata alla Terrazza Mercadante. Nonostante il violento acquazzone che aveva rallentato l’arrivo di molti partecipanti, la sala si è progressivamente riempita e il confronto ha preso il via con un programma articolato in panel e sezioni, affiancato anche dalle attività formative rivolte agli ordini professionali.
Introducendo gli ospiti, Massimo Scaffidi, dell’ufficio stampa della Quater, ha da subito evidenziato: “L’incontro di oggi è davvero un preludio al grande incontro, al grande convegno di domani, dove la Quater presenta ‘Il diritto a restare in un territorio che cresce’. Qualcosa che è oltre un convegno, è un progetto che guarda al futuro, che guarda ai giovani, che guarda all’occupazione, che guarda al lavoro. Oggi noi presentiamo questo progetto, le linee guida di quello che nasce da una grande intuizione di chi è il motore immobile della Quater, Piero Ridolfo” – al quale la platea ha rivolto un accogliente applauso – “che ha lasciato il grande impegno a proseguire e a sviluppare questo lavoro alla figlia, a Maristella Ridolfo, che è l’amministratrice della Quater.”
Sul palco della Fondazione Piccolo, a fare gli onori di casa, c’era l’avvocato Andrea Pruiti Ciarello, presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, “che ci ospita e che rappresenta il territorio, rappresenta la cultura sul territorio, che è un aspetto, un tassello importante del lavoro, del futuro, dello sviluppo dei Nebrodi, della Sicilia. La cultura è, insieme al lavoro, insieme al recupero dell’artigianato, insieme alla scuola, uno di quei punti cardine che ci fanno guardare con ottimismo a quello che è il futuro”.
Con lui la dottoressa Maristella Ridolfo e Alessandra Pidalà, che di fatto sta seguendo il progetto, e l’assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro, Nuccia Albano, mentre in sala erano presenti numerosi giornalisti.
L’avvocato Pruiti Ciarello: “Da parte mia benvenuti. Benvenuti a nome della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Per noi è un piacere poter ospitare questa conferenza stampa, un piacere poter dare un piccolo contributo alla causa di questa bella iniziativa che è stata realizzata dalla Quater, alla quale faccio i complimenti per l’efficienza e l’organizzazione, per la capacità non comune di avere coinvolto istituzioni, territorio, imprese e stakeholder. Il tema è di quelli che ovviamente farebbero tremare le vene ai polsi a chiunque, perché parlare di futuro per una terra come la nostra significa confrontarsi con un’eredità pesante che ci deriva dalla consapevolezza di essere un tassello importante della storia dell’umanità”.
Nel suo intervento, Pruiti Ciarello ha voluto evidenziare il concetto che il futuro non si subisce, si afferra. I siciliani potranno prendere in mano il proprio destino e costruire un futuro forte solo se saranno perfettamente consapevoli di ciò che sono stati. Chi non conosce la propria storia è debole perché non ha radici; chi, invece, è consapevole della propria identità culturale acquisisce la forza, l’orgoglio e la lucidità per guidare il domani.
“La cultura è probabilmente la chiave più significativa di interpretazione della nostra identità e la Fondazione Piccolo, per quello che può, cerca di farlo. Senza cultura la Sicilia sarebbe solamente un’isola nel Mediterraneo che, peraltro, oggi viene spesso e volentieri bypassata dai grandi traffici commerciali. E invece sulla cultura abbiamo un patrimonio che non è replicabile. La cultura siciliana e la nostra identità sono un, chiamiamolo, ‘prodotto’, tra virgolette, che non è replicabile. Quindi dobbiamo essere noi, prima di tutto, a conoscerlo questo prodotto, per valorizzarlo e per poterne trarre il massimo profitto in termini non solo culturali, ma anche economici, perché la cultura è sicuramente un motore economico importantissimo ed è quello che ci ritroviamo attorno.”
