Presentato questa mattina nella sede CO.M.EDIL il progetto che affianca alla realizzazione di un impianto fotovoltaico da circa 100 kWp un modello di condivisione dell’energia aperto a lavoratori, famiglie, scuole e territorio.
Basilio Ricciardello: «Vogliamo fare i fatti e restituire qualcosa alle persone che ogni giorno credono e lavorano nella nostra azienda».
Giuseppe Frusteri: «L’energia condivisa può diventare un beneficio concreto anche per chi vive una situazione di difficoltà».
L’ingegnere Yuri Festanio ha illustrato il percorso progettuale, innovativo e tecnico dell’intervento.
Non soltanto pannelli fotovoltaici sul tetto di un’azienda.
Il progetto presentato questa mattina a Brolo da CO.M.EDIL che sarà realizzato dalla Nebrodi CER prova a spostare più avanti il concetto stesso di transizione energetica: produrre energia pulita, utilizzarla nell’attività aziendale e trasformare quella eccedente in un valore da condividere con lavoratori dell’azienda, famiglie e territorio. Nella sede CO.M.EDIL ne hanno parlato il CEO Basilio Ricciardello, il presidente di Nebrodi CER Giuseppe Frusteri e l’ingegnere Yuri Festanio, responsabile della nuova progettazione. A introdurre l’incontro Massimo Scaffidi, che ha evidenziato soprattutto la particolarità dell’operazione: partire da un investimento aziendale per costruire attorno ad esso un progetto capace di coinvolgere una comunità. Un progetto ha detto esportabile e per questo una prossima tappa sarà quella di coinvolgere le amministrazioni del comprensorio e le aziende per fare una vera e proprio comunity.
Il punto di partenza è un impianto fotovoltaico di circa 100 kWp sulle coperture della nuova sede della CO.M.EDIL di Brolo. Una parte dell’energia prodotta sarà utilizzata direttamente dall’azienda, mentre quella non autoconsumata entrerà nel meccanismo della Comunità Energetica Rinnovabile.
Ma sono soprattutto le ricadute sociali ad aver caratterizzato la presentazione.
Frusteri: «Dall’azienda alla comunità»
«Andremo a coinvolgere la comunità partendo dall’azienda – ha spiegato Giuseppe Frusteri – coinvolgendo scuole, cittadini, Comune e, attraverso gli strumenti disponibili, anche persone che si trovano in condizioni di difficoltà energetica».
Nebrodi CER porta nel progetto le competenze legate alla gestione della comunità energetica e punta anche su strumenti innovativi per trasformare il beneficio generato dall’energia condivisa in qualcosa di percepibile nella vita quotidiana.
Frusteri ha parlato della tokenizzazione dell’energia, chiarendone il significato pratico: una parte del valore maturato attraverso la condivisione potrebbe essere riconosciuta sotto forma di punti o benefici spendibili per servizi e necessità quotidiane, secondo il modello che sarà definito dalla comunità.
«Può significare – ha spiegato – avere un beneficio da utilizzare anche per acquistare beni di prima necessità o contribuire al pagamento della bolletta».
Non una moneta virtuale o un investimento finanziario, dunque, ma un sistema pensato per provare a far circolare sul territorio una parte del valore prodotto dall’energia.
C’è poi la componente di utilità sociale prevista nel modello delle comunità energetiche. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che una parte dei benefici possa raggiungere anche situazioni di fragilità e povertà energetica.
I bambini per primi. Infatti il progetto guarda anche alle scuole.
Nebrodi CER intende avviare un percorso di sensibilizzazione rivolto ai più piccoli, spiegando in maniera semplice cosa significhino energia rinnovabile, risparmio e soprattutto condivisione.
«I bambini sono per natura gli elementi più belli e più puliti – ha detto Frusteri – e allora perché non partire proprio dalle scuole per insegnare cosa significa condividere e risparmiare energia, dando nello stesso tempo utilità al territorio?».
La prospettiva è quella già delineata attraverso “Dina + Neo – L’energia che diventa comunità”: partire dal bambino, entrare nella famiglia e, attraverso la famiglia, allargare la consapevolezza alla comunità.
Anche la tempistica scelta ha un valore simbolico. L’auspicio espresso durante l’incontro è arrivare entro Natale a illuminare l’albero con l’energia pulita prodotta dall’impianto CO.M.EDIL.
Festanio: dal sole un’opportunità concreta
L’ingegnere Yuri Festanio, responsabile della nuova progettazione, ha riportato il confronto anche sulla concretezza tecnica dell’intervento. L’idea è utilizzare una risorsa immediatamente disponibile, il sole, trasformandola attraverso il fotovoltaico in energia utile prima all’attività produttiva e poi, per la quota condivisibile, al territorio.
Un progetto che si lega al percorso di trasformazione dell’azienda e alla volontà di utilizzare tecnologie più efficienti anche nel mondo dei mezzi e dei cantieri.
Il principio resta semplice: produrre, autoconsumare e condividere ciò che resta, facendo dell’impianto non un elemento isolato ma il primo tassello di una rete più ampia.
