Cronaca

CONFRONTI – Alla “Casa delle Culture” di Acquedolci quello sul libro di Francesco Calanna: “Il Paese dorme male” e le sfide della Sicilia

La Casa delle Culture di Acquedolci ha ospitato, ieri pomeriggio, una partecipata tavola rotonda dedicata al libro “Il Paese dorme male. Il caso Sicilia” di Francesco Calanna, offrendo l’occasione per riflettere sulle difficoltà e le opportunità che attraversano oggi la Sicilia.

L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Mediterraneo, è stato aperto e concluso dal presidente Farid Adly, che ha sottolineato l’importanza del dialogo come strumento di crescita civile e culturale.

Al tavolo dei relatori, la dott.ssa Rosangela Gerbino ha offerto una presentazione chiara ed esaustiva dell’opera di Calanna, evidenziandone i passaggi chiave e la capacità dell’autore di unire analisi e proposta. Il giornalista Massimo Scaffidi ha poi animato il dibattito con riflessioni critiche e stimolanti, aprendo a un confronto vivo con il pubblico. Presente anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Acquedolci, Enrico Caiola, che ha portato i saluti dell’Amministrazione e ribadito l’impegno dell’ente nel promuovere momenti di confronto culturale e sociale. Ma l’assessore ha anche parlato di altro,, di progetti, iniziative e futuro.

Nel corso della discussione, i relatori hanno toccato alcuni dei temi più attuali per il futuro dell’isola: PNRR, agricoltura, sanità, Mediterraneo e multiculturalità, mettendo in luce le difficoltà della politica regionale nel gestire in modo efficace i finanziamenti destinati allo sviluppo e alla coesione territoriale. Il dibattito ha anche toccato storie e argomenti “locali”, sviluppando un confronto tra progettualità e nuovi interessi.

Il pubblico ha partecipato con  attenzione, ponendo domande e offrendo spunti di riflessione su questioni che toccano da vicino la vita quotidiana dei cittadini (si anche parlato di rete sanitaria e ospedali). L’incontro si è trasformato così in un vero momento di cittadinanza attiva, nel segno della ricerca condivisa di risposte e soluzioni ai problemi che investono non solo la Sicilia, ma l’intero Paese. Ottima ala conduzione della serata a cura di Rosangela Gerbino.

Ancora una volta, la Casa delle Culture di Acquedolci si conferma luogo di dialogo, dibattito e partecipazione, capace di accogliere voci diverse e promuovere il confronto costruttivo su temi di grande attualità.

il libro

Il volume, pubblicato da Armenio Editore nel 2025, conta 66 pagine.
Il sottotitolo “Il caso Sicilia” indica che l’autore utilizza la Sicilia come lente di osservazione privilegiata per questioni più ampie riguardanti l’Italia contemporanea

Tema centrale

Il titolo stesso — “Il paese dorme male” — è volutamente polisemico: da un lato rimanda all’idea di un Paese (con la “P” maiuscola) che «non riposa», che è in uno stato di malessere diffuso; dall’altro evoca un “paese” nel senso di comunità locale che vive inquietudini, immobilismo, ritardi. L’autore spiega che la Sicilia «è vista come laboratorio e metafora di un’Italia ferma, ma non immobile». 
Calanna si interroga sul perché l’Italia (e in particolare la Sicilia) fatichi a trovare direzione, agente di cambiamento, consapevolezza del proprio potenziale.

Struttura & linee di analisi (non necessariamente capitoli formali ma filoni di riflessione)

a) Diagnosi del malessere

  • Crisi ricorrenti: l’autore segnala che la Sicilia è alle prese con difficoltà amministrative, culturali ed economiche che ne ostacolano lo sviluppo.

  • Burocrazia e modelli istituzionali inefficaci: ad esempio, Calanna lamenta che «intere fasi di governo naufragano in conflitti permanenti tra governatori e assemblea parlamentare».

  • Immobilismo decisionale: l’idea che il “dormire male” non sia solo passivo [essere fermi], ma che contenga un’insofferenza, una tensione non risolta.

b) Il «caso Sicilia» come paradigma

La Sicilia è presentata non solo come territorio in difficoltà, ma come occasione: un’isola che può diventare ponte, hub, protagonista. Calanna ad esempio parla della Sicilia come «ponte nel Mediterraneo». 
Si sottolineano settori di potenziale sviluppo: microelettronica, agricoltura di qualità, turismo digitale, cultura.

c) Proposte e visioni strategiche

  • Governance più efficiente e modello elettorale equilibrato: l’autore invita a una “traversata istituzionale” per superare modelli rigidi e cristallizzati.

  • Valorizzazione delle risorse locali: biodiversità agricola, borghi, identità culturali, turismo integrato.

  • Ottimismo responsabile: Calanna afferma il “dovere di essere ottimisti nonostante tutto”, perché crede nelle potenzialità del “popolo grande” siciliano.

  • Visione europea e mediterranea: si parla di uno scenario in cui l’isola non è periferia ma crocevia, inserita in dinamiche più ampie (Europa, Mediterraneo).

Finalità e pubblico

Il saggio è pensato come un invito alla riflessione e all’azione. Non è solo cronaca o diagnosi, ma propone che la Sicilia — e con essa l’Italia — possa “svegliarsi”, assumere consapevolezza delle proprie “insonnie” (le inquietudini) e tradurle in opportunità. Il linguaggio è accessibile e il testo breve, il che lo rende adatto anche a un pubblico più ampio (studenti, amministratori locali, cittadini interessati).
In presentazioni pubbliche, Calanna ha sottolineato l’importanza del dialogo tra amministratori, tecnici e cittadini come motore del cambiamento.

Perché il titolo «Il paese dorme male»

Calanna stesso spiega che il titolo è pensato per evocare un doppio senso: dormire male perché non si riposa bene, e dunque fragilità, inquietudine; ma anche dormire male perché non si agisce bene, non si “produce” bene il risveglio. In questo senso, la Sicilia diventa specchio di un’Italia che “vacilla”, senza un chiaro orizzonte. 
Inoltre il titolo richiama l’idea che c’è bisogno di una sveglia, di un “risveglio” delle coscienze, delle istituzioni, del territorio.

Rilevanza e contesto

Il saggio si inserisce in un contesto dove la riflessione sul Mezzogiorno, sulla Sicilia, sulla decadenza e sul potenziale delle regioni del Sud è molto vivace. Calanna con la sua esperienza (agricola, istituzionale) porta una visione radicata sul territorio, ma con apertura verso scenari più ampi (Europa, tecnologia, innovazione).
La brevità del volume (66 pagine) ne fa un testo “leggero” ma denso di stimoli: non un manuale completo, ma un provocazione, un promemoria, un “appello”.

Perché leggerlo

  • Per avere uno spunto di riflessione su cosa significa “sviluppo” al Sud e su come (non) si muovono le istituzioni, la cultura, l’economia.

  • Per chi è interessato alla Sicilia (territorio, identità, potenzialità) ma in prospettiva più ampia: Europa, Mediterraneo, innovazione.

  • Per stimolare discussione: il testo può essere usato come base per incontri, gruppi di lavoro, dibattiti in contesti locali (comuni, associazioni).

  • Perché, pur breve, è scritto da un autore con esperienza concreta nel mondo agricolo, delle politiche territoriali e dello sviluppo locale — non un puro teorico.

Le foto di ieri

 

Redazione Scomunicando.it

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