Cronaca

CROLLO A MESSINA – Sei persone ancora sotto le macerie. Si indaga sulle cause del cedimento

Chi sono i dispersi

Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nel rione Pistunina, a Messina, dove nella giornata di ieri il crollo di una palazzina ha provocato una delle più gravi tragedie degli ultimi anni in città. I vigili del fuoco lavorano incessantemente tra le macerie nella speranza di individuare i sei dispersi, mentre cresce l’angoscia delle famiglie e si cerca di fare luce sulle cause del collasso dell’edificio. A coordinare le operazioni è il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Michele Burgio, che durante la notte ha fornito i primi aggiornamenti. «Dalle testimonianze raccolte possiamo escludere la presenza di altre persone all’interno dell’edificio. Anche gli operai rimasti feriti hanno riferito che non dovrebbero esserci ulteriori dispersi», ha dichiarato.

Le persone che risultano ancora sotto le macerie sono sei. Si tratta dell’imprenditore Carmelo Leone, delle sorelle Sara e Rosa Leone, del marito di quest’ultima, Santino Magazzù, del collaboratore domestico di origine srilankese Lhairu Warnakulasuriya e della commessa messinese Alessandra Frazzica, che si trovava al lavoro nel bazar cinese situato al primo piano dell’edificio.

Commovente l’appello lanciato sui social da Clelia Magazzù, figlia di Rosa Leone e Santino Magazzù, che ha chiesto a tutti di non telefonare ai cellulari dei genitori.

«Per favore non chiamateli, non scaricate le batterie dei loro telefoni. I cellulari sono fondamentali per consentire ai soccorritori di localizzarli sotto le macerie», ha scritto, affidando alla rete un messaggio di speranza e disperazione allo stesso tempo.

Le cause della tragedia restano ancora da accertare.

Nelle prime ore si era parlato anche della possibilità di un’esplosione, ma con il passare del tempo prende sempre più consistenza l’ipotesi di un cedimento strutturale.

«È ancora prematuro trarre conclusioni – ha spiegato il comandante Burgio –. Stiamo approfondendo tutte le possibili cause. Al momento permane un margine di incertezza sull’eventuale esplosione, ma le caratteristiche del crollo fanno ritenere plausibile anche un cedimento della struttura».

Alcuni testimoni hanno riferito di aver avvertito un forte tremore prima che l’edificio collassasse, particolare che sembrerebbe rafforzare la tesi di un cedimento improvviso piuttosto che quella di un’esplosione.

La palazzina, costruita alla fine degli anni Ottanta e appartenente alla famiglia Leone, si sviluppava su quattro livelli per una superficie complessiva di circa 2.500 metri quadrati per piano. Il seminterrato era destinato a magazzino, mentre il piano terra ospitava una macelleria in fase di ristrutturazione. Al primo piano si trovava un grande bazar gestito da cittadini cinesi, mentre i piani superiori erano adibiti ad abitazione della famiglia proprietaria.

Dopo il crollo si è sviluppato anche un principio d’incendio, rapidamente domato dai vigili del fuoco, che hanno prima messo in sicurezza l’area e poi proseguito le ricerche utilizzando unità specializzate USAR, squadre SAF, cani molecolari, droni e sofisticate apparecchiature di rilevamento, seguendo anche le planimetrie dell’edificio.

Le testimonianze

Tra i racconti più drammatici c’è quello di una cliente che si trovava nel negozio pochi istanti prima della tragedia.

«Ero uscita appena due minuti prima. Quando mi trovavo già a qualche centinaio di metri ho visto alzarsi una gigantesca nube bianca. Non ho sentito alcun boato, ma ho capito subito che era successo qualcosa di gravissimo. Ripensando alle persone con cui parlavo poco prima mi vengono ancora i brividi», ha raccontato.

Anche Sakira, una donna originaria dello Sri Lanka, vive ore di angoscia. Il fratello, impiegato all’interno della struttura, risulta tra i dispersi. «È andato al lavoro nel pomeriggio. Da allora non abbiamo più sue notizie. Continuo a chiamarlo ma il telefono non risponde», racconta con la speranza che il fratello possa ancora essere ritrovato.

L’intera Messina segue con apprensione l’evolversi delle operazioni di soccorso. Decine di uomini lavorano senza sosta, consapevoli che ogni minuto può essere decisivo.

Nel frattempo la Procura ha già avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica del crollo e individuare eventuali responsabilità.

Redazione Scomunicando.it

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