Cronaca

ANDREA TRIMARCHI – Il ricordo di un Uomo, l’urgenza di una riflessione

L’abbraccio di Patti, il dolore di un territorio, il richiamo alla responsabilità di Giuseppe Pettina

La scomparsa di Andrea Trimarchi ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore della sua famiglia, dei suoi amici e dell’intera comunità pattese.

Un imprenditore serio, instancabile, innovativo. Un uomo capace di costruire con le sue mani un sogno chiamato “Cantiere Trimarchi”, portando l’eccellenza nautica locale fino ai saloni più prestigiosi d’Italia e d’Europa. La sua era una leadership silenziosa ma concreta, fatta di passione, competenza e umanità.

Nella chiesa di Santa Febronia a Case Nuove Russo, gremita fino all’inverosimile, dove si sono svolti i funerali, una folla composta, profondamente commossa, ha voluto stringersi attorno alla moglie Simona, alle figlie Margherita e Diletta, alla madre, al fratello, e a tutti i suoi cari. Anche il sagrato e l’area sottostante sono diventati spazio di raccoglimento e silenzio. L’addio ad Andrea è stato un abbraccio collettivo, un’espressione pubblica di stima e gratitudine. Tanti i volti noti del mondo produttivo e istituzionale, e tantissimi gli amici che con Andrea hanno condiviso il percorso di una vita.

«Ha compiuto il suo cammino sulla terra, ma il suo sogno continuerà – ha detto durante l’omelia Padre Emanuele – grazie a chi porterà avanti i suoi progetti con lo stesso stile di benevolenza e attenzione». E ancora: «La morte di Andrea è sembrata il furto improvviso di una luce, ma quella luce continuerà a brillare nel ricordo di chi l’ha conosciuto».

C’eravamo anche noi.

Mentre la Procura di Patti affida gli incarichi per le perizie tecniche e giudiziarie che dovranno fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente avvenuto il 16 luglio tra la zona industriale di Patti e Colla Maffone, cresce anche la consapevolezza che non si può più tacere sulla pericolosità di quel tratto di strada.

Giuseppe Pettinà, imprenditore e advisor della Cassiopea, affida ai social un pensiero doppio: da un lato il ricordo affettuoso e la stima per Andrea, dall’altro la denuncia civile. «Al di là delle risultanze delle perizie e dei rilievi – scrive – la pericolosità di quel tratto è sotto gli occhi di tutti. Una terra di nessuno, su cui da tempo si dovrebbe intervenire. Non si può aspettare l’irreparabile per mettere in sicurezza un’area a traffico crescente, già teatro di incidenti e criticità».

Il dolore per la perdita di Andrea Trimarchi si accompagna dunque alla speranza che la sua morte non resti solo una ferita, ma diventi un punto di svolta.

Perché il miglior modo per onorare la memoria di un uomo giusto è non voltarsi dall’altra parte, è scegliere la responsabilità, è fare in modo che nessuno debba più perdere la vita su una strada che avrebbe potuto – e dovuto – essere più sicura.

In attesa che le indagini facciano il loro corso e che la giustizia faccia chiarezza, Patti continua a stringersi attorno alla famiglia di Andrea. E a ricordare, con orgoglio e commozione, un uomo che ha dato tanto alla sua comunità. Un uomo buono, leale, capace di amare.

Un uomo che non verrà dimenticato.

Redazione Scomunicando.it

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