Ricciardello: «Prima i nostri collaboratori»
È su questo terreno che Basilio Ricciardello ha voluto imprimere al progetto una caratterizzazione fortemente aziendale e sociale.
CO.M.EDIL utilizzerà una quota consistente dell’energia prodotta, mentre la parte restante potrà essere immessa nella configurazione della comunità energetica. E tra i primi destinatari del modello di condivisione ci saranno proprio i lavoratori.
«La nostra idea – ha spiegato Basilio Ricciardello – è condividere con i nostri collaboratori, con le nostre famiglie e con il territorio».
Il progetto diventa così anche una forma di welfare energetico aziendale. Non soltanto ringraziare a parole chi lavora ogni giorno nell’impresa, ma provare a trasformare l’investimento energetico in un vantaggio concreto che possa incidere anche sulla bolletta domestica.
«Ringraziare durante una conferenza stampa le persone che lavorano per noi è facile. Fare i fatti è più difficile. Questo può diventare qualcosa di concreto per le persone che credono nell’azienda e ogni giorno si spendono per essa». È uno dei passaggi che meglio definisce la filosofia dell’operazione.
Una scelta iniziata anni fa. Ricciardello ha ricordato come la svolta ambientale di CO.M.EDIL non nasca con l’impianto fotovoltaico. Lo racconta anche il documento “CO.M.EDIL – Green the Future” presentato in occasione dell’incontro: «Una scelta iniziata anni fa. Un impegno che continua».
L’azienda ha progressivamente introdotto una maggiore attenzione nella gestione dei rifiuti, degli oli, dei processi interni e delle tecnologie utilizzate, guardando anche all’elettrificazione dei mezzi e dei cantieri. Ma anche utilizzando nel parco dei mezzi veduti una particolare attenzioni ai prodotti “green” Una vera e proprio rivoluzione commerciale e culturale.
«Non è facile stare al passo con i tempi, rispettare le normative e gli standard che ci vengono richiesti – ha osservato Ricciardello – ma proprio questi standard ci hanno permesso di crescere e di capire prima in quale direzione sta andando il mondo».
Una trasformazione che il CEO attribuisce anche al lavoro dei collaboratori: «Sono le persone che ogni giorno lavorano con noi ad avere fatto la differenza».
Quasi sessant’anni di storia, pensando ai prossimi
Nel ragionamento di Ricciardello entra inevitabilmente anche la storia dell’azienda.
CO.M.EDIL si avvicina ai sessant’anni di attività – mancano pochi mesi – e guarda già al passaggio nella nuova struttura. Ma il traguardo viene letto più come una nuova partenza che come un punto d’arrivo. «Non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti e i sacrifici fatti per arrivare fin qui. L’anno prossimo festeggeremo sessant’anni e questo, per me, non è un punto di arrivo».
Il rapporto personale e professionale con Giuseppe Frusteri, ha aggiunto Ricciardello, dura da circa vent’anni. Da quella conoscenza è nata una collaborazione che oggi trova nella CER un terreno nuovo.
«Sono molto attento nella scelta dei partner. Con Giuseppe c’è confronto, c’è sinergia, ma soprattutto c’è la voglia di stare insieme e creare altri progetti».
Brolo come laboratorio. L’ambizione, infatti, non si ferma ai cancelli dell’azienda.
CO.M.EDIL e Nebrodi CER intendono coinvolgere anche l’amministrazione comunale e progressivamente il comprensorio, cercando formule che consentano di estendere le ricadute del progetto. Ricciardello ha ricordato altre piccole iniziative nate negli anni a Brolo, come la cura di spazi pubblici, per spiegare una filosofia che ritorna: fare qualcosa e sperare che quel gesto diventi uno stimolo per altri. Ma ha citato anche il progetto che punta alla rigenerazione dell’area sottomarina intorno allo scoglio di Brolo.
«Abbiamo sempre cercato di coinvolgere e stimolare gli altri. Se quello che facciamo può spingere altre aziende a muoversi nella stessa direzione, ben venga. Cambiare la cultura del territorio sarebbe per noi motivo di orgoglio». Ed è forse qui che l’operazione presentata a Brolo trova la sua chiave più interessante.
Il fotovoltaico resta l’infrastruttura. La Comunità Energetica è lo strumento. Ma il progetto prova ad andare oltre entrambi, mettendo insieme impresa, lavoratori, famiglie, scuola, amministrazione e persone in condizioni di fragilità.
Un concetto riassunto anche nel documento presentato da CO.M.EDIL: «L’energia che produciamo oggi può diventare valore per il nostro domani. E, se la condividiamo, anche per quello degli altri».
La prima verifica arriverà presto. Ricciardello ha dato appuntamento a istituzioni, clienti e territorio per quando verrà accesa la prima lampadina alimentata dal nuovo impianto. Indicativamente, fra novanta giorni. Potrebbe essere l’occasione di accendere, a Natale, un albero green.


















