Attualita

ADDIO A NINNI PANZERA – Il cielo è triste sopra Messina…

– di Corrado Speziale –

All’interno della cattedrale, una folla commossa ha dato l’ultimo saluto ad uno dei grandi protagonisti della cultura e degli eventi cinematografici di Taormina e Messina degli ultimi quarant’anni, “anima” storica e segretario generale di Taormina Arte, morto improvvisamente sabato scorso. I ricordi e i sentiti apprezzamenti di tutti coloro che lo hanno conosciuto, hanno fatto da cornice ad una cerimonia speciale. Letti i messaggi di Gabriele Lavia: “Amico mio per sempre, ti voglio bene…” e Giuseppe Tornatore, con cui aveva un rapporto speciale: “Grazie amico mio per la fiducia e per l’affetto che non finirò mai di ricambiare”. Davanti al feretro, l’immagine del Messina Opera Film Festival, sua ultima creatura. L’uscita è stata accompagnata dalle note di “Nuovo Cinema Paradiso”. Alla fine, il passaggio dinanzi a quella che fu la sede della sua prima meravigliosa iniziativa cinematografica a Messina: il Circolo Milani.

Sabato pomeriggio, i settori culturali di Taormina, Messina, dell’intera Sicilia e anche oltre, assieme a tantissime persone, operatori, addetti ai lavori che lo hanno conosciuto e apprezzato, sono stati turbati dall’improvvisa e prematura scomparsa di Ninni Panzera, per decenni protagonista della scena culturale messinese e siciliana, dove ha sempre ricoperto ruoli di primo piano. Quando in un’organizzazione che riguardasse eventi culturali, ed in particolare cinema, figurava Ninni Panzera, qualità e successo erano garantiti. Ed insieme all’alto spessore culturale e artistico del suo operato, ciò che più conta, è che Panzera verrà ricordato anche e soprattutto per i modi gentili, il garbo, la disponibilità e l’eleganza per cui si è sempre contraddistinto. Inoltre, da esperto e titolato cinefilo, ha sempre “seminato” cultura e conoscenza specie tra le nuove generazioni. Se Taormina e Messina sono state spesso al primo posto in agende prestigiose di attori e registi di fama internazionale, lo devono proprio a lui. Con molti di loro intratteneva anche rapporti personali. Tra questi, Gabriele Lavia e Giuseppe Tornatore e tanti altri super protagonisti della scena teatrale e cinematografica nazionale e internazionale.

Non per niente, il saluto e l’omaggio che gli è stato tributato nella cattedrale di Messina, è stato l’ultimo evento tra gli eventi in cui spiccava il senso di gratitudine e di rispetto che si hanno per i grandi personaggi che segnano un’epoca.

Nel torrido pomeriggio di ieri, sotto un fortissimo sole la cui luce si rifletteva negli occhi lucidi di commozione nel ricordo di chi non c’è più, il cielo di Messina era triste: il richiamo è alla mitica pellicola di Wim Wenders, al cui cielo di Berlino, Ninni Panzera si ispirò, in un certo senso, nel dare il titolo al catalogo “Il Cinema sopra Taormina” del 2011, (ed. La Zattera dell’Arte), che egli ha curato, con la prefazione di Peppuccio Tornatore, in cui, in maniera straordinaria, documentò cento anni di luoghi, storie e personaggi dei film girati, per l’appunto, a Taormina.

Ninni Panzera a Messina è stato il fondatore e presidente per oltre vent’anni del cineclub, nonché storico circolo e saletta Milani; fondatore nel 1995 del Messina Film Festival e, dal 2023, fondatore e direttore artistico del Messina Opera Film Festival. A Taormina, oltre ad essere stato segretario generale e figura di riferimento di Taormina Arte dal 1987 al 2021, ha fondato la Casa del Cinema. Tra l’altro, fino al 2010 è stato anche docente a contratto di Storia del Cinema Italiano all’Università di Messina. Insomma, una figura unica e prestigiosa, che lascia un vuoto incolmabile.

Questa la sua storia essenziale, ma Ninni Panzera, fino a qualche giorno fa, prima di essere colto da un tragico destino, aveva in cantiere altre idee e progetti, sempre in divenire.

Così, ieri pomeriggio, l’ultimo saluto.

La cerimonia funebre è stata officiata da Don Roberto Romeo, presbitero diocesano, delegato arcivescovile per la Cattedrale.

