Studiatamente vestito, perfino un po’ leccato, l’uomo Gucci è “un seduttore vanitoso e stiloso” sottolinea la designer che vorrebbe proprio “incontrarne di personaggi così vestiti”. Gente che usa i pantaloni un po’ svasati, la camicia rosata e la cravatta a riguadri con il maglioncino stretto, anche sotto l’abito sartoriale in un marrone indefinito. Uomini mai ‘sbracati’, mai casuali, che scelgono sciccosi cappotti, anche di castoro rasato, e borsoni in cinghiale lavato, naturalmente con le proprie iniziali, non con quelle del marchio.
Ma la rassegna milanese del pret-a-porter maschile (oggi è l’ultima giornata) ieri ha messo in evidenza anche la maglieria. Quasi nessuno si è sottratto al fascino del materiale più confortevole che la moda conosca per le stagioni più fredde. Maglioni a collo alto e a maniche cortissime, color aragosta o menta, per spezzare il nero e il blu dei capi spalla (ancora di maglia) della collezione Bikkembergs, stavolta dedicata al cannottaggio. Bellissime le lavorazioni agugliate e a taglio vivo di Iceberg, per un gaucho metropolitano. In scena anche Pringle of Scotland (196 anni di vita, la più antica maglieria europea) con il maglione-cappotto di cashmere a 16 fili, e la nuova collezione Ballantyne (nuovo stilista è Yossi Cohen) che propone piumini doppiati in maglia e reversibili. Ma, sempre da Ballantyne, ci sono i nuovi pullover a grossi punti, in lana ‘normale’ e a prezzi più ragionevoli, mentre il cashmere doppia il trench in taffetas tecnico cangiante sul blu.
Soprabiti a tricot anche da John Richmond che, in versione post-punk, presenta piumini con maniche di maglia. Di Gucci si é detto, ma va notato che gli spezzati si portano con girocollo di cashmere e pull di angora e che la maglieria più preziosa annovera l’astrakan sferruzzato. Daniele Silvestrini oltre alla pelliccia ecologica da uomo consiglia di abbinare sempre la maglieria al vestito completo. Infine, Milano è sempre un insieme di temi: mentre Moschino si dà alla mischia del rugby, porta in passerella le giacche con le impronte di scarpe infangate e stampa ‘mens sana in corpore sano’ perfino sulle camicie, D&G si ispira al cantante e producer Pharrell Williams: la collezione più giovane di Domenico Dolce e Stefano gabbana è molto pop, con alte sneaher e basso cavallo dei pantaloni, il tutto sempre coloratissimo. (ANSA).
Fino ad oggi saranno presentate a Milano (per la prima volta nel centro della città, a Palazzo Giureconsulti) 87 collezioni: 39 le sfilate per 36 marchi, 33 le presentazioni per 32 brand e 16 le presentazioni su appuntamento.
Il calendario si è aperto con la sfilata di Corneliani e si chiuderà con quella di Gazzarrini, con ritorni in passerella importanti come quelli di Alexander Mc Queen, Carlo Pignatelli, Jil Sander, Missoni e Moschino, oltre al debutto di Franck Boclet.
In città ci sono 10.000 operatori del settore provenienti da tutto il mondo e un migliaio di rappresentanti dei media da 26 paesi.
Oltre che in passerella, l’uomo è “in mostra” anche alle pareti, nelle esposizioni ‘Men in Italy’ della camera della moda italiana e ‘Uomini’ organizzata da Dolce e Gabbana.(ansa)
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