Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’ass. Tutela Ambiente e Territorio circa la realizzazione della centrale di compressione di Monforte San Giorgio. Di seguito il documento

TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
DIREZIONE GENERALE PER LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE
Via Cristoforo Colombo, 44
Indirizzo PEC DGSalvaguardia.Ambientale@PEC.miniambiente.it
E-mail: dpn-dg@minambiente.it 00187 – ROMA
AL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
Direzione Generale per la Qualitàe la Tutela del Paesaggio l’Architettura
e l’Arte Contemporanee – Servizio II – Qualitàdel Paesaggio
Via di S. Michele, 22
E-mail: dg-paac@beniculturali.it - dg-a.tutela@beniculturali.it 00153 – ROMA
Spett/le Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente
Servizio Valutazione di Impatto Ambientale
Via Ugo La Malfa, 169
E-mail: nzuccarello@artasicilia.it – fcozzo@artasicilia.it 90146 – Palermo
Spett/le Provincia Regionale di Messina       Assessore Territorio
Via San Paolo
E-mail: presidenza@provincia.messina.it – g.duca@provincia.messina.it 98122 – Messina
Spett/le Sindaco del Comune di Monforte San Giorgio
Via Immacolata, 2
E-mail: ammin.monforte@tiscali.it 98041 – Monforte San Giorgio (Me)
SPEDITE R.A.R. IL 16-07-2009
Oggetto: Integrazione Volontarie al S. I. A. per ottimizzazione progettuali della Centrale di Compressione
e Terminale di Monforte San Giorgio – Fraz. Marina (ME) – Modifiche del Tracciato che collegano
il terminale di partenza all’interno della centrale e le condotte sottomarine.
–   Avviso del 19 Maggio 2009
Ai sensi degli artt. 24 e 25 del d.lgs 16.01.2008 n. 4 e succ. modifiche od integrazioni, la T.A.T. (Tutela Ambiente & Territorio), nella Persona del suo Presidente e Vice Presidente, produce le Osservazioni sulla CompatibilitàAmbientale della “Iniziativa Sealine Tirrenica†–* Monforte Marina (Me) – Policastro Bussentino nel comune di S. Marina (SA)*.
A – Propedeutica
La nostra Associazione, ha fra i suoi scopi, la Tutela dell’Ambiente & del Territorio, soprattutto quelli ad alta qualitàdi rischio per inquinamento atmosferico e per dissesti generati da ingiustificata speculazione territoriale e/o interessati da gravi squilibri urbanistici per mancanza o inadeguatezza di strutture e servizi urbani primari e secondari.-
Il territorio interessato dagli interventi descritti nel documento citato in oggetto presenta un quadro molto complesso determinato da un uso disordinato e fortemente degradato, oltre alla contiguitàcon l’Area ad Alto rischio di Crisi Ambientale a suo tempo decretata ed oggetto della indagine epidemiologica commessa dalla Regione Sicilia alla O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità), i cui risultati seppur parziali mostrano lo stato di sensibilitàdei luoghi per effetto degli insediamenti esistenti.
A miglior intelligenza si ricorda che, il decreto si rese necessario per il rilevante incremento di decessi per neoplasie e numerosi casi di malattie croniche respiratorie, la O.M.S. venne coinvolta quando si verificò anche un caso di sclerosi multipla amiotrofica laterale, ed oggi i casi sono almeno quattro.
Tutti casi generati da un ambiente malato, per effetto dei veleni immessi in atmosfera dalle industrie pesanti della zona, e quasi nulla sappiamo dello stato del suolo e sottosuolo.
Un alto degrado fisico generato da un incontrollato e disordinato sviluppo, più occasionale che pianificato, e quello che è peggio che tutto ciò è altamente visibile e percettibile al più semplice dei cittadini.
Vi è ancora che il controllo dei parametri fondamentali non avviene, e che non si ha certezza del livello di inquinamento, tuttavia dalla conferenza dei servizi, nell’occasione della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale, per la Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela, sono emersi valori tutti fuori soglia compresi quelli del passato a cui la presente procedura fanno riferimento.
Tale sintetico quadro descrive una allarmante realtà, con alto degrado fisico territoriale, e grave crisi di rischio ambientale, e l’intervento per cui si richiede la valutazione poco si concilia con le preesistenze e con il sistema antropizzato.
La infrastruttura tecnologica della Centrale di Compressione, con annessi e connessi, nel sito di Monforte Marina è fortemente impattiva ed accresce ulteriormente il degrado fisico e limita ulteriormente altre forme di sviluppo socio economico, configurando in modo concreto il danno esistenziale.
