Cronaca

SANITA’ – La Rete Tirrenico-Nebroidea del piede diabetico

L’onorevole Giuseppe Laccoto la presenta a Patti un corso di un incontro sulla gestione dell’ischemia critica d’arto e del piede diabetico

nasce la Rete Tirrenico-Nebroidea del piede diabetico

Si è svolto a Patti il corso di formazione dal titolo “Ischemia critica d’arto e piede diabetico”, organizzato dal dott. Salvatore Garibaldi e dal dott. Salvatore Barbera, rispettivamente responsabili delle Unità Operative di Emodinamica e di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Barone Romeo. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto scientifico e operativo tra specialisti, medici di medicina generale e operatori sanitari del territorio, con l’obiettivo di condividere esperienze e strategie nella gestione integrata di una delle complicanze più gravi del diabete.

Durante i lavori è stata presentata la Rete Tirrenico-Nebroidea del Piede Diabetico, una nuova struttura multidisciplinare che riunisce diverse professionalità — diabetologi, chirurghi vascolari, radiologi interventisti, podologi, infermieri e medici di base — impegnate nella prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico globale del paziente.

La rete – presentata dall’onorevole Giusepep Laccoto, – Presidente Commissione “VI – Salute, Servizi Sociali e Sanitari” e Vice-Presidente Gruppo Parlamentare Prima l’Italia – Lega Salvini Premier – nasce con un obiettivo ambizioso ma concreto: ridurre il numero di amputazioni e migliorare gli esiti clinici e funzionali dei pazienti affetti da piede diabetico, attraverso percorsi assistenziali condivisi e una gestione coordinata dei casi più complessi.

“sarà una struttura multidisciplinare che attraverso attività di prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico di diversi specialisti, si pone l’obiettivo di ridurre il numero di amputazioni e migliorare gli esiti clinici dei pazienti”.

L’esperienza della Rete Tirrenico-Nebroidea – scrive Laccoto sui social – si inserisce pienamente nella prospettiva della nuova medicina territoriale in Sicilia, che — con l’attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità — punta a garantire una presa in carico integrata, continua e vicina ai cittadini, valorizzando la sinergia tra ospedale e territorio.

Il corso di Patti ha dunque segnato non solo un momento di aggiornamento professionale, ma anche l’avvio di un percorso innovativo che mira a costruire un modello di sanità territoriale moderna, collaborativa e centrata sul paziente.

Redazione Scomunicando.it

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