Il Muro

DON ENZO CARUSO – Spunti di riflessione e denunce: L’Occidente è stretto tra due mostri

“L’Occidente tra due assolutismi»: il duro intervento di don Enzo Caruso apre il dibattito su guerra, identità e crisi della politica

Parole forti, destinate inevitabilmente a far discutere.

Non una riflessione spirituale in senso stretto, ma una lettura politica, culturale e geopolitica che entra nel cuore di uno dei conflitti più divisivi del nostro tempo.

A intervenire pubblicamente è stato don Enzo Caruso, parroco di Brolo, che attraverso un lungo post ha affidato ai social una posizione netta sulla situazione internazionale e sul rapporto tra Occidente, Medio Oriente e crisi delle democrazie contemporanee.

Il sacerdote descrive l’Occidente come stretto «tra due mostri», indicando da un lato il fondamentalismo islamico, definito come una forza ideologica incompatibile con il dialogo e orientata alla distruzione dell’assetto occidentale, e dall’altro il sionismo, che nel suo ragionamento viene rappresentato come una forma di potere politico e geopolitico orientato all’espansione e all’egemonia.

Una riflessione che non si limita al conflitto israelo-palestinese ma allarga il campo alla crisi delle grandi culture politiche occidentali.

Secondo il parroco, il fondamentalismo islamico utilizzerebbe dinamiche di vittimismo e propaganda per estendere la propria influenza, mentre il sionismo eserciterebbe il proprio peso attraverso relazioni economiche e politiche internazionali.

Nel testo il sacerdote lega queste dinamiche anche alle trasformazioni interne dell’Europa e degli Stati Uniti, sostenendo che tanto la sinistra quanto la destra occidentali abbiano progressivamente smarrito il rapporto con le esigenze concrete delle società che rappresentano.

Particolarmente forte il passaggio finale del suo intervento, nel quale sostiene che l’Occidente si trovi davanti a una scelta esistenziale: recuperare una propria identità politica e culturale oppure rischiare un progressivo declino interno.

Si tratta di una presa di posizione che esce dai tradizionali confini del commento ecclesiale e che inevitabilmente apre interrogativi anche sul ruolo pubblico delle figure religiose nel dibattito contemporaneo.

Quando un parroco sceglie di entrare in maniera così esplicita dentro le categorie della geopolitica, il tema non diventa soltanto ciò che viene detto, ma anche il fatto stesso che venga detto.

In un tempo in cui molte voci religiose scelgono il linguaggio della mediazione o della diplomazia, quella di don Caruso appare invece una riflessione volutamente provocatoria, costruita per scuotere e generare confronto.

Al di là del consenso o del dissenso che potrà suscitare, il suo intervento riporta al centro una domanda più ampia: oggi è ancora possibile discutere di identità, guerra, religione e futuro dell’Occidente senza scivolare nella contrapposizione assoluta? O il vero rischio è che il dibattito pubblico perda proprio lo spazio del confronto?

Un intervento destinato, con ogni probabilità, a generare reazioni e ad alimentare il confronto anche sul territorio.

il post nella sua versione integrale

L’Occidente è stretto tra due mostri:
1. Il FONDAMENTALISMO ISLAMICO, rumoroso, vittimista, con un unico obiettivo: annientare Israele e poi l’intero l’Occidente, imporre la Sharia e invadere per sostituirsi alle società locali, non integrarsi.
2. IL SIONISMO, silenzioso, potente e pericoloso oltre ogni immaginazione. Ha un unico obiettivo: completare l’invasione e la colonizzazione di Gaza , dell’Iran e del Libano per creare il “Grande Israele” e stabilire, il nome del Dio dell’Antico Testamento, la propria indiscussa egemonia sul mondo.
Sono due assolutismi con i quali non è possibile alcun dialogo. Hanno stili diversi.
Il fondamentalismo islamico percorre la strada del vittimismo e del terrorismo, invade le strade e crea rumore dappertutto, cercando di suscitare pietà e guadagnare nuove persone alla propria causa. Sta invadendo l’Europa e non si fermerà fino a che non avrà raggiunto il suo obiettivo finale. I morti di Gaza non gli interessano. Servono solo alla sua propaganda.
Ha creato un abbraccio mortale con le sinistre europee e americane, usandole come cavallo di Troia per entrare in massa nei vari paesi e diventare una forza egemone. Così facendo, sta causando, in parte, il loro collasso interno e l’incapacità di elaborare un vero discorso social-democratico capace di parlare al mondo attuale.
Il Sionismo non cerca di convincere nessuno. Si presenta già come padrone del mondo. Controlla l’economia della più grande potenza del mondo e condiziona molte altre. Non mendica alleanze né compassione ma pretende sottomissione. È pronto a fare precipitare il mondo perfino in un conflitto nucleare pur di perseguire il suo piano.
Ha da sempre subordinato a sé le destre nazionali e controlla buona parte del Congresso USA. La maggior parte di queste destre, a partire da quella americana, con alcune eccezioni, si è talmente distanziata dalla base della realtà sociale da non riuscire neanche a vederla.
Per questa subordinazione le nazioni occidentali stanno cominciando a collassare e a mangiarsi vive dall’interno. In ogni nazione la vita politica esiste solo in funzione di argomenti “altri” rispetto ai bisogni delle nazioni. È come se fosse colpita da una grave ischemia cerebrale. Il confronto è bloccato in un continuo balbettio che non riesce più a produrre un solo discorso valido o un progetto di futuro.
Finché esistono questi due mostri non vi sarà pace. E l’Occidente deve decidere se vuole anche esistere o se lasciarsi morire dentro la lenta eutanasia che essa stessa ha voluto.
Redazione Scomunicando.it

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