C’è un filo invisibile, ma straordinariamente robusto, che unisce la ricerca spirituale all’espressione estetica nel panorama artistico dei Nebrodi. Questo filo torna a manifestarsi con forza e splendore nell’ultima creazione del Maestro Alfredo Iraci: un’opera d’arte totale, concepita come un vibrante e profondo omaggio all’universo ispirato alle opere di Rosetta Marino.
È lo stesso artista, originario di Galati Mamertino, cittadino del mondo, e da sempre voce libera, sensibile e poliedrica del nostro territorio, a confessare la genesi di questo lavoro:
“La Maestra Rosetta Marino mi ha saputo coinvolgere in questa straordinaria passione, un viaggio geometrico e spirituale che tocca le corde più intime dell’anima.”
L’opera, datata 2026 A.D., si presenta come un acrilico minuziosamente steso su un piatto in ceramica imprisa dal diametro di circa 44 centimetri, oggi parte di una prestigiosa collezione privata. Il supporto circolare non è casuale, ma accoglie e amplifica la simbologia ancestrale del Mandala. Il Maestro Iraci struttura la composizione partendo da un nucleo centrale d’oro lucente, una sorta di sole primordiale o di centro spirituale immobile. Da questo cuore d’oro si dipanano, in cerchi concentrici, costellazioni di punti bianchi, rossi e dorati che sembrano danzare sul fondo scuro.
Salendo verso il bordo esterno, il ritmo visivo si fa più serrato e ipnotico: Una corona di triangoli viola racchiude la complessa struttura geometrica centrale. Un’ampia fascia nera esterna ospita fiamme stilizzate tricolori (bianche, rosse e dorate) che guizzano verso l’esterno, quasi a simboleggiare l’energia vitale che si irradia dal centro verso l’universo infinito.
L’effetto finale è una mirabile sintesi estetica che icome scrive il critico Carmelo Lo Cicero ha saputo riassumere in tre parole chiave capaci di catturare l’essenza stessa della ricerca di Iraci: “Diversità, unità e perfezione.”
Un’osservazione a cui il Maestro ha risposto con la consueta e affettuosa immediatezza, sottolineando la costante vicinanza intellettuale dei suoi estimatori.
Il “Mandala” di Iraci ha immediatamente acceso il dibattito e l’ammirazione tra collezionisti e professionisti sensibili all’arte nebroidea. Tra i primi commenti di rilievo spicca quello dell’Avvocato Gino Pappalardo, che ha definito l’opera “bellissima”, aggiungendo una riflessione che va al cuore della poetica del Maestro:
“È soprattutto la sua Arte a impreziosire lo spirito di chi si relaziona con essa per qualsiasi ragione.”
Parole che certificano il ruolo di Alfredo Iraci non solo come esecutore tecnico d’eccellenza, ma come catalizzatore di emozioni e di spiritualità attraverso la materia cromatica.
Ancora una volta, le pagine virtuali di Scomunicando.it si confermano il palcoscenico ideale per raccontare queste straordinarie sinergie umane e culturali. La “scintilla” artistica trasmessa dalla Maestra Rosetta Marino ad Alfredo Iraci dimostra come l’arte non sia mai un esercizio solitario, bensì un continuo passaggio di testimone, un contagio di passioni sane che arricchiscono il nostro patrimonio culturale collettivo. Con questo piatto in ceramica, il Maestro Iraci non ha semplicemente dipinto un oggetto; ha donato al pubblico un frammento di armonia cosmica in un presente che ne ha costante bisogno.
Rosetta Marino, l’artista ispiratrice
“semplicemente che il Mandala è un cerchio che ha imparato ad abbracciare tutto e tutto, che anche il caos , se ordinato, diventa Bellezza . Semplicemente un viaggio nell’ Universo , dove ogni cosa è al suo posto.”
(Articolo a cura della Redazione)
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