CRONACA – Si allungano i tempi per un ragazzo di Brolo per uscire dalla quarantena … il tampone non si trova più

Prima l’autoisolamento volontario, poi il tampone, nei primissimi giorni d’aprile, poi l’attesa. Un risultato che non arrivava mai. Ora dovrà rifare il prelievo, forse sabato prossimo, perchè non si trova più nulla. Storia di ordinario disagio ai tempi del coronavirus.

Così se da un lato si lamentano ritardi e insufficienza di presidi, dall’altro si assiste a come, stress, turni massacranti, pressioni e carichi di responsabilità, possono mandare in tilt la filiera della prevenzione, dell’analisi, del controllo.

Senza voler dar colpe al singolo, men che mai al personale sanitario, bisogna prendere atto che necessita più che mai mettere a regime una macchina sanitaria, oggi al punto di un umanissimo collasso dopo settimane di stress e carichi di responsabilità senza precedenti.

Oltre ad adeguati presidi di sicurezza personale per tutto il pesronale sanitario impegnato in prima linea si avverte la necessità di dare maggior unità professionali – i ricambi – tra medici e infermieri, con una turnazione “umana”, con una programmazione razionale degli interventi.

Un’ analisi che nasce dal caso che si è registrato a Brolo.

Un esame diagnostico, fatto, dopo il rientro dall’estero, ad un giovane che si era posto in autoisolamento e che aveva completato la quarantena.

Poi l’attesa del risultato. Due settimane lunghissime.

Quindi tra solleciti, interventi e richieste a far presto, anche da parte dell’amministrazione comunale locale, particolarmente attenta e vigile, ecco che stamani arriva la notizia.

Il risultato non c’è.

Quel tampone non si trova, è andato perso – nella migliore delle ipotesi. Ed allora… sabato nuovo prelievo all’ospedale pattese, sperando che questa volta il risultato sia tempestivo e ovviamente negativo.

Cose che capitano ai tempi del coronavirus.

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