Arte e musica come cura
Arte e musica non entrano in ospedale come semplici esibizioni, ma come atti di cura, presenze vive capaci di accendere una scintilla di speranza. È questo il significato profondo della mattinata vissuta all’ospedale “Barone Romeo” di Patti, dove scuola, istituzioni e comunità si sono incontrate nel segno della bellezza e della condivisione.
Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti della sezione musicale dell’Istituto Merendino di Capo d’Orlando e quelli della sezione del Liceo Artistico del Polo liceale “Lucio Piccolo”, che hanno portato musica e arte nel reparto di pediatria, trasformando per qualche ora un luogo di sofferenza in uno spazio di ascolto, emozione e umanità.
Con il progetto ministeriale “Note di Vita”, ormai una realtà consolidata a livello nazionale, i giovani musicisti del Merendino hanno allietato la mattinata con brani natalizi, diffusi tra le corsie e le sale dell’ospedale. Le melodie hanno accompagnato bambini, famiglie e personale sanitario, regalando sorrisi e momenti di leggerezza, rompendo quel silenzio spesso carico di attesa che caratterizza i luoghi di cura.
Accanto alla musica, l’arte ha lasciato un segno concreto e duraturo.
Gli studenti del Liceo Artistico del Polo liceale “Lucio Piccolo” hanno infatti donato un pannello artistico al reparto di pediatria. L’opera, le cui caratteristiche sono state illustrate dal professor Mauro Cappotto, non è un semplice elemento decorativo, ma un simbolo di bellezza condivisa, pensato per abitare quotidianamente uno spazio fragile e renderlo più accogliente.
Alla mattinata erano presenti numerose autorità civili, scolastiche e religiose: il vescovo di Patti, monsignor Guglielmo Giombanco, il direttore sanitario dell’ospedale Giovanni Merlo, il provveditore agli studi di Messina Leon Zingales, oltre a dirigenti scolastici – Lara Bollaci e Maria Ricciardello – e sanitari, a testimonianza del valore educativo e sociale dell’iniziativa.
Particolarmente sentite le parole della dirigente scolastica Maria Ricciardello, che ha sottolineato il senso più autentico del progetto:
«Diffondere bellezza con l’arte e con la musica significa tirare fuori ciò che c’è di più sacro nell’essere umano. Dove c’è musica e bellezza, lì c’è cura dell’altro. In un luogo di sofferenza può nascere una scintilla di speranza, ed è questo l’obiettivo di questo progetto. Per noi del liceo musicale del Merendino è una grande soddisfazione».
Il vescovo Giombanco ha invece rivolto un pensiero speciale ai piccoli pazienti:
«Natale è la festa del Bambino Gesù ed è una festa di speranza. Vengo qui per dire a questi bambini che sono loro la speranza, per aiutarli a ritrovare la gioia e il sorriso. Quando un bambino sorride, la speranza rinasce sempre».
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che coinvolge i licei musicali di tutta Italia, chiamati a portare la musica nei luoghi di cura come gesto di responsabilità civile e umana. Una musica che, come è stato ricordato, è taumaturgica, -ha detto il provveditore agli studi di Messina Leon Zingales – capace di toccare corde profonde: non a caso, dopo un recente concerto in un presidio sanitario di Naso, un paziente ha confidato di essersi profondamente emozionato.
I ragazzi, preparati attraverso attività curriculari e corsi pomeridiani di potenziamento, hanno affrontato questa esperienza con consapevolezza e gioia, comprendendo il valore e la delicatezza del contesto in cui si esibivano. La scelta dei brani, curata dal docente Basilio Bruno, ha privilegiato un repertorio natalizio, capace di parlare al cuore e di trasmettere serenità.
Arte e musica, ancora una volta, hanno dimostrato di saper andare oltre le aule scolastiche e i palcoscenici, diventando strumenti di relazione, cura e speranza.
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