Pruiti Ciarello ha concluso il suo intervento evidenziando il concetto di “cultura come ponte”. Luoghi d’arte e di memoria come Villa Piccolo non sono soltanto musei statici, ma “simboli riconosciuti” dell’identità regionale. Attraverso eventi e iniziative, queste realtà offrono alle comunità locali una piattaforma concreta per comunicare direttamente con chi governa.
“Complimenti ancora, grazie e buon lavoro per domani”.
Altro padrone di casa, la dottoressa Maristella Ridolfo: “Buonasera a tutti. Io ho scritto giusto qualche riga per evitare di dimenticarmi qualcosa, data l’emozione. Oggi andiamo a spiegare un po’ quello che sarà il convegno di domani, di cosa tratterà, quali saranno i temi che si affronteranno, sperando che vada tutto come noi desideriamo. Abbiamo il piacere e l’orgoglio di presentarvi una visione che si trasforma in azione: il progetto Agorà Sud, il luogo del dialogo del Mezzogiorno. Non siamo qui solo per inaugurare un ciclo di eventi, ma per dare vita a uno spazio permanente di confronto, in cui istituzioni, università, imprese e soprattutto i giovani possano unire le forze per governare le grandi trasformazioni in atto nel nostro territorio.
Il tempismo di questa iniziativa è cruciale. Ci troviamo infatti in un momento di snodo. Stiamo guardando oltre la spesa del PNRR per proiettarci verso la programmazione europea 2028-2034. La sfida strategica che poniamo al centro di Agorà Sud è chiara: dobbiamo trasformare il Mezzogiorno da un’area storicamente destinataria di fondi a un vero e proprio hub strategico di sviluppo sostenibile e innovazione per l’intera area del Mediterraneo. Non basta più semplicemente spendere i fondi europei, è necessario strutturare una visione di lungo periodo che punti su tre aspetti principali:
Sostenibilità e transizione, consolidando i traguardi digitali ed ecologici.
Competitività e innovazione, valorizzando le nostre piccole e medie imprese, le nostre università e i centri di ricerca.
Le infrastrutture, per connettere i nostri territori.
Per trasformare questa visione in azioni concrete e sostenere efficacemente la sfida strategica di Agorà Sud, è necessario però agire su più livelli. Non si tratta solo di pianificare, ma di abilitare un ecosistema dove ogni attore – istituzioni, università, imprese e giovani soprattutto – svolga un ruolo importante. Bisognerà puntare quindi sui seguenti pilastri:
Sintesi delle azioni immediate. Cosa fare subito per l’evento di settembre? Tre pilastri strategici:
Capitale umano: l’azione concreta è la redazione del manifesto dei giovani professionisti da integrare nell’Agenda Agorà Sud. L’attore chiave: università, studenti e startup.
Le imprese: azione concreta, tavoli tecnici per mappare i fabbisogni delle piccole e medie imprese siciliane.
Le istituzioni: definizione di linee guida per la complementarietà tra Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) e fondi europei come azione concreta.
Qual è il cuore del progetto? Il cuore del progetto è la restanza attiva. Infatti, il vero motore di questa trasformazione risiede nelle competenze. Il titolo del nostro evento di apertura del Progetto Agorà Sud – Il Luogo del Dialogo del Mezzogiorno, che si terrà domani, 12 settembre, qui nella splendida Capo d’Orlando, alla Marina, riassume perfettamente la nostra filosofia: ‘Il diritto a restare in un territorio che cresce’.
Il concept del logo, l’idea grafica: il logo Agorà Sud, ideato e progettato dal dott. Salvatore Ridolfo, nonché anche mio fratello, è stato concepito per trasmettere l’idea di confronto, centralità territoriale e dinamismo. La forma circolare richiama l’idea di una piazza stilizzata, per l’appunto l’agorà. Vediamo poi il profilo del Sud Italia, linee che convergono verso un punto centrale a simboleggiare il dialogo. I colori utilizzati sono colori istituzionali ed europei, nulla è dato al caso. Infatti troviamo il blu Europa che rappresenta le istituzioni, la digitalizzazione e l’innovazione; il giallo che rappresenta l’energia e il sole del Sud; e il verde: la transizione, il territorio e la sostenibilità.