B – Sealine e Centrale di Compressione e Tracciato a Condotte Sottomarine
Osservazioni :
A – L’opera pur utile, come tutte le infrastrutture a sostegno dello sviluppo, nel sito scelto concorre ad aggravare lo stato di degrado fisico di quel territorio –
B – La Centrale di Compressione prevista a Monforte San Giorgio in area compresa nella fascia marittima di particolare importanza per futuri sviluppi, socialmente più necessari rispetto a quello tecnologico, compromette in modo irreversibile tale possibilità–
C – L’impatto della sealine, nelle conclusioni del documento è indicato come insignificante, anzi impatta di più l’operazione cantiere che l’esercizio della Sealine tale valutazioni è strumentale –
D – Il sito della Centrale di Compressione nel Comune di Monforte San Giorgio, impegna una superficie di 25 ettari, zona foce Niceto, interessata dalle coltivazione delle famose e autoctone “smergieâ€Â-
E – L’impatto della Sealine riguarda principalmente le attivitàmarittime, nella parte a terra genera delle fasce di rispetto che dovrebbero essere compatibili con la pianificazione, di ciò non viene fatta menzione, come pure non si capisce a che profonditàla condotta viene interrata-
F – Il rischio esplosione per errore tecnico o per atti terroristici è possibile, a fronte di ciò non si capisce con quale organizzazione di protezione civile si intende garantire la sicurezza ed incolumitàdei sistemi abitati-
G – L’opera produce un effetto altamente negativo sul valore immobiliare esistente, impedisce lo sviluppo urbano e limita fortemente gli interventi di riqualificazione edilizia. Tale fenomeno nella V.I.A. non viene neanche considerato –
H – L’opera genera un compromissione delle attivitàalberghiere esistenti, delle attivitàcommerciali diffuse sul territorio, in sintesi genera in grave danno sociale ed economico –
I – La Centrale di compressione Gas non è ad emissioni zero, quindi aggrava lo stato di inquinamento atmosferico.
La V.I.A. redatta si limita alle conseguenze nello stretto limite di area necessaria alla formazione sia della gasline che della centrale, quando invece andrebbe estesa al contesto ad esso interconnesso edÂÂ
in modo compiuto valutare cosa accade in un contesto funzionale per effetto della trasformazione,od eventualmente valutare, come opportunità, la formazione di opere che quei territori necessitano per
un funzionale riequilibrio e riassetto o, nel caso di specifico degrado per contrastare il degrado stesso, e perché no, garantirsi un incoming annuale per opere di miglioramento funzionale di qualitàurbana ed ambientale, oltre alle varie forme di scurezza in caso di evento negativo-
Conclusioni
Avendo analizzato la documentazione si ritiene di osservare:
a)   La centrale di compressione non è a zero emissioni e produce forti alterazioni ambientali con ulteriore grave squilibrio territoriale;
b)   Non è garantita la protezione dei sistemi urbanizzati in caso di eventi negativi;
c)   L’intervento limita ulteriormente altre forme di sviluppo, condannando la intera zona a destinazione prettamente industriale in un momento in cui la evoluzione socio economico spinge verso lo sviluppo di qualitàturistica;
d)   L’opera è stata valutata su un impatto territoriale ridotto, l’impatto deve essere esteso su scala provinciale;
e)   Non vengono espresse le forme di garanzie reali sulla sicurezza, sulla non nocivitàe sulla non pericolosità;
f)   Non vengono previste forme risarcitorie per il danno esistenziale prodotto alle attivitàeconomiche presenti sul territorio, tanto meno al minor valore del sistema patrimoniale ed alle forme di limitazione dello sviluppo urbano;
g)   L’opera inoltre coinvolge nel processo di trasformazione territoriale non solo il Comune di Monforte San Giorgio, ma anche i comuni della Valle del Mela.
La nostra Associazione spera in un forte coinvolgimento delle Istituzioni Nazionali, locali, Provinciali e Regionali, al fine di porre a freno l’uso generalizzato ed indiscriminato del territorio, senza un preventiva pianificazione strategica degli insediamenti infrastrutturali di qualitàindustriale e tecnologica, nel rispetto del criterio della sostenibilitàe sussidiarietàed esprime la propria disponibilitàalle iniziative di ispirazione popolari, che rivendichino il confronto democratico e civile con le istituzioni, per la crescita e lo sviluppo consapevole –
Auspica inoltre, un risveglio critico sulla grave situazione della Valle del Mela, per trovare soluzioni conciliabili con gli interessi di tutti, con lo strumento dello sviluppo partecipato e condiviso, senza porre il ricatto occupazionale ovvero nelle condizioni della pari dignità.
Propone la massima diffusione della problematica, il pieno coinvolgimento di tutti al fine di trovare soluzioni nel rispetto degli interessi di tutti.
Milazzo lì 16 Luglio 2009
Il Vice Presidente T.A.T.
Arch. Salvatore Crisafulli n. q.


