CHICO FORTI – Un altro passo verso una vita fuori dalle sbarre
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CHICO FORTI – Un altro passo verso una vita fuori dalle sbarre

  

arriva la semilibertà

Il Tribunale di sorveglianza ha accolto la richiesta dell’ex imprenditore trentino, condannato all’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio di Dale Pike e da sempre dichiaratosi innocente.

Dal maggio 2024 sconta la pena in Italia.

Potrà trascorrere le giornate fuori dal carcere di Montorio, continuando l’attività in un’azienda agricola, per rientrare la sera. Il prossimo passaggio sarà l’udienza per la libertà condizionale, fissata per il 24 febbraio 2027.

Per Chico Forti è un altro pezzo di libertà riconquistata. Non è ancora la fine di una storia giudiziaria e umana cominciata quasi trent’anni fa, ma certamente rappresenta uno dei passaggi più importanti da quando, nel maggio del 2024, è tornato in Italia dopo 25 anni trascorsi nelle carceri della Florida. Il Tribunale di sorveglianza ha concesso la semilibertà al 67enne trentino, condannato negli Stati Uniti all’ergastolo per l’omicidio di Anthony “Dale” Pike, avvenuto a Miami nel febbraio del 1998.

Forti si è sempre dichiarato innocente.

La decisione arriva dopo l’udienza celebrata il 16 settembre e consolida il percorso di progressivo reinserimento che l’ex imprenditore ed ex sportivo sta seguendo dal carcere veronese di Montorio. Da dicembre Forti svolge già 40 ore settimanali di attività presso un’azienda agricola veronese, ma fa anche volontariato presso un entro culturale. Ogni mattina lascia il penitenziario per rientrarvi la sera. Con la semilibertà questo percorso potrà essere ampliato e organizzato secondo il programma che verrà stabilito dalla direzione dell’istituto.

Nella quotidianità, dunque, il cambiamento potrebbe apparire meno radicale di quanto suggerisca la parola “semilibertà”. Sul piano giuridico e personale, però, il passaggio ha un peso diverso: dopo oltre un quarto di secolo trascorso in detenzione, Forti potrà avere spazi più ampi fuori dal carcere, pur mantenendo l’obbligo del rientro. E tra i suoi desideri c’è soprattutto quello di poter trascorrere più tempo con l’anziana madre, che vive a Trento.

Per comprendere il significato di questa decisione bisogna tornare al 1998.

Chico Forti, che aveva lasciato il Trentino per trasferirsi negli Stati Uniti, venne coinvolto nell’indagine sull’omicidio di Dale Pike, figlio di Tony Pike, proprietario di un noto resort di Ibiza per il quale era in corso una trattativa. Dale Pike era arrivato in Florida proprio mentre si discuteva dell’operazione. Venne trovato ucciso a Miami. Forti fu arrestato e successivamente processato. Nel 2000 arrivò la condanna all’ergastolo.

Da quel momento ha continuato a sostenere la propria innocenza, e ci crede anche il fratello della vittima, contestando la ricostruzione che aveva portato alla condanna. La sentenza americana, tuttavia, è rimasta valida e definitiva.

È una distinzione essenziale anche oggi: la concessione della semilibertà non modifica né annulla la condanna pronunciata negli Stati Uniti. Riguarda esclusivamente le modalità con cui Forti sta proseguendo l’esecuzione della pena in Italia.

Venticinque anni nelle carceri della Florida

Sono stati lunghissimi gli anni americani. Nel frattempo, in Italia, il caso Forti è diventato progressivamente conosciuto dall’opinione pubblica. Familiari, amici e sostenitori hanno continuato a chiedere attenzione sulla vicenda, mentre sul piano istituzionale e diplomatico prendeva forma il percorso che avrebbe infine consentito il suo trasferimento. La svolta è arrivata nel maggio 2024, quando Forti è rientrato in Italia per continuare a scontare nel nostro Paese la pena inflitta dalla giustizia statunitense.

Due anni nei quali il suo percorso penitenziario è progressivamente cambiato. Prima i permessi, quindi la possibilità di svolgere attività esterne e il volontariato nell’azienda agricola. Adesso la semilibertà. Un cammino graduale che non cancella la pena ma modifica, passo dopo passo, il rapporto tra Forti e il mondo esterno.

La difesa di Forti, affidata agli avvocati Alessandro Favazza e Carlo Dalla Vedova, guarda ora alla richiesta di libertà condizionale. L’udienza è fissata per il 24 febbraio 2027. Una precedente istanza era stata respinta nel 2025. I giudici avevano posto l’accento, tra gli altri aspetti, sulla valutazione del ravvedimento e sul mancato risarcimento del danno.

Continuerà a svegliarsi sapendo di dover rientrare la sera nel carcere di Montorio. Ma tra quel cancello che si apre al mattino e quello che si richiude la sera ci sarà adesso uno spazio più grande. Uno spazio fatto di lavoro, relazioni, famiglia e normalità.

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22 Settembre 2026

Autore:

redazione


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