PIRAINO MARE – Fuori sei famiglie


Il comune di Piraino, dopo le polemiche e le contestazioni degli ultimi giorni, ha deciso per la chiusura dell’area in cui sorge il Residence Piraino Mare. Una scelta quella dell’amministrazione che di fatto pone zona off-limts quella occupata da sei fabbricati. Da oggi i proprietari non possono più accedervi. Una mossa vincente?

Una decisione che per molti non è assolutamente una sorpresa, era nell’aria, – prevedibile – quasi una conseguenza dopo l’ultima denuncia degli abitanti di quel complesso residenziale, tra Calanovella e L’Airone, che negli anni ’90 poteva considerasi  uno dei residence più “esclusivi” del territorio, proprio a ridosso del mare, in ‘area di grane interesse te d’espansione turistica e il sopralluogo della Protezione Civile..

Oggi quel sogno di sviluppo turistico, ombra di se stesso, è a rischio erosione, con le mareggiate, che giorno dopo erodono la costa, ed ora anche muri, terrapieni e strada.

Di fatto le villette di quel complesso residenziale sono sempre più a rischio crolli come lo è stata nel tempo anche la strada che passa tra queste costruzioni e la battigia.

Gina Maniaci, il sindaco di Piraino, dopo attese e silenzi, poco incline a dar seguito alla sentenza del tribunale di Patti che ha disposto che lo stesso Comune e la Regione sono responsabili degli atti di reintegro dei luoghi e delle azioni di messa in sicurezza delle stesse abitazioni e della viabilità, ora ha attuato un provvedimento drastico.

Per la dottoressa Maniaci visto che “Non appaiono imminenti i tempi di realizzazione delle opere di salvaguardia” il provvedimento adotatto è l’unico mezzo per salvaguardare chi ci abita o transita da lì, ma di certo nè abitazioni è strutture.

Per il resto si vedrà. Quando si potrà.

Insomma disco vedere, impotenti, all’azione dirompente dei marosi.

Ovviamente tanto sconcerto stamani tra gli abitanti delle villette ai quali toccherà  l’onere di “porre in essere tutte le attività necessarie per impedire a chiunque l’uso e l’accesso” della zona interessata.

Praticamente “cornuti e mazziati” dovranno anche provvedere, oltre a guardare la case portate via dal mare, anche all’apposizione di divieti, catene, segnalazioni e lampeggianti.. e per loro non è ancora finita.

Ma allargando l’obiettivo sulla notizia c’è da dire che quest’incubo i residenti  se lo stanno vivendo, ormai da anni, nella sostanziale indifferenza degli enti pubblici e a parte le sei abitazioni coinvolte direttamente dall’ordinanza sindacale, sono una quarantina le famiglie interessate anche se alcune marginalmente alla problematica causata anche da una scellerata gestione del territorio.

Di recente alcuni titolari degli appartamenti avevano deciso di rivolgersi al tribunale di Patti per veder tutelare i propri diritti.

E qui lo scorso ottobre videro accolte  in pieno le loro richieste avanzate tramite gli uffici dell’avvocato Maria Sinagra.

Emanuela Lo Presti – giudice di Patti – infatti intimò al Comune di Piraino ma anche al Demanio Marittimo di porre in essere ogni misura atta ad assicurare la sicurezza ai residenti.

Nell’assoluto immobilismo arrivò sui luoghi – la settimana prima di Pasqua –  il sopralluogo dei tecnici della Protezione Civile.

Bruno Manfrè, – responsabile della protezione civile provinciale – non ha avuti nè dubbi nè remore intimando, immediatamente, al sindaco di Piraino di intervenire al più presto.

L’amministrazione ha di fatto ora dato scacco matto ai marosi. L’ha fatto in due mosse. La prima presentato reclamo contro i provvedimenti giudiziari (reclamo da discutere il 4 aprile), la seconda con l’ordinanza di oggi, ordinando lo sgombero.

Fatti.

 

Redazione Scomunicando.it

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