Un gesto silenzioso, compiuto in un momento drammatico, diventa per Leon Zingales l’occasione per parlare dei giovani e per ribaltare una narrazione che, troppo spesso, li descrive attraverso stereotipi e giudizi sommari.
Il dirigente dell’Ufficio scolastico di Messina ha incontrato all’IIS “Jaci–Duilio” Giulia Trifirò, la giovane che il 28 giugno scorso, a Torre Faro, rimase accanto a Giulia Scimone, stringendole la mano fino all’arrivo dei soccorsi. Zingales ha voluto incontrarla personalmente per ringraziarla. Un momento semplice, ma dal forte significato umano ed educativo.
«Spesso si parla dei giovani con troppa superficialità, dipingendoli in modo sbagliato – scrive il provveditore –. Ma la realtà che incontriamo ogni giorno nelle nostre scuole è ben diversa».
È proprio il comportamento di Giulia Trifirò a diventare, nelle parole di Zingales, il simbolo di una generazione che non sempre riesce a trovare spazio nel racconto quotidiano.
«La storia di Giulia è la dimostrazione che i nostri ragazzi hanno radici salde, un cuore immenso e un senso della responsabilità che fa ben sperare per il futuro. Non sono come spesso vengono raccontati: sono il volto migliore della nostra società».
Parole che vanno oltre il singolo episodio.
Il messaggio del provveditore chiama in causa anche il ruolo della scuola, luogo nel quale i giovani non acquisiscono soltanto conoscenze, ma costruiscono relazioni, responsabilità, attenzione verso gli altri e senso di comunità. In un tempo in cui a fare notizia sono spesso episodi di violenza, disagio o indifferenza, Zingales sceglie così di mettere al centro un’altra immagine: quella di una ragazza che, davanti a una situazione difficile, non si allontana. Resta. Offre la propria presenza e una mano da stringere.
Il pensiero conclusivo è rivolto alla famiglia di Giulia Scimone: «Il nostro pensiero e la nostra vicinanza affettuosa continuano ad andare alla famiglia di Giulia». E forse è proprio questo il senso più profondo dell’incontro al Jaci–Duilio: raccontare anche i giovani che aiutano, che si assumono responsabilità e che, senza clamore, sanno esserci quando conta davvero.
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