Il 29 settembre 2010 Daniele Tranchida è stato nominato Assessore alla Regione Siciliana con delega al Turismo, Sport e Spettacolo.
Uno dei migliori se non il migliore.
Lui ha fatto, da sempre politica, costruendo, in una Messina, degli anni settanta – in una città divisa e condivisa tra il Fuan delinquenziale in mano ai calabresi, il Fronte di Mangiavacchi, le sperimentazioni ghibbellino culturali e neopolitiche de “La Piramide” e con tanti pomeriggi perduti nel nulla dei Sambabilini che stazionavano al Select – un gruppo pensante, aperto ai confronti, anche in tempi esasperati, parlando di politica e d’ambiente, di cultura e teatro, dei diritti degli indiani d’america, della lotta del popolo palestinese, leggendo La Rochelle e Alain de Benoist, interessandosi di grafica e comunicazione.
Una destra diversa, non meno rissosa, ma certamente sognante che guardava alla muisca ed ai campi hobbit.
La nuova destra quella di Marco Trarchi e Fabio Granata.
Tranchida, poi professore universitario, ha carisma, intelligenza arguta e flessibilità di pensiero, non teme le contaminazioni, ma ha un’idea, la sua, sempre da portare avanti, senza remore ne pregiudizi.
E’ stato certamente un tecnico alla corte di Lombardo.
Ha dato input importanti al turismo dell’Isola, dicendo anche dei no pesanti, innovando e recuperando anche un mondo umano frammentanto, dimenticato, disperso, annegato nell’obblio.
Cinema, teatro, mostre, televisione, la rete, sport, cultura sono stati elementi che hanno dato forma al suo rapporto fra politica e società, tra impresa e turismo, tra isola e isolani. Con onestà intellettuale, rispetto delle intelligenze.
Il potere non può rifiutare il sapere, il sapere non può dimenticare la sua “forza politica”.
Tranchita ha posto il problema, è spesso è stato un problema. Non solo per trovare un accordo su alcuni temi, anche per discutere il disaccordo ed in questa intervista rilancia l’idea di un aggregazione, a destra, che recuperi i suoi spazi, la sua identità.
“Non c’è dubbio che la destra, – dice Daniele – com’eravamo abituati a intenderla una volta, esce disintegrata da queste elezioni purtroppo ancora si pagano le conseguenze dell’errore commesso facendo confluire AN nel Pdl, questo ha portato ad una grande frammentazione nel voto all’interno del mondo di tutta la destra”.
Siamo sicuri che lo sentiremo ancora parlare.
L’intervista di Antonio Macauda

L’elezioni appena concluse hanno senza dubbio lasciato più di qualche dato interessante, l’ingresso prepotente dell’esercito grillino all’interno del Parlamento è quello più eclatante, ma non meno fragoroso è il rumore delle valigie che, invece, sono state fatte da coloro i quali sono rimasti fuori dal Montecitorio.
Il caso più illustre è senza dubbio quello di Gianfranco Fini che nel giro di pochi giorni si è ritrovato da Presidente della Camera a “disoccupato” di lusso della politica italiana.
La mancata rielezione di Fini, ma anche dei suoi più stretti collaboratori come Italo Bocchino e Fabio Granata, gettano non poche perplessità sulla portata del progetto di Futuro e Libertà, nato dopo la rottura con Silvio Berlusconi.
Il fallimento di Fli parte da lontano, innanzitutto dalla scelta di Fini di non rassegnare le dimissioni da Presidente della Camera dopo la sua fuoriuscita dal Pdl, carica che gli è stata assegnata proprio per essere stato uno dei cofondatori del Popolo della Libertà.
Ma, soprattutto, ha pagato la scelta di appoggiare le scelte più sanguinose – in tema economico- del governo Monti, in nome di un europeismo mal sopportato dalla gente visto che ha significato solo ulteriori tasse e rinunce per un popolo già in difficoltà. Ma se errare è umano in casa Fli sono stati davvero dei maestri in diavoleria visto che l’alleanza elettorale con Mario Monti e l’Udc di Pierferdinando Casini ha portato a dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Ma questa volta il malcontento non si è trasformato solo in un risultato elettorale deludente, ma anche in un diffuso malcontento interno tra chi credeva – una volta usciti dal Pdl – di aderire ad un movimento che si facesse portavoce di tematiche sicuramente diverse da quelle proposte da Mario Monti e soci.
Questo malcontento lo si può percepire dalle parole di Daniele Tranchida – ex assessore regionale al Turismo e allo Spettacolo – che non ribadisce le posizioni prese durante l’ultima assemblea nazionale “non ho alcun problema ha dichiarare che non ho votato per la Lista Monti al Senato alle ultime elezioni politiche – ha tuonato Tranchida – questo partito nasce per distaccarsi dalla gestione padronale del centrodestra portata avanti da Silvio Berlusconi, facendo riscoprire valori come la legalità, l’ambiente ed i diritti civili e sociali di cui nel Pdl non vi era traccia.
Io sono stato uno dei grandi oppositori all’apparentamento con la Lista Monti e l’Udc in quanto vengo da un esperienza di governo regionale che ha patito la politica di austerity del governo tecnico e il doppiogiochismo dell’Udc”.
Tranchida ha però ben presente a chi assegnare le responsabilità del fallimento di Fli alle ultime elezioni politiche “ il responsabile principale è Italo Bocchino – ha dichiarato Tranchida – ha sacrificato il bene del partito per proprie rendite di posizione svuotandolo, di fatto , in buona parte del territorio rendendolo improponibile persino per i propri iscritti.
Purtroppo Fli doveva essere il nuovo ed ha commesso l’errore di apparentarsi con il vecchio”.
Se si allarga la visuale si capisce come con la mannaia usata verso gli ex AN all’interno del Pdl e i fallimenti di Fli e La Destra scompare, di fatto, la destra più identitaria e sociale e che vede nei Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa gli ultimi baluardi tra i banchi di Montecitorio “non c’è dubbio che la destra, com’eravamo abituati a intenderla una volta, esce disintegrata da queste elezioni – ha puntualizzato Tranchida – purtroppo ancora si pagano le conseguenze dell’errore commesso facendo confluire AN nel Pdl, questo ha portato ad una grande frammentazione nel voto all’interno del mondo di tutta la destra.
Ciò però avviene in un momento di difficoltà generale visto anche il fallimento del centrosinistra siciliano il Governatore Rosario Crocetta che sta pescando un po’ ovunque.
Serve ricompattarsi – ha poi concluso Tranchida – bisogna creare un movimento di destra forte ed identitario che non si barrichi dietro inutili conservatorismi su questioni morali o etiche ma, piuttosto, punti la propria attenzione verso la lotta contro l’alta finanza, il recupero della sovranità monetaria, sull’indipendenza energetica e la giustizia sociale con una classe dirigente nuova che sappia interpretare e capire l’Italia di oggi.
Il governassimo Pd-Pdl? Credo che sia la soluzione peggiore”
Antonio Macauda


