Il Consultorio Familiare di Capo d’Orlando continuerà a garantire i propri servizi al territorio.
C’è stata anche una petizione popolare che ha raccolto oltre 1.200 firme.
Si chiude positivamente una vertenza che negli ultimi mesi aveva mobilitato cittadini, associazioni, organizzazioni sindacali e, soprattutto, un importante movimento spontaneo di donne nato proprio per difendere uno dei presìdi socio-sanitari più importanti del comprensorio.
La conferma arriva dalla CGIL, dallo SPI CGIL e dalla FP CGIL di Messina, che esprimono soddisfazione per la copertura del posto di ginecologia rimasto vacante dopo il pensionamento della specialista in servizio. Una soluzione che scongiura il rischio di una chiusura di fatto del Consultorio e consente al presidio di continuare a svolgere il proprio ruolo a servizio della comunità.
La mobilitazione era partita nel dicembre 2025 e si era rafforzata nei mesi successivi con una petizione popolare che ha raccolto oltre 1.200 firme.
Un percorso che ha visto in prima linea Donatella Ingrillì e Nino Cappa, insieme alla CGIL provinciale guidata da Pietro Patti, alla Funzione Pubblica CGIL diretta da Antonio Trino, allo SPI CGIL con la segretaria generale Pina Lontri e a Marcella Magistro, responsabile delle Politiche Sociali della CGIL Messina.
Ma il risultato raggiunto è soprattutto il frutto della determinazione delle tante donne che hanno dato vita a un movimento civico per difendere il consultorio, riconoscendone il valore non solo sanitario ma anche sociale e culturale. Un’azione collettiva che ha saputo sensibilizzare l’opinione pubblica e richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di salvaguardare un servizio essenziale per il territorio.
Da fine maggio 2026 il Consultorio di Capo d’Orlando prosegue dunque regolarmente la propria attività, garantendo tutte le prestazioni previste dalla legge istitutiva dei consultori familiari. Un presidio che serve un bacino di circa 26 mila abitanti e che solo nel periodo compreso tra gennaio e novembre del 2025 ha erogato oltre 7.000 prestazioni.
Tra i servizi offerti figurano assistenza alla maternità e alla paternità, tutela della salute della donna e dell’età evolutiva, visite ginecologiche, Pap Test, HPV-DNA Test, corsi di accompagnamento alla nascita, supporto psicologico e numerose attività di prevenzione e sostegno alle famiglie.
La soluzione individuata consentirà di garantire la presenza dello specialista ginecologo per nove ore settimanali. A questo si aggiunge un ulteriore elemento positivo: l’ostetrica sarà assegnata stabilmente alla struttura di Capo d’Orlando, assicurando una presenza quasi continuativa durante la settimana e migliorando ulteriormente la qualità dell’assistenza.
«Non registriamo soltanto il mantenimento del servizio, ma un vero e proprio rafforzamento del presidio consultoriale», sottolineano i rappresentanti della CGIL, evidenziando come la maggiore stabilità organizzativa stia già producendo un aumento delle richieste da parte dei cittadini.
I sindacati hanno inoltre espresso apprezzamento nei confronti del direttore generale dell’Asp di Messina, il dottor Cuccì, che, nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale sanitario e alle procedure concorsuali andate deserte, ha mantenuto l’impegno assunto nei confronti del territorio individuando una soluzione concreta.
La vicenda del Consultorio di Capo d’Orlando assume anche un valore simbolico. A cinquantuno anni dall’istituzione dei consultori familiari in Italia, questi servizi continuano a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la sanità territoriale, garantendo prevenzione, assistenza e vicinanza ai cittadini.
Per questo motivo la CGIL rilancia la necessità di investire maggiormente nella medicina di prossimità, rafforzando gli organici e valorizzando il ruolo dei consultori come strumenti indispensabili di tutela della salute, inclusione sociale e sostegno alle famiglie.
La storia del Consultorio di Capo d’Orlando dimostra che quando istituzioni, sindacati, associazioni e cittadini lavorano insieme è possibile difendere e rafforzare servizi essenziali per la collettività. E questa volta, a vincere, è stato un intero territorio.