Vogliamo sovvertire la narrazione della fuga inevitabile dei cervelli con il progetto di Agorà Sud, sostituendola con il paradigma della restanza attiva. Ci ricolleghiamo a quanto detto in precedenza. I giovani infatti, me compresa, non devono essere semplicemente degli spettatori passivi del cambiamento, ma i protagonisti della nuova classe dirigente territoriale. Il potenziamento delle competenze e il rafforzamento della capacità amministrativa della P.A. sono lo scudo più potente che abbiamo contro lo spopolamento e lo strumento chiave per l’autonomia strategica del Sud.
Voglio ringraziare quindi tutti i partner, le università e le realtà private come banche, aziende tecnologiche ed energetiche che supportano la sostenibilità di questo percorso, credendo fermamente nel potenziale del Mezzogiorno. Il Sud infatti possiede tutte le intelligenze necessarie, l’energia e le risorse per guidare il proprio futuro. E con Agorà Sud apriamo le porte della piazza in questo, in modo tale che queste energie possano finalmente convergere, dialogare e costruire un bellissimo progetto.”
Alessandra Pidalà ha illustrato come l’idea del progetto Agorà Sud – Il Luogo del Dialogo del Mezzogiorno sia nata ascoltando le tante criticità emerse dai tavoli tecnici, dai dibattiti e dai confronti con interlocutori di diversa natura, sia pubblici sia privati, con l’obiettivo di proporre una soluzione puntuale: riunire in un’unica piazza le diverse realtà del territorio e aprire il dibattito affrontando, di volta in volta, tematiche differenti.
Nasce, dunque, dall’ascolto il progetto Agorà Sud. Pidalà ha poi aggiunto che, attraverso l’esposizione dell’idea progettuale agli stessi interlocutori, la proposta ha iniziato a prendere forma e ad autosostenersi, sia economicamente sia attraverso suggerimenti utili, concretizzandosi nel progetto e partendo proprio dalla tematica centrale della “restanza attiva”.
Non ha voluto svelare ulteriori dettagli, invitando la platea a porre domande o, ancora meglio, a seguire i lavori dell’evento di apertura del progetto, “Il diritto a restare in un territorio che cresce”, in programma sabato 12 settembre alla Terrazza Mercadante.
L’ultimo intervento della conferenza stampa è spettato all’assessore regionale Nuccia Albano: “Porto il saluto del governo siciliano. Ringrazio gli organizzatori, in particolare l’amico Piero Ridolfo. Sono lieta di essere qui a Capo d’Orlando in un territorio che coniuga bellezza, identità, cultura, ma soprattutto la voglia di costruire. E questo è veramente un merito. Ma è ovvio che le comunità hanno bisogno del sostegno delle istituzioni. Ritengo che con il nostro governo, in questi 4 anni, abbiamo lavorato in squadra. Tutti insieme, i 12 assessori, abbiamo cercato di unire le forze e di fare del nostro meglio per potere mettere in campo tutte le iniziative utili per la nostra comunità.”
Alla fine, gli ospiti e i giornalisti hanno potuto visitare il Museo della Fondazione e trascorrere un momento conviviale offerto dall’azienda Computers Parts, guidata dal titolare Nino Onofaro, realtà imprenditoriale da sempre profondamente sensibile al futuro e alla crescita dei giovani del territorio.
Il momento è stato organizzato dagli studenti dell’Istituto Superiore “F.P. Merendino”, che hanno potuto mettersi in gioco in prima persona, occupandosi con grande professionalità dell’organizzazione e del servizio di un impeccabile “work after drink”. La collaborazione tra le aziende private Quater e Computers Parts e l’Istituto Superiore “F.P. Merendino” rappresenta una delle azioni più significative del progetto Agorà Sud – Il Luogo del Dialogo del Mezzogiorno: la creazione di reti solide tra imprese, istituzioni, scuola e territorio.
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