Una delegazione della PBA Palestinian Bar Association ha incontrato i colleghi messinesi a Palazzo Piacentini per avviare un’intesa su formazione professionale e promozione di rapporti internazionali
Promozione e sviluppo dei rapporti internazionali in tema giustizia, equo processo e riconoscimenti di diritti fondamentali, scambio di esperienze e buone pratiche per una migliore organizzazione della vita consiliare, formazione professionale con particolare attenzione ai diritti umani: sono alcuni dei punti chiave del gemellaggio che nascerà tra l’Ordine degli Avvocati di Messina e il corrispettivo palestinese. Ieri una delegazione della PBA Palestinian Bar Association,
Il presidente Santoro ha illustrato ai colleghi palestinesi compiti e funzioni del Consiglio, anche in una prospettiva europea ed internazionale, soffermandosi poi sul ruolo tecnico e sociale dell’avvocatura nell’ordinamento giuridico italiano: “L’Avvocatura messinese ha apprezzato le attività poste in essere dall’Avvocatura palestinese – ha detto Santoro – a tutela e garanzia del diritto di ciascun difensore di sottostare ad una normativa ordinaria e democratica, che consenta ad ogni avvocato di tutelare gli interessi di ogni cittadino. Occorre evitare altresì che la politica possa generare norme straordinarie in violazione dei principi generali, disattendendo il principio di separazione dei poteri e prevaricando l’attività del legislatore ordinario”.
Ferma la volontà di avviare una costante cooperazione: “Oggi abbiamo compiuto un primo, importante, passo verso una concreta collaborazione tra i nostri ordini – ha evidenziato Cappuccio – non si tratta di una semplice attestazione di vicinanza, che pure abbiamo sentito di esprimere ai colleghi palestinesi, ma l’avvio di un percorso congiunto di crescita, umana, culturale e professionale, in vista delle future sfide che attendono l’avvocatura italiana, europea ed internazionale”.
L’intesa riguarderà vari ambiti: dalla formazione professionale in qualsiasi settore del diritto allo scambio reciproco di conoscenze per assicurare il necessario supporto ai rispettivi Iscritti, affinché gli stessi possano esercitare liberamente la professione forense, anche grazie al coinvolgimento di altri Ordini forensi territoriali e degli Organi nazionali e sovranazionali di rappresentanza dell’avvocatura. Karaja e Saaide, nel ringraziare l’Ordine per l’incontro e l’accoglienza, sono rimasti particolarmente affascinati da Palazzo Piacentini, luogo simbolo di giustizia e presidio per la difesa dei diritti umani.
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