“Se pensiamo alla vita di Ninni, non possiamo non vedere come la sua esistenza sia stata una costante ricerca della bellezza, dell’armonia, dell’incontro tra le persone”, ha detto il sacerdote, che dopo aver tracciato il suo profilo d’eccellenza si è soffermato sulle doti umane di Panzera: “I fatti che più lo hanno contraddistinto sono stati il silenzio, la riservatezza, la signorilità, l’esemplare umiltà. Ninni non amava i riflettori, preferiva stare dietro le quinte, lavorare nell’ombra, tessere relazioni, risolvere problemi con quell’equilibrio e quella gentilezza che tutti oggi gli riconoscono. Senza quel lavoro silenzioso – ha proseguito padre Romeo – molti dei grandi eventi che hanno reso Taormina la capitale internazionale dello spettacolo non avrebbero avuto la stessa forza e la stessa incisività. Il suo nome resterà legato in modo indissolubile a Taormina Arte, attraversando stagioni prestigiose e momenti complessi, ma vissuti sempre con assoluta abnegazione. Dietro la meraviglia del Teatro antico, le ormai storiche produzioni e collaborazioni con grandi artisti e maestri, c’era la sua competenza e la sua fitta rete di amicizie. La cultura per Ninni non è mai stata esibizionismo, ma uno strumento di crescita personale e collettiva. Oggi nel giorno delle sue esequie, questa verità va ricordata”. Ancora sul carattere del compianto uomo di cultura, in rapporto al suo volume di lavoro, con ciò che ne consegue: “Egli non ha mai umiliato nessuno.  È stato un tessitore di anime. La sua statura intellettuale l’ha mostrata sin da giovane. È stato un uomo libero di mente e di cuore. Ha scommesso sulle giovani generazioni. Su quei giovani che tanto amava e con i quali stabiliva una forte empatia. I giovani li vedeva concretamente nella loro freschezza, nella loro bellezza, nei loro sogni, nelle loro aspirazioni. Finanche nelle loro fragilità, che generano vita. Oggi per suo tramite la cultura solleva l’animo umano verso l’infinito. Il cinema, il teatro, la musica, sono linguaggi che parlano all’anima, frammenti di quella bellezza eterna che per chi crede porta lo stesso nome di Dio: amore”. La conclusione, con appropriate metafore: “Ora che il sipario della sua vita terrena si è chiuso, si apre per lui il palcoscenico della Celeste Gerusalemme. Lì non ci sono scene da allestire…C’è la luce della Resurrezione. La preziosa eredità di Ninni vive nei festival che ha ideato, nelle istituzioni che ha rafforzato, e nel cuore di quanti hanno scoperto l’arte grazie a lui. Ma vive anche nel ricordo di un uomo eccezionale che ha saputo fare della sua vita un capolavoro di bellezza”.

Simona Celi, direttrice artistica di Taormina Arte, ha letto il messaggio di Gabriele Lavia, in cui quest’ultimo descrive una foto di Taormina esposta in casa sua, che lo ritrae insieme a Ninni Panzera, durante una delle loro proverbiali colazioni: “Un momento bellissimo della mia vita e della nostra amicizia”, scrive il maestro al compianto amico messinese. “È il ricordo di un periodo complicato ma felice, in cui si tentò con un lavoro bestiale di trasformare Taormina nella capitale estiva del teatro italiano. Riuscimmo con la tua passione a fare un lavoro enorme. Alla fine del festival eravamo distrutti, e tu più di tutti, perché dovevi fare i conti e dicevi sempre che i conti devono tornare, pur sapendo che in teatro i conti non tornano mai”. L’affetto e la commozione di Lavia:” Ci siam sentiti sempre, fino a pochi giorni fa, ma ora, in questa brutta ora in cui ci hai lasciato, i conti davvero non tornano. Amico mio per sempre, adesso non ci sei più tu a sistemare le cose… Ti voglio bene, Ninni, questo lo sai”.

Simona Celi si è poi espressa personalmente con una lettera e a nome della “famiglia” di Taormina Arte: “Nel senso di sgomento che abbiamo tutti, nel dolore e nella certezza di una grande perdita, voglio parlare anche di tutto quello che resta. Tu sei ovunque. La famiglia culturale che hai creato è vastissima. A te si deve la vita di questa figura mitologica che è diventata Taormina Arte, cresciuta in tutto il mondo. Eravamo tutti ragazzi e nasceva una delle postazioni culturali più belle e forti d’Europa, grazie a te che hai accolto, creato, immaginato, sostenuto artisti, idee, visioni straordinarie, cambiando per sempre la faccia di un luogo che da semplicemente turistico ha avuto un’anima. Ecco, tu sei quell’anima, e sei in me e nella crescita di tutti noi, in tutte le persone che in questi anni hai preso da ragazzi e fatto diventare adulti con il tuo stile arguto e pacato e il tuo amore incondizionato per questa creatura e per la cultura”. La descrizione delle qualità umane e professionali con l’esempio e l’eredità che lascia: “Mai improvvisato, mai fuori contesto, mai impreparato. Sei in tutti gli amici con cui hai involontariamente lasciato un seme. Sei nei grandi artisti che hai accolto, nei piccoli che hai sostenuto e in tutti coloro cui hai dato ascolto senza mai negarti. Sei in milioni e milioni di spettatori a cui hai regalato teatro, danza, musica, meraviglia, unicità di pensiero e nutrimento. Sei l’opportunità che il territorio ha avuto di essere trasformato. Sei il vanto dell’incorruttibilità e della rettitudine. Chissà quante volte hai affrontato problemi, sconfitte, dolori, ma c’era anche un nuovo progetto da fare e una nuova idea da curare. Chissà quante volte hai gioito vedendo il pubblico riempire i teatri, le sale, i luoghi cui hai dato vita. Quella vita e quell’anima restano esattamente dove li hai messi tu. Resta tutto, ora e per sempre. Resta la speranza e che la cultura sia ciò che vince sull’oscurantismo. E che i tuoi semi fioriscano in nuovi progetti e in nuovi esseri umani. Resti tu con noi e la gratitudine del mondo del teatro, del cinema, della musica che oggi applaude un suo eroe. Resta la rivoluzione pacifica che hai seminato ovunque. Resta la nostra famiglia di Taormina Arte che spera di assomigliare sempre al suo creatore e che tiene tra i denti la propria identità, il potere della cultura autentica, che tutto trasforma, e il senso del futuro, esattamente con l’integrità che hai lasciato. Questa è la nostra promessa”.

Daniela Tornatore, giornalista e scrittrice, ha letto il messaggio del fratello, il Premio Oscar Peppuccio Tornatore: “Caro Ninni, con te in un improvviso che ci lascia sgomenti, va via un modo di essere non troppo diffuso in questi tempi bui. La tua gentilezza, la tua discrezione, la tua calma determinazione, resteranno una lezione per tutti noi che come te amiamo allo stesso modo la pace e il cinema. Grazie amico mio, per la fiducia e per l’affetto che non finirò mai di ricambiare. Che la terra ti sia lieve…”

 

Redazione Scomunicando.it

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