Attualita

ANTONIO MORELLO – “25 Novembre 2025”

Il disegno di Antonio Morello dedicato alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne colpisce per la sua immediatezza visiva e per la forza simbolica con cui riesce a condensare un tema drammatico: il femminicidio.

la scarpa è rossa non per seduzione, ma per sangue

L’immagine presenta una scarpa rossa – icona ormai universale della lotta alla violenza di genere – trasformata in un oggetto contundente, quasi una lama. Il tacco diventa un colpo, il profilo affilato si fa arma. Non c’è alcuna eleganza, nessuna estetizzazione della figura femminile: la scarpa è rossa non per seduzione, ma per sangue. Quel sangue che, nel disegno, cola lentamente e forma una macchia permanente, impossibile da ignorare.

Il numero 73, appeso come un cartellino da obitorio, marchia l’opera di una crudezza necessaria.

È il promemoria dei femminicidi registrati in Italia nei primi nove mesi del 2025: vite strappate, nomi cancellati, storie interrotte spesso dentro le mura domestiche. Non c’è compiacimento nella scelta grafica, ma un preciso intento politico ed etico: rendere visibile l’invisibile, contare ciò che la società tende a non contare.

Lo sfondo nero, pieno e assoluto, amplifica il senso di lutto e di irreversibilità.

La scarpa sembra emergere come un oggetto di scena in un teatro tragico, ma qui non c’è finzione: i dati ONU sembrano accompagnare l’opera – 50 mila donne uccise nel mondo nel 2024 – risuonano come un bollettino di guerra che riguarda tutti.

Morello, al suo solito, utilizza un linguaggio visivo minimalista, quasi infografico, che rifiuta orpelli e metafore complesse per colpire con la forza dei fatti. È un’immagine che non consola, non assolve e non lascia scampo allo spettatore. Il messaggio è essenziale: la violenza contro le donne non è emergenza passeggera, ma strutturale. Non è un problema privato, ma pubblico. Non riguarda qualcun altro: riguarda tutti.

In questo senso, il disegno non è solo una denuncia, ma un atto di responsabilità civile.

Trasforma un simbolo – la scarpa rossa – in un’icona di dolore e memoria, costringendo l’osservatore a un confronto diretto con la brutalità del fenomeno.

È un’opera che non chiede interpretazioni, ma reazioni: indignazione, riflessione, impegno.

MSM

Redazione Scomunicando.it

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