Un secolo di vita e dentro, quasi per intero, la storia di una comunità. Paolo Ricciardo Calderaro, per tutti “don Paolino”, storico fabbro di Brolo, compie oggi 100 anni. Un traguardo straordinario celebrato con la famiglia e con la visita del sindaco Giuseppe Laccoto, che gli ha portato gli auguri dell’Amministrazione comunale e dell’intero paese.
Ma raccontare i cento anni di don Paolino significa inevitabilmente raccontare anche un pezzo della Brolo che non c’è più e di quella che, proprio sotto i suoi occhi, è diventata il paese di oggi.
Perché don Paolino è stato per una vita il fabbro. Uno di quei mestieri che un tempo erano parte integrante della vita quotidiana e scandivano, con i loro rumori, persino le giornate di un paese. Prima, da ragazzo a farsi le ossa nelle botteghe degli altri, poi la “sua” la forgia in piazza Annunziatella, quindi quella sotto casa, in via De Gasperi doe copn i sacrifici di una vita aveva costruito un palazzo per lui e i suoi figli.
Il fuoco acceso, il ferro portato al rosso, il martello, l’incudine. Rumori e gesti antichi, ripetuti migliaia di volte con la sapienza di chi aveva imparato a conoscere il metallo e a dargli forma. Da quelle mani sono passati cancelli, ringhiere, inferriate, attrezzi e tanti lavori di carpenteria che hanno accompagnato materialmente la crescita di Brolo.
Mentre il paese cambiava, si costruivano nuove case, nascevano strade e quartieri e mutavano abitudini e necessità, il lavoro del fabbro continuava ad essere lì, necessario. E così, quasi senza volerlo, don Paolino ha lasciato qualcosa di sé anche nel paesaggio urbano di Brolo. I suoi lavori hanno accompagnato un paese in movimento.
In cento anni ha visto passare epoche diversissime. Ha conosciuto una Brolo più piccola, quella delle botteghe e dei mestieri, delle relazioni costruite sulla strada e nelle piazze, per arrivare a vedere un paese connesso e veloce, la Brolo di oggi. Ha visto cambiare il lavoro, le famiglie, le case, le automobili, il modo di comunicare e perfino quello di stare insieme. Una vita di relazione che lui ha vissuto appieno.
Eppure chi lo incontra ritrova ancora quel sorriso tranquillo e accattivante, quella serenità che sembra appartenere a un tempo nel quale le parole venivano pesate e il lavoro parlava spesso più delle parole. Oggi don Paolino è pienamente autonomo e conserva una straordinaria lucidità. Lo ha constatato anche il sindaco Giuseppe Laccoto che, facendogli visita, ha potuto ascoltare dalla sua voce episodi e ricordi della sua lunga vita e della storia brolese. Un dialogo che è diventato inevitabilmente un viaggio nella memoria.
Paolo Ricciardo Calderaro ha scelto di festeggiare il secolo di vita nella semplicità degli affetti familiari, circondato dalla figlia Vittoria, dal genero, dai nipoti e dai pronipoti. Sarebbe stato bello se ci fosse stato anche Antonio andato via dopo aver lotatto contro una malattia, breve ma implacabile, che non gli ha dato scampo. Il sindaco Laccoto ha sottolineando come cento anni rappresentino non soltanto un eccezionale traguardo personale, ma «un patrimonio di esperienza, memoria e valori da custodire e tramandare alle nuove generazioni».
Ed è forse proprio questa la fotografia più bella del compleanno di don Paolino. Un uomo seduto davanti a un secolo di ricordi e, dietro di lui, un paese profondamente cambiato. Da qualche parte, però, su un vecchio balcone, davanti a una casa o lungo una strada di Brolo, resiste ancora un pezzo di ferro lavorato dalle sue mani. È anche così che la storia di un uomo diventa, silenziosamente, storia di un paese.
Da Redazione giunga un “Buon compleanno, don Paolino”. Cento anni di vita, di lavoro.
Una prospettiva condivisa anche da ANCE Messina, che sostiene l’iniziativa (altro…)
ITALIA NOSTRA NEBRODI – Bene la campagna di ricerche archeologiche di Gioiosa Guardia
PATTI - Un mare di opportunità, evento per la valorizzazione del pesce dimenticato
CAPO D’ORLANDO - Tersicore Arte Danza sede ufficiale degli esami IDA: circa 70 ballerine in…
Il 16 settembre, alla Camera dei Deputati, la Fondazione Giuseppe Saragat, presieduta da Umberto Costi,…
Al Convento dei Frati Minori di Ficarra il gran finale della rassegna con “La Sciamana